Giustizia e Costituzione: Federico Cafiero de Raho a Sorrento per discutere il Referendum 2026. Oggetto sconosciuto ai più, ma si vota fra due mesi
SORRENTO – Il dibattito sulla riforma della giustizia approda in Penisola Sorrentina, e sarebbe ora visto che si vota fra due mesi e sembra che sia calata una sorta di oblio, uno oggetto sconosciuto ai più, ma fra 60 giorni si è chiamati alle urne. . Sabato 31 gennaio 2026, alle ore 10:30, la prestigiosa cornice di Villa Fiorentino ospiterà un incontro pubblico di grande rilievo istituzionale: il Dott. Federico Cafiero de Raho incontrerà i cittadini per approfondire il tema del prossimo referendum costituzionale.
L’evento, moderato da Vincenzo Iurillo (giornalista de Il Fatto Quotidiano), vede la partecipazione di rappresentanti delle principali forze politiche e associazioni del territorio, tra cui il Movimento 5 Stelle, Europa Verde e l’associazione “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”.
L’incontro si pone l’obiettivo di informare la cittadinanza in vista della tornata elettorale del 22 e 23 marzo 2026, un appuntamento cruciale che potrebbe cambiare profondamente l’assetto della magistratura italiana.
In sintesi: di che Referendum si tratta?
Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 sono le date per il referendum popolare confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia. La consultazione riguarda la legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”
Il referendum del 2026 è un referendum costituzionale confermativo (ex art. 138 della Costituzione). I cittadini sono chiamati a confermare o respingere la riforma dell’ordinamento giudiziario, nota anche come “Riforma Nordio”, approvata dal Parlamento ma senza la maggioranza dei due terzi necessaria per evitare il passaggio popolare.
Trattandosi di un referendum costituzionale, non è previsto il quorum: il risultato sarà valido a prescindere dal numero di elettori che si recheranno alle urne.
I punti chiave della riforma:
Separazione delle carriere: È il cuore della riforma. Prevede la creazione di due carriere distinte e separate per i magistrati: una per i giudici (chi giudica) e una per i pubblici ministeri (chi accusa). Attualmente, un magistrato può passare da un ruolo all’altro durante la propria carriera. Ma anche su questo punto ci sono pareri divergenti , fra chi dice che già c’è in buona sostanza questa separazione.
Sdoppiamento del CSM: Conseguentemente alla separazione, verrebbero istituiti due diversi Consigli Superiori della Magistratura, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente.
Sorteggio per i membri del CSM: Per contrastare il cosiddetto “correntismo” (il peso delle correnti politiche interne alla magistratura), la riforma introduce il sorteggio come metodo di selezione per i membri togati dell’organo di autogoverno.
Alta Corte disciplinare: L’istituzione di un tribunale speciale per giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati, esterno ai due CSM.
Le posizioni in campo: I sostenitori della riforma (il centro-destra) ritengono che queste misure garantiranno la terzietà del giudice e una maggiore velocità dei processi. Gli oppositori (tra cui spicca la voce di Cafiero de Raho e di gran parte dell’ANM) temono invece che la separazione delle carriere possa portare a un indebolimento dell’indipendenza del Pubblico Ministero, sottomettendolo di fatto al controllo dell’esecutivo.

