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Amalfi celebra i 100 anni di Antonietta “Tittina” Ruocco, pioniera della moda a Positano

Un secolo tra sogni e colori: la storia di Tittina Ruocco, pioniera della moda a Positano e memoria vivente della Costiera Amalfitana.

Amalfi ieri, 15 gennaio, ha celebrato una protagonista silenziosa ma fondamentale della storia della Costiera Amalfitana: Antonietta Ruocco, per tutti Tittina, ha raggiunto il traguardo dei 100 anni. Tra le prime a intuire il potenziale della moda positanese, Tittina ha trasformato tessuti bianchi e colori vivaci in uno stile unico, portando avanti il suo negozio di abbigliamento “Art Shop Camillo”, così chiamato in omaggio al marito, e presto diventato un punto di riferimento per turisti e appassionati di moda.

La giornata è iniziata con la Santa Messa di ringraziamento nella Chiesa di San Benedetto, alla presenza della comunità, e si è poi spostata nel palazzo municipale, dove il sindaco Daniele Milano le ha consegnato una targa a nome di tutta Amalfi. Al suo fianco, i figli Francesco e Maria Carmela Cavaliere, la nuora Rita Criscuolo e le nipoti Sissi e Camilla. Nel ricordo anche il marito Camillo, scomparso nel 2001, compagno di una vita di lavoro, sogni e coraggio.

Nata il 15 gennaio 1926, in un’Italia ancora segnata dalla Prima guerra mondiale, Tittina cresce in un Sud dove le donne hanno poche possibilità. Fin da bambina, però, mostra curiosità e determinazione: invece di restare chiusa tra ricami e lavori domestici come desiderava la madre Vincenza, segue il padre Giovanni nei viaggi di lavoro in Calabria, imparando a osservare il mondo oltre le mura di casa.

Durante la Seconda guerra mondiale, mentre l’Europa brucia, la Costiera vive l’occupazione anglo-americana. Tittina si arrangia come può: piccoli lavori di cucito e ricamo per i soldati diventano la prima prova del suo spirito imprenditoriale. Trasferitasi a Scala, studia lingue straniere grazie alla nobildonna svizzera Saurer e diventa interprete durante il disastro aereo del Monte Carro nel 1947, aiutando i piloti svedesi sopravvissuti.

Tornata a casa, incontra Camillo Cavaliere e nel 1955 i due aprono un negozio di ceramiche a Positano. Qui nasce la vera svolta: osservando i turisti e i visitatori internazionali, Tittina capisce il potenziale della moda locale e diventa tra le prime a trasformare i tessuti in abiti unici, dipingendoli e tingendoli a mano. Con la sua Fulvia Coupé bordeaux attraversa la Costiera, porta i modelli a Napoli e sui Colli di Sorrento e diffonde uno stile che sarebbe diventato simbolo di Positano nel mondo.

Il negozio “Art Shop Camillo”, aperto fino al 1989, resta una testimonianza di quell’Italia del boom economico, dove il lavoro e la creatività potevano davvero cambiare la vita. Con la chiusura dell’attività, Tittina e Camillo tornano ad Amalfi, dedicandosi alla famiglia, finché Camillo muore nel 2001. Lei, con il suo spirito indomito, non smette mai di muoversi, passeggiare tra Amalfi, Scala e Ravello, parlare in inglese con i turisti e restare memoria vivente della storia della Costiera.

Oggi, a cento anni, Tittina non è solo testimone di un secolo di guerre, ricostruzione e globalizzazione: è esempio di coraggio, indipendenza e creatività. Ha colorato la sua vita come i tessuti che trasformava, lasciando un’impronta indelebile nella moda, nella cultura e nel cuore della Costiera Amalfitana.