Ricoverata d’urgenza al San Leonardo mentre era in Italia con le amiche. La figlia, spaesata e in lacrime, trova aiuto in reparto. Dopo le dimissioni, un pacco da Manila per ringraziare chi non l’ha fatta sentire sola
|Malore in vacanza, salvata a Castellammare: il “grazie” arrivato dalle Filippine
Era arrivata in Italia per una vacanza con le amiche. Mare, sole, bellezza. Poi, all’improvviso, il dolore. Un malore addominale violento, l’ambulanza, il ricovero d’urgenza. La porta del reparto di Chirurgia dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia che si chiude alle spalle e, con essa, la paura di trovarsi lontani da casa, senza punti di riferimento.
La donna vive a Manila, non parla italiano e non conosce nessuno. In corsia, però, trova mani che curano e sguardi capaci di rassicurare. A seguirla c’è la figlia, arrivata in reparto dopo due giorni senza notizie. È agitata, piange, non sa cosa stia succedendo alla madre né cosa accadrà.
Ad accorgersi di lei è Simone, infermiere del reparto di Chirurgia. «Era spaesata, si vedeva che aveva paura – racconta –. In certi momenti basta uno sguardo per capirsi». Le parla in inglese, prova a tranquillizzarla, raccoglie le informazioni necessarie e ricostruisce la situazione clinica della madre. «Le ho detto di stare tranquilla, che qui ci sono professionisti che si prendono cura delle persone».
Parole semplici, ma pronunciate con convinzione. Parole che diventano parte della cura. Il lavoro dei medici e degli infermieri prosegue con competenza e dedizione, non solo sul piano clinico ma anche umano, tenendo insieme una famiglia separata da migliaia di chilometri.
Dopo una settimana di ricovero, la donna viene dimessa. È in piedi, sta bene, può lasciare l’ospedale. Prima di andare via, la figlia chiede una foto con l’infermiere che l’ha aiutata nei momenti più difficili. «Come si fa con qualcuno che, per un attimo, è stato famiglia», spiega Simone.
La vacanza riprende con qualche giorno di ritardo, poi il rientro a Manila. Qualche settimana dopo, però, a casa dell’infermiere arriva un pacco dalle Filippine. Dentro c’è un regalo e un biglietto di ringraziamento. Un “grazie” che ha attraversato mezzo mondo.
«È stata una sorpresa enorme – racconta –. Un gesto che dà senso a quello che facciamo ogni giorno». Perché la gentilezza non conosce confini, né lingue. E a volte basta davvero poco per non sentirsi soli, nemmeno lontano da casa.
(foto da “ILCorrierino”)

