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Natale 2025, il messaggio dell’Arcivescovo Soricelli: «Dalla ferita di Cava alla speranza che nasce a Betlemme»

Un Natale segnato dal dolore, ma illuminato dalla speranza. È questo il cuore del messaggio che l’Arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni, mons. Orazio Soricelli, ha rivolto alla diocesi in occasione del Santo Natale 2025.

Nel suo intervento, il presule richiama anzitutto il significato profondo del Natale, riportando lo sguardo alla grotta di Betlemme, luogo di povertà e silenzio in cui Dio sceglie di farsi vicino all’umanità. Un richiamo spirituale che, quest’anno, si intreccia con una ferita ancora aperta nella comunità cavese.

L’Arcivescovo fa infatti riferimento al grave episodio di violenza che ha colpito la città di Cava, un femminicidio che ha sconvolto la comunità e lasciato un segno profondo di dolore. Mons. Soricelli esprime la sua vicinanza alla famiglia della vittima e a quanti soffrono, invitando a portare questa tragedia nella preghiera e ad affidarla al Signore «perché asciughi le lacrime e converta i cuori».

Nel messaggio emerge anche il legame con il cammino ecclesiale vissuto nel corso dell’anno: il Natale 2025 cade infatti alle soglie della conclusione del Giubileo, tempo che l’Arcivescovo definisce di grazia, riscoperta dell’essenziale e apertura a una Chiesa chiamata a donarsi senza paura.

Il dolore, sottolinea mons. Soricelli, interpella direttamente la fede e la responsabilità della comunità cristiana. Il Natale diventa così un appello concreto al rifiuto di ogni forma di violenza, all’educazione al rispetto e alla cura reciproca, affinché la vita sia sempre accolta e difesa.

L’augurio finale è rivolto a tutti: famiglie, giovani, anziani, poveri e a quanti portano nel cuore ferite e sofferenze. Un invito a vivere il Natale come tempo di consolazione, conversione e rinnovato impegno per la pace, perché il Dio che nasce possa portare speranza alle città e coraggio alle comunità.