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Presidio per l’apertura del pronto soccorso a Vico Equense. L’On. Borrelli al fianco dei cittadini solleva dubbi sull’assenza dell’amministrazione comunale. Non si placa la protesta a Vico Equense per la mancata riapertura del Pronto Soccorso dell’ospedale “De Luca e Rossano”. Ogni domenica, i membri dell’associazione “La Tutela dei Diritti dei Cittadini” si radunano in un presidio permanente per chiedere il ripristino del servizio essenziale, vitale per un territorio che conta circa 22.000 residenti e che in estate vede un notevole afflusso turistico. ​La mobilitazione di oggi ha registrato la partecipazione dell’Onorevole Francesco Emilio Borrelli, che ha voluto portare il suo sostegno diretto alla comunità. I cittadini sono uniti nel respingere l’ipotesi dell’ospedale unico e rivendicano il diritto di vedere la struttura, a loro dire, di proprietà cittadina, tornare pienamente operativa, in particolare con l’attivazione del Pronto Soccorso, giudicando insufficiente la sola presenza di ambulatori medici sul territorio. L’intervento dell’Onorevole Borrelli si è concentrato non solo sulla necessità di riaprire il presidio d’emergenza, ma anche sull’assenza delle istituzioni locali. Borrelli ha infatti pubblicamente espresso la sua perplessità riguardo la mancata partecipazione del Sindaco e dell’intera Giunta Comunale a questa importante manifestazione cittadina.​”Sono qui per ribadire la mia vicinanza ai cittadini di Vico Equense in questa battaglia per la sanità. Continuerò a essere presente a fianco di chi chiede un diritto fondamentale”, ha dichiarato l’Onorevole. “Ma non posso non chiedermi e chiedere pubblicamente il perché il primo cittadino e l’amministrazione non siano qui oggi. L’assenza delle autorità politiche locali in un momento di così forte disagio e mobilitazione popolare per la salute va chiarita”. ​La posizione dei manifestanti è chiara e intransigente: non vogliono l’ospedale unico lontano dalla Penisola Sorrentina, ma la riattivazione immediata di un servizio di emergenza-urgenza in grado di coprire un vasto bacino d’utenza. La chiusura del Pronto Soccorso, avvenuta in un contesto di riorganizzazione sanitaria, ha costretto gli abitanti a percorrere distanze maggiori in caso di emergenza, un rischio inaccettabile, specialmente in una zona ad alta densità abitativa e dichiarata disagiata. La protesta continuerà ogni domenica, con l’associazione decisa a mantenere alta l’attenzione mediatica e istituzionale finché non arriveranno risposte concrete per la riapertura del Pronto Soccorso.