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L’addio di un figlio alla mamma, Luisa Persico

L’addio di un figlio alla mamma, Luisa Persico

Il bellissimo post di

Dopo un anno e un mese di calvario, oggi ci hai lasciati.
Un tempo lungo e crudele, fatto di alti e bassi, in cui hai visto letteralmente la tua vita scivolare via come sabbia tra le dita. Senza un senso apparente, o forse con un senso che sfugge alla comprensione umana, ammesso che la genetica ne abbia uno. Eppure, in tutto questo, hai affrontato la malattia con una dignità e una resistenza non comuni.

Ognuno di noi ha metabolizzato la tua sofferenza in modo diverso. Molte persone che speravi ti fossero accanto sono state meno presenti di quanto avresti immaginato; altre, che non ti aspettavi, hanno invece saputo sorprenderti. Ma tu eri sempre lì, pronta ad accogliere tutti, senza distinzione.
Fino alla fine non ti sei fermata. E quando il corpo, per forza di cose, ti ha imposto di farlo, non hai mai smesso di esserci con la mente, con il cuore, con quella forza silenziosa che ti ha sempre contraddistinta.

Hai sofferto molto. Sei sempre stata contraria all’accanimento terapeutico e quei trattamenti ospedalieri li hai vissuti come fastidi necessari, non come una scelta. Sapevi che non c’erano alternative, che in Italia non esiste una vera possibilità per chi si trova a vivere una malattia terminale.
Mi conforta solo sapere che sei stata assistita in una struttura adeguata, che te ne sei andata dolcemente e che, fino all’ultimo istante, hai trovato la forza di regalare una parola buona a chi ti stava accanto.

Questo non significa che tu non avessi paura della morte. Ne parlavamo apertamente, del decorso della malattia, perché non si poteva fare altrimenti. Avevi già vissuto un’esperienza simile con tua madre, affrontandola in prima persona. Ma ci sono cose che, purtroppo, non scegliamo.

Da tutto questo, però, mi hai lasciato una lezione più importante di tutte: non bisogna avere paura del tempo che passa né dell’invecchiare, perché il tempo è un privilegio, non un peso.
E ci sono persone, come te, a cui questo privilegio non è stato concesso fino in fondo.

Riposa in pace, mamma.
Ti voglio tanto, tanto bene.