Il Mascioni della Cattedrale di Amalfi lascia temporaneamente la Basilica per una delicata manutenzione straordinaria. Destinazione Azzio, con un trasloco da… veri eroi
|Amalfi: l’organo va in “vacanza”, torna per Pasqua
Ha iniziato il suo viaggio lontano da casa uno degli strumenti più amati e imponenti della Basilica Cattedrale di Amalfi: l’organo Mascioni Opus 835, realizzato nel 1963 e sottoposto all’ultima revisione nel 1987. Dopo oltre sessant’anni di servizio liturgico e musicale, lo storico strumento è stato infatti smontato per affrontare una manutenzione straordinaria tanto necessaria quanto delicata.

Le operazioni hanno previsto lo smontaggio delle numerose componenti, che saranno trasferite nei laboratori della ditta Mascioni ad Azzio (VA). Qui si procederà alla sostituzione delle parti ormai usurate e alla risoluzione di alcuni problemi causati dall’inevitabile accumulo di polvere, nemico silenzioso di ogni grande organo.
Un vero e proprio trasloco “di famiglia”, che permetterà allo strumento di tornare a nuova vita e di rientrare in Cattedrale in tempo per la Santa Pasqua, pronto ad accompagnare le celebrazioni più solenni dell’anno.

L’intervento, tutt’altro che semplice, è reso ancora più impegnativo dal peso dell’organo: ben tre quintali di storia, suoni e meccanica di precisione e dalla imponente scalinata della cattedrale. Un’operazione che non poteva che essere affidata a mani esperte e… possenti. Protagonista indiscusso del trasporto è stato infatti il mitico Lello, ormai noto come “Ercole di Atrani”, capace di affrontare con forza e perizia una sfida degna degli antichi miti.

Ora l’organo Mascioni si concede una breve “pausa tecnica”. Amalfi lo attende, certa che tornerà a far risuonare le sue canne con rinnovato splendore.
(foto Alberto Alfieri)

