In un momento storico complesso, in cui ci si interroga sul proprio futuro, Sorrento potrebbe rispondere puntando sulla cultura, sull’identità e sulla capacità di fare rete. È questo il filo conduttore della piacevole chiacchierata che abbiamo avuto con Luciano Russo e Peppe Savarese, negli spazi del Ristorante Refood, ormai divenuto un vero e proprio punto di riferimento per iniziative sociali, artistiche e musicali in città. L’intervista, realizzata per Positanonews, ha offerto lo spunto per riflettere su come la “resilienza culturale” possa essere una leva strategica per il futuro della penisola sorrentina.
Il Tasso come simbolo identitario e leva culturale
Per Russo e Savarese, il nome di Torquato Tasso rappresenta non solo un’eredità storica, ma una chiave di interpretazione della Sorrento contemporanea. La figura del poeta – universalmente riconosciuta e legata indissolubilmente al territorio – diventa un punto di partenza per rilanciare una progettualità culturale che parli ai residenti e che, allo stesso tempo, offra ai visitatori un motivo autentico per scoprire la città oltre i circuiti tradizionali.
Non si tratta di celebrazioni occasionali, ma di una vera strategia che punta alla valorizzazione del patrimonio letterario, storico e paesaggistico, trasformandolo in suggestioni, eventi, percorsi e narrazioni capaci di durare nel tempo.
Un turismo da gestire e non da subire
Il secondo tema cardine emerso nell’incontro riguarda il turismo, che per Sorrento è risorsa vitale ma anche, se mal gestito, potenziale criticità. Si e’ espresso con chiarezza la necessità di passare da un modello in cui la città subisce i flussi, a un modello in cui li governa.
Gestire significa programmare, diversificare, puntare su qualità e sostenibilità, ma anche coinvolgere la comunità in un percorso condiviso. Un turismo che rispetti gli spazi, i ritmi e la vivibilità dei residenti è la condizione necessaria perché anche gli ospiti possano trarre un’esperienza autentica e non una semplice fruizione “mordi e fuggi”.
Refood: un luogo che genera comunità
Non è un caso che l’intervista si sia svolta al Refood, ristorante che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale nella vita sociale e culturale di Sorrento. Qui si incontrano artisti, musicisti, operatori culturali, giovani e associazioni, ma politici e filosofi, dando vita a un laboratorio permanente di idee e iniziative.
In un periodo difficile, un luogo che mette insieme convivialità, arte e impegno civile diventa un presidio di resilienza e un segnale forte: la cultura non si ferma, non arretra, anzi si reinventa.
L’incontro con Luciano Russo e Peppe Savarese conferma che Sorrento possiede tutte le risorse – materiali e immateriali – per affrontare le sfide del presente. Nel nome del Tasso, con una visione culturale solida e un turismo finalmente consapevole, la città può continuare a essere non solo una meta, ma una comunità viva che sceglie come raccontarsi e come costruire il proprio futuro ed uscire da questa impasse e periodo oscuro.
