Atrani e Michele Siravo: prendi 3 e paghi 1
Di Secondo Amalfitano
Carta stampata, TV, media, social: l’intero mondo della comunicazione si accavalla e si incrocia, realizzando un bombardamento di notizie che quotidianamente ci colpisce; però, nel lungo periodo, realizzi che da quel caos indefinito si staccano alcuni frammenti che appaiono più chiari degli altri e riesci a leggerli e interpretarli nel loro messaggio e significato.
Ieri questo concetto mi si è appalesato in tutta la sua nitidezza. Giravo per casa quando sento in TV: “IL COMUNE DI ATRANI…”. UnoMattina di RAI 1 trasmetteva immagini e notizie del borgo più piccolo d’Italia. Ho provato a collegare quella notizia all’intero caos mediatico di cui sopra: immediatamente mi è apparso il quadro completo racchiuso nella cornice di Atrani:
1. Un sindaco, Michele Siravo, che con idee chiare, caparbietà quanto basta, amore sviscerato per il suo paese e per i suoi concittadini e intelligenza, porta avanti un progetto complessivo unico e coerente che ruota intorno al rafforzamento e alla promozione della sua identità culturale; mille iniziative, anche micro, che vanno tutte in un’unica direzione: comunicare al mondo che nel 2026 esiste ancora un luogo che ha una sua identità culturale autentica, che ha un’anima che può ancora emozionare chi lo visita, che non è più il borgo che, dalla sua origine, ha dovuto sempre fare a cazzotti per affermare la sua esistenza finanche sulla carta geografica.
2. Un sindaco che, nel mentre amministra guardando al mondo e dialogando quotidianamente con esso, è attento ai bisogni dei suoi concittadini, difendendoli e imponendo ai “PIÙ GRANDI” il rispetto per la sua terra e per i suoi amministrati; un sindaco non forte con i deboli e debole con i forti, ma forte sempre e comunque a difesa dei più deboli, siano essi Atrani o gli Atranesi.
3. Un sindaco che sta procurando al suo Comune ingenti guadagni economici: se un economista provasse a quotare, a dare un valore, una cifra, all’ingente campagna pubblicitaria che Atrani ha avuto negli ultimi anni, con decine di articoli sulla stampa estera e centinaia su quella nazionale, centinaia di servizi televisivi di emittenti nazionali ed estere, social presidiati quotidianamente, il tutto sempre e solo con notizie positive, verrebbero fuori cifre molto grosse, mai uscite dalle casse comunali; ma se un economista provasse a cifrare il valore della ricaduta economica dell’imponente campagna pubblicitaria e il valore del salto di posizione nell’immaginario collettivo mondiale di Atrani, o, se preferite, del salto di valore del BRAND ATRANI nel mondo, credo che quell’economista si ritroverebbe a scrivere cifre di svariati milioni di euro.
In conclusione e in sintesi una domanda, anzi due:
– Quanti Atrani ci sono oggi in Costiera?
– E se la Costiera intera adottasse un unico modello di sviluppo, magari emulando Atrani?
Lascio ad altri le risposte, io posso solo dire BRAVO MICHELE SIRAVO.

