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Il Teatro Tasso si trasforma nel cuore pulsante della Penisola per omaggiare il pioniere dell’accoglienza. Un’apertura commovente affidata alle parole di Totò e il virtuosismo di Mario Rosini celebrano un legame indissolubile.

L’atmosfera si è fatta subito sospesa, densa di un’emozione che ha toccato le corde più intime dei presenti. La serata in onore di Mariano Russo, svoltasi ieri 22 dicembre, ha avuto un inizio di rara intensità: sul palco, la figlia Mariella e il nipote Matteo hanno scelto di parlare al cuore della città attraverso la poesia. Il ricordo di “‘A cchiù bella” di Totò — resa celebre in musica dalla sensibilità di Giuni Russo — non è stata solo un tributo formale, ma un manifesto d’amore. In quei versi che celebrano la bellezza umana come vertice del creato, Sorrento ha ritrovato il senso profondo della vita di Don Mariano: un uomo che ha saputo vedere “il bello” in ogni ospite, in ogni angolo della sua terra e in ogni sfida imprenditoriale. Mariano Russo: L’architetto di un sogno internazionale. Figure come quella di Mariano Russo (1930 – 2020) non appartengono solo alla cronaca, ma diventano l’identità stessa di un territorio. Per Sorrento, Mariano è stato molto più di un albergatore; è stato il pioniere che ha trasformato l’accoglienza in un’arte globale. Dalla fondazione dell’Hotel Conca Park nel 1965 alla nascita del prestigioso Hilton Sorrento Palace, la sua visione ha anticipato i tempi, portando il nome della Penisola nel mondo. Eppure, nonostante il successo internazionale, è rimasto il “combattente gaudente”: un uomo capace di unire il rigore istituzionale (come Vicesindaco e Assessore) a una gioia di vivere contagiosa. La sua eredità oggi vive non solo nelle strutture che ha creato, ma nell’etica del servizio che la famiglia Russo continua a tramandare con orgoglio. Mario Rosini Trio: Quando la musica diventa anima. A tradurre in note la poliedricità di Mariano Russo è stata la straordinaria maestria di Mario Rosini. L’artista, docente di canto jazz e già secondo classificato a Sanremo, ha dimostrato ancora una volta perché sia considerato uno dei nomi più autorevoli del panorama internazionale. Accompagnato da Paolo Romano (basso elettrico) e Mimmo Campanale (batteria), Rosini ha incantato la platea con un dialogo raffinato tra pianoforte e voce. La sua capacità di spaziare dal jazz al pop d’autore, con la naturalezza di chi ha collaborato con leggende del calibro di Michael Bublé e Al Jarreau, ha offerto una performance tecnicamente impeccabile ma profondamente calda. Ogni nota sembrava riflettere l’eleganza di Mariano, creando un ponte invisibile tra il palco e lo spirito di un uomo che amava la vita in tutte le sue sfumature. Un dono alla comunità. L’evento, voluto e finanziato interamente dalla famiglia Russo, sostenuto da Federalberghi, organizzato da Giuseppe Prudente e Bruno Tabacchini, si è confermato come un atto d’amore verso la comunità sorrentina. In una serata di fine dicembre, tra le note di un pianoforte e il ricordo di un sorriso, Sorrento ha detto “grazie” al suo pioniere. Perché, come ha insegnato Mariano Russo, l’accoglienza non è solo una professione: è, prima di tutto, una questione di cuore.

a cura di Luigi De Rosa

Mariano Russo Sorrento Nella foto Mariella Russo con Mario Rosini sul palco del Teatro Tasso, Sorrento.