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Madri coraggio di una volta

Madri coraggio di una volta
I ricordi della professoressa Francesca Lauro

Un tempo si partoriva in casa, ma la partoriente era assistita dall’ostetrica
comunale e da tutte le donne madri e, poiché a Meta c’erano solo un paio di
cabine telefoniche, per comunicare con il Ginecologo o con la Farmacia, la
necessità dell’intervento del medico e di un farmaco da preparare, veniva
comunicata da una finestra all’altra per accelerare l’arrivo del medico e del
farmaco. L’attesa di un bambino metteva in risalto quanto fosse importante l’esperienza delle donne e la responsabilità del padre del
nascituro chiamato a decidere, qualora fosse stato necessario, chi salvare: il
nascituro o la moglie? Ma le mogli dei naviganti, atteso che i viaggi dei
brigantini a palo duravano alcuni anni, decidevano di imbarcarsi con il
marito. La mia bisnonna paterna Angela LIGUORI, armatrice, decise di
salpare con il Marito, comandante del legno mercantile Cecilia. Concepì e
trascorse la gravidanza a bordo; iniziarono le doglie del parto quando la nave,
proveniente da ANVERSA era diretta a Napoli; il mio bisnonno non si perse
d’animo ed aiutò la moglie a partorire. Attraccata la nave nel porto di Napoli,
accompagnato dai suoi ufficiali, dichiarò la nascita del figlio MATTIA alla
sezione porto della città di Napoli.
Nonno Mattia, divenne comandante del brigantino a palo Aniello LAURO agli
esordi della carriera: infatti era allievo ufficiale ed il Comandante chiamato
Ciccotto decise di porre fine ai suoi giorni e si lanciò a mare. Lanciate
tempestivamente in mare le scialuppe mio nonno, che era l’allievo del
Comandante, fece l’impossibile per salvarlo, ma fu solo possibile di
recuperarne il cadavere. Radunato l’equipaggio furono recitate le preghiere di
commiato e la salma restituita a mare.
Al termine della mesta cerimonia mio nonno comunicò all’equipaggio che nel
successivo porto d’attracco avrebbe chiesto alla madre di inviare un altro
Comandante. L’Equipaggio lo invitò ad assumere il Comando della nave
atteso che di fatto aveva dimostrato di essere in grado di tenere a bada il
Ciccotto e di essere capace di assumere il comando del brigantino.
Mio nonno, sposò Maria Clorinda CACACE dei baroni dell’aquila, poliglotta e
brava nell’arte marinara tanto da assumere il comando della nave nelle notti
di tempesta per consentire qualche ora di riposo al marito. Anche nonna
Clorinda concepì e partorì a bordo, aiutata dal marito, la quartogenita Anna.
La nascita di zia Anna avvenne da Nantes a Point Petre Guadalupe dove fu
battezzata a tre mesi dalla nascita.
Ora nelle strade gridano a gran voce, senza vergogna alcuna, il diritto
all’aborto e pur potendo partorire senza mostrare alcun documento di
riconoscimento preferiscono commettere un infanticidio… ed alcune si
professano cristiane!