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Ravello, archiviata l’indagine: prosciolto il gestore del cimitero dall’accusa di furto di energia elettrica

Cala il sipario su una complessa vicenda giudiziaria che aveva coinvolto la gestione dei servizi cimiteriali di Ravello. Il Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale di Salerno, Gerardina Romaniello, ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero Alessandro Di Vico, scagionando di fatto il legale rappresentante della società che gestisce il cimitero della Costiera Amalfitana dall’accusa di presunto furto di energia elettrica.

La decisione pone fine alle indagini, in quanto il Gip ha ritenuto insussistenti i presupposti per procedere con l’azione penale.

I fatti e l’indagine

I fatti risalgono al 9 gennaio 2024, quando i Carabinieri della Compagnia di Amalfi, guidati dal capitano Alessandro Bonsignore, effettuarono un sopralluogo in via XXV Aprile insieme ai tecnici di Enel Distribuzione. In quell’occasione fu rilevato un presunto allaccio irregolare al contatore del cimitero.

La notizia aveva immediatamente suscitato clamore nella comunità di Ravello, alimentando discussioni tra cittadini e amministratori sulla corretta gestione dei servizi e, in particolare, sul controllo dei consumi energetici. Un accertamento tecnico era stato predisposto dalla Procura per chiarire la responsabilità della ditta.

La procura: prove insufficienti

Dopo un’attenta analisi dei documenti e delle relazioni tecniche, la Procura aveva già espresso l’orientamento di non procedere. Le conclusioni furono che le prove raccolte non erano sufficienti a sostenere l’accusa in Tribunale.

Con il decreto del Gip Romaniello, la vicenda si chiude dunque con la parola “fine”. Il legale rappresentante della società è ora formalmente prosciolto.

La gestione del cimitero comunale di Ravello, sospesa nell’incertezza della procedura legale, potrà ora proseguire “senza ombre”.