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Vietri sul Mare, abbattuta la scuola donata ai bambini di Marina: «Un dolore immenso. Si poteva salvare e restituire alla comunità»

Vietri sul Mare, abbattuta la scuola donata ai bambini di Marina: «Un dolore immenso. Si poteva salvare e restituire alla comunità»

Vietri sul Mare , Costiera amalfitana. C’è chi è rimasto contento della demolizione e chi no.  L’abbattimento dell’ex scuola di Marina continua a suscitare indignazione e amarezza tra alcuni  residenti che hanno manifestato il loro disappunto su Facebook . L’edificio, donato molti anni fa ai bambini della frazione come spazio educativo e comunitario, è stato demolito dopo oltre quindici anni di totale abbandono. Un epilogo che per molti cittadini rappresenta non solo la perdita di un luogo simbolico, ma anche l’ennesima ferita inferta al territorio.

Un edificio lasciato marcire per anni

La struttura, un tempo fiore all’occhiello di Marina di Vietri, negli ultimi anni era diventata una discarica a cielo aperto: topi, colombi vivi e morti, infiltrazioni, rifiuti ovunque. Un decadimento che, secondo i residenti, poteva essere evitato con una manutenzione minima.

Prima ancora, le famiglie che l’avevano occupata per necessità erano state sgomberate. Ma – denunciano oggi in molti – dopo lo sgombero l’edificio è stato semplicemente lasciato morire, senza un progetto, senza un presidio, senza alcuna prospettiva.

“Era una donazione ai bambini e tale doveva restare”

Il punto più contestato è il cambio di destinazione d’uso, ritenuto da tanti cittadini contrario alla volontà originaria dei donatori.

«Stanno usando qualcosa che non è di loro proprietà. Quella scuola era stata donata ai bambini e tale doveva restare»
mormorano gli abitanti con rabbia e amarezza.

Secondo molti, l’edificio poteva essere recuperato e trasformato in un bene davvero utile alla comunità:
– un centro ricreativo per ragazzi e anziani;
– un’area per un ambulatorio di primo soccorso;
– uno spazio sociale e culturale per residenti e turisti.

Estate difficile: tra incidenti, ritardi e traffico paralizzato

Il tema della sicurezza è un altro punto centrale della protesta. I cittadini ricordano i tanti incidenti avvenuti la scorsa estate, sia sulle spiagge che sulle strade. I ritardi dei soccorsi e l’ingorgo costante del traffico hanno – secondo le testimonianze – aggravato situazioni che potevano essere gestite con più efficienza.

«Si parla tanto di sicurezza, ma qui non esiste. Le strade intasate, l’aria inquinata, la quiete distrutta… e intanto l’amministrazione incassa.»

Una caserma proprio a Marina? “Ma chi deve vigilare se per nove mesi non c’è nessuno?”

Tra le novità più discusse c’è l’ipotesi di destinare l’area della scuola abbattuta alla realizzazione di alloggi per le forze dell’ordine.

Molti residenti non comprendono l’utilità di una caserma a Marina, soprattutto considerando che per la maggior parte dell’anno la frazione è quasi deserta. E si chiedono perché non sia stato scelto il capoluogo, dove esistono strutture dismesse e utilizzabili:

– l’ex Asilo Punzi,
– l’Istituto delle suore,
– i Salesiani.

«Ma lì si preferisce fare B&B… me l’ero scordato!» commenta amaramente qualcuno.

“Mi vergogno di essere vietrese. È uno scempio che si poteva evitare”

La demolizione ha provocato un sentimento diffuso di vergogna e frustrazione.

«Questo scempio poteva essere evitato. Bastava fare manutenzione. Il mio cuore si è spezzato vedendo le macerie.»

La foto dell’abbattimento, diffusa sui social, è diventata il simbolo di ciò che molti considerano la fine di un pezzo di comunità: macerie, polvere e il vuoto lasciato da un edificio che per anni aveva rappresentato un punto di riferimento.

Il futuro tra incertezze e amarezza

Tra i residenti c’è chi teme che ogni nuovo progetto finisca allo stesso modo: trascurato, trascurato e poi cadente. Chi, invece, spera che questo episodio sia un punto di svolta, un’occasione per riflettere e scegliere con più attenzione coloro a cui affidare la gestione del paese.

«Una cosa positiva c’è», aggiunge con ironia un cittadino, «almeno non hanno costruito un parcheggio multipiano.»

Per ora resta solo un’immagine amara: le macerie di ciò che poteva essere salvato. Una ferita ancora aperta per chi amava quella scuola e ne ricordava il valore originario.