Sicurezza stradale
Piano di Sorrento, pericoli sulla Meta – Amalfi. L’ennesimo appello dopo vent’anni di silenzi: “Per favore fate qualcosa”
Francesco Ciampa ha lanciato un appello su una strada scenario di diversi incidenti mortali anche di recente , Positanonews ha fatto venti anni di battaglie senza approdare a nulla.
È l’ennesimo appello, e forse è proprio questo l’aspetto più grave: da oltre vent’anni si parla dello stesso problema, nello stesso tratto di strada, senza che nulla cambi davvero. La Statale nel tratto Meta–Amalfi, ricadente nel Comune di Piano di Sorrento, continua a essere teatro quotidiano di corse folli, sorpassi azzardati e pericoli costanti per chiunque la percorra.
Ancora questa mattina, appena dieci minuti prima di scrivere, sono stato sorpassato da un gruppo di motociclisti che viaggiava ad almeno 100 km orari. Una velocità incompatibile con una strada trafficata, tortuosa e attraversata ogni giorno da residenti, pendolari, turisti, scooter, autobus. Una velocità che non lascia margini di errore.
Non si tratta di episodi isolati. Tutti i giorni, e soprattutto nei fine settimana e nei festivi, la situazione è sempre la stessa: centinaia di moto sfrecciano a velocità elevatissime, trasformando un’arteria fondamentale della Penisola Sorrentina in una sorta di circuito improvvisato. Un circuito dove però il prezzo da pagare non è una penalità sportiva, ma la vita delle persone.
Il pericolo è altissimo, in particolare per chi, come me, viaggia in motorino. Essere sorpassati a pochi centimetri, sentire il rumore di moto che arrivano alle spalle come proiettili, ritrovarsi nella propria corsia a dover schivare centauri lanciati in sorpassi reciproci: questa è la normalità. Una normalità inaccettabile.
Fa ancora più rabbia constatare come gli interventi messi in campo finora risultino non solo inefficaci, ma addirittura paradossali. L’indicatore di velocità installato lungo il percorso — a seconda dei casi all’inizio o alla fine di questo “circuito” — non svolge alcuna funzione deterrente. Al contrario, viene utilizzato dagli stessi motociclisti per misurare le loro prestazioni, illegali e pericolosissime, come se fossero in pista e non su una strada pubblica.
Di fronte a tutto questo, il silenzio delle istituzioni pesa come un macigno. Per questo rivolgo un accorato appello a tutte le autorità competenti della Penisola Sorrentina: per favore, fate qualcosa. Controlli costanti, sistemi di rilevazione efficaci, interventi strutturali, presenza reale sul territorio. Qualunque cosa, purché si agisca.
In mancanza di risposte concrete, sono intenzionato a intraprendere iniziative dirette per richiamare le istituzioni alle loro responsabilità. Non per spirito di polemica, ma per tutelare l’incolumità di chi vive, lavora e attraversa ogni giorno queste strade.
Dopo vent’anni di appelli, non possiamo più permetterci di aspettare che la prossima tragedia diventi l’ennesima notizia annunciata. 🇮🇹






