Musica e Spettacoli
|Sorrento celebra il Mito: Raiz firma il gran finale della rassegna con un tributo a Bruni
Sorrento (NA) Si è conclusa con un evento di straordinario valore artistico la rassegna “Surriento Gentile”. Nella cornice del Teatro Tasso di Sorrento, il sipario è calato sulle note di un omaggio accorato e vibrante: quello che Raiz ha dedicato a Sergio Bruni. L’iniziativa, nata sotto la direzione artistica di Marisa Laurito e presentata da Antonio Guida, è stata promossa e finanziata dalla Fondazione Sorrento e da Federalberghi Penisola Sorrentina, confermando la centralità della cultura come motore dell’ospitalità locale. Parlare di Sergio Bruni (all’anagrafe Guglielmo Chianese) significa sfogliare le pagine più nobili del Novecento napoletano. La sua non fu solo una carriera artistica, ma un’epopea umana. Dalle origini a Villaricca fino alle Quattro Giornate di Napoli, dove restò ferito combattendo contro le truppe tedesche, Bruni ha incarnato lo spirito di resilienza di un intero popolo. Il suo successo, esploso nel dopoguerra sotto la guida del maestro Gino Campese, lo ha portato a dominare la scena della canzone napoletana per decenni. Brani come Carmela, Na Bruna, Amaro è ‘o bene e i trionfi ai Festival di Napoli non sono solo canzoni, ma architetture emotive che hanno elevato la lingua napoletana a patrimonio universale. Bruni ha saputo traghettare la tradizione verso una modernità colta, collaborando con giganti come Salvatore Palomba ed Eduardo De Filippo. L’Interpretazione di Raiz: Un Ponte tra Dub e Melodia.La scelta di affidare la chiusura della rassegna a Raiz si è rivelata una felice intuizione artistica. Frontman degli Almamegretta e pioniere dell’ethno-dub, Raiz ha saputo spogliare le melodie di Bruni da ogni retorica, restituendole al pubblico in una veste nuda, intensa e profondamente mediterranea. La bravura di Raiz risiede nella sua capacità di far convivere mondi apparentemente distanti: la voce profonda, che il grande pubblico ha imparato ad amare anche attraverso il ruolo di Don Salvatore in Mare Fuori, si è fatta strumento di pura narrazione. Raiz non ha “imitato” Bruni; lo ha “evocato”, portando la forza del reggae e l’elettronica soffusa nel cuore pulsante dei classici napoletani.Il concerto ha suggellato il successo di “Surriento Gentile”, un progetto che — nelle parole di Michele Savarese (Fondazione Sorrento) e Costanzo Iaccarino (Federalberghi) — ha voluto rimettere al centro la bellezza e il garbo. L’eco delle canzoni di Bruni, filtrate dalla sensibilità di Raiz, ha lasciato nel pubblico del Teatro Tasso la consapevolezza che la grande musica non invecchia: cambia pelle, attraversa nuovi corpi, ma resta, come la “gentilezza”, una lingua che tutti possono sentire e vedere. Una menzione doverosa va ai Maestri che accompagnano le performance di Raiz: Giuseppe De Trizio: Chitarra, Adolfo La Volpe: Chitarra, Giovanni Chiapparino: Fisarmonica, tastiere,Francesco De Palma: Batteria, percussioni,Giorgio Vendola: Contrabbasso.
A cura di Luigi De Rosa
Raiz al Teatro Tasso di Sorrento
Raiz con i suoi Maestri: Giuseppe De Trizio: Chitarra, Adolfo La Volpe: Chitarra, Giovanni Chiapparino: Fisarmonica, tastiere,Francesco De Palma: Batteria, percussioni,Giorgio Vendola: Contrabbasso.
