Costiera Amalfitana, boom di querele per diffamazione sui social. Gogna mediatica per politici, body shaming e avvocato insultato per omonimia
Da Positano a Tramonti, da Amalfi a Ravello, si moltiplicano le denunce per diffamazione, offese e attacchi personali veicolati attraverso siti internet e social network, Facebook e Instagram in testa, spesso anche da profili anonimi. Forse è anche la ristrettezza geografica e sociale della Costiera Amalfitana a rendere ogni post, ogni commento, più incisivo, più tagliente, più doloroso.
Allusioni, offese dirette, denigrazioni, body shaming , sia a donne che a uomini, accuse di corruzione e comportamenti illeciti senza alcun riscontro giuridico o fattuale, dileggio puro, odio social. Non tutti, però, decidono di subire in silenzio. I procedimenti giudiziari aumentano, e non mancano casi in cui gli autori vengono individuati e condannati. Politici presi di mira , in particolar mondo in vista delle elezioni, con il tentativo di demolirli, come è successo ad Atrani, storie e body shaming a donne in politica, da parte di chi poi si professa moralista ed evoluto, a Positano e Praiano.
Tra le vicende simboliche di questo fenomeno uscite di recente sul web, c’è quella che ha colpito una giovane avvocato del Foro di Salerno, con studio a Tramonti, finita al centro di una vera e propria tempesta mediatica per un clamoroso caso di omonimia, l’immagine personale dell’avvocato a un soggetto terzo completamente diverso che era accusato di reati gravissimi. Il professionista persona integra e per bene si è visto sommerso da commenti denigratori e offensivi, una vera e propria ondata di fango. Capita anche a noi , addirittura su articoli di cronaca.
Non sempre è possibile armarsi di denunce e vivere il pathos giudiziario , assurdo quando a offendere e denigrare con violenza e veemenza sono addirittura dei profili anonimi, da facebook a instagram, che scatenano la morbosità dei cittadini e la voglia insita in molti esseri umani al linciaggio e all’incitamento alla distruzione delle persone senza senso e senza comprendonio. A volte basterebbe poco per rimediare a un errore, rimuovere al più presto un commento, chiedere scusa, dialogare, invece ci si incaponisce nell’errore non si media non si cerca la comprensione e l’empatia, non c’è Gentilezza, cosa che noi di Positanonews abbiamo come parola d’ordine in questo 2026
L’interrogativo riguarda allora l’intero ecosistema dell’informazione online. Meta, Faacebook ed instagram, dovrebbero intervenire e impedire l’anonimato, che addirittura favoriscono consentendo di commentare anonimamente nei gruppi, ovviamente per avere più engagement. Per pagine social prive di trasparenza, che in poche ore possono raggiungere centinaia di migliaia di persone, l’assenza di controlli e di rettifiche non è una semplice disattenzione, ma un comportamento potenzialmente devastante. La responsabilità , secondo noi, non deve essere solo diretta verso la pagina, l’autore del post, ma anche verso Meta stesso, crediamo che a questo punto ci penserebbero due volte a lasciare anonimi autori di reati e offese continue , e in mala fede, perché nonostante le richieste non cambiano o rimuovono quello che potrebbe essere anche un errore, a questo punto il web invece che risorsa diventa una giungla dove si incita all’odio. Senza chiedere scusa, quelle scuse che a noi basterebbero perché spesso facciamo solo il nostro lavoro. Basterebbe chiedere e farci capire eventuali sbagli e siamo sempre intervenuti, ma la Gentilezza non sta di casa nel web.
Pensateci prima di postare un commento, perché tanta violenza?

