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Grassi Jr di Positano vince anche al Consiglio di Stato per la querelle al Molo Masuccio di Salerno

Grassi Jr di Positano vince anche al Consiglio di Stato per la querelle al Molo Masuccio di Salerno. Una guerra infinita vinta questa della societa’ della Costiera Amalfitana secondo i magistrati , una vicenda che speriamo si chiuda serenamente per tutti ora.

Servizi marittimi al Molo Masuccio: il Consiglio di Stato dà ragione alla Grassi Junior

È legittimo il titolo abilitativo rilasciato nel 2023 alla società Grassi Junior per l’assegnazione di nuovi servizi marittimi presso il Molo Masuccio Salernitano. Lo ha stabilito la Quinta Sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Paolo Giovanni Nicolò Lotti, che ha respinto il ricorso presentato da Travelmar, confermando quanto già deciso in precedenza dal Tar di Salerno.

La controversia nasceva dalla contestazione dell’assegnazione dei servizi, ritenuta da Travelmar viziata sotto diversi profili, in particolare per presunte irregolarità nella presentazione della domanda e per una mancata valutazione di alcuni aspetti da parte del giudice di primo grado.

Secondo i magistrati di Palazzo Spada, tuttavia, il sistema regionale su cui si fonda l’organizzazione dei collegamenti marittimi è strutturato su criteri di armonizzazione delle distanze concorrenti e su possibili ridefinizioni di orari e scali, basate su parametri oggettivi di compatibilità tecnica. In tale contesto, la Grassi Junior, al momento della presentazione dell’istanza, aveva correttamente dichiarato di disporre di un’unità navale conforme ai requisiti richiesti per l’esercizio del servizio.

Da qui la conclusione dei giudici d’appello: nessuna criticità sostanziale, né tantomeno mendacità, è stata riscontrata nella documentazione prodotta dalla società concessionaria.

Il Consiglio di Stato ha inoltre affrontato il tema dell’omessa pronuncia, più volte sollevato dall’appellante. I giudici hanno chiarito che, nel processo amministrativo, l’eventuale omissione non costituisce automaticamente un vizio tale da giustificare l’annullamento della sentenza. È necessario, infatti, che risulti indispensabile ai fini della decisione e che non vi sia stata una reiezione implicita della pretesa.

Nel caso specifico, la decisione del Tar di Salerno è stata ritenuta logicamente e giuridicamente coerente: l’esame complessivo delle censure contenute nella motivazione ha implicitamente rigettato anche i motivi non espressamente trattati, rendendoli incompatibili con l’impostazione seguita dal giudice di primo grado.

La sentenza chiude così una lunga disputa sui diritti di navigazione e sulle concessioni al Molo Masuccio, confermando la validità dell’operato amministrativo e rafforzando il quadro di certezza normativa per l’organizzazione dei servizi marittimi nello scalo salernitano.