Musica e Spettacoli
|L’Anima nuda di Giovanni Block incanta il Teatro Tasso: a Sorrento la musica torna a essere “Umana”
Sono stato a Sorrento a vedere il concerto di Giovanni Block, il più grande cantautore al mondo che il mondo non ha ancora scoperto
Sotto la direzione artistica di Marisa Laurito, la rassegna “Surriento Gentile” regala una notte magica. Tra nostalgia e impegno civile, il cantautore napoletano, Giovanni Block, dimostra perché è considerato uno dei migliori talenti della sua generazione.
SORRENTO – Ci sono serate in cui il teatro smette di essere solo un luogo fisico per diventare una camera dell’anima. È quanto accaduto ieri sera sul palco del Teatro Tasso, dove la rassegna “Surriento Gentile” – eccellenza voluta dalla Fondazione Sorrento insieme alle principali associazioni del territorio e con il patrocinio del Comune – ha ospitato il concerto di Giovanni Block & Masnada. Non è stato solo un concerto, ma un viaggio catartico. Accompagnato da Salvatore Torregrossa (tastiere), Roberto Trenca (chitarre) e Roberto Caccavale (contrabbasso), Block ha dipinto un affresco musicale che ha saputo far sorridere, riflettere e, in più momenti, commuovere un pubblico rapito. Un ponte tra i Grandi e il Presente. L’apertura è un omaggio ai giganti: citazioni di Tenco e Dalla che non sono semplici tributi, ma bussole per orientarsi nel mare magnum della musica d’autore. Da lì, il salto nel suo repertorio più recente, quello di “Retrò”, l’ultimo album nato dal coraggio del crowdfunding e dal desiderio di slegarsi dalle mode passeggere. Retrò non è uno sguardo rivolto al passato per stanchezza, ma una filosofia di vita. Block rivendica il diritto all’analogico in un mondo digitale, all’emozione “lenta” contro l’algoritmo. Le dieci tracce del disco sono “rughe di vita vissuta”, dove i riferimenti a Gaber, De André, Guccini e Pavese convivono con arrangiamenti folk eleganti e tastiere armoniose. Il cuore “Newpolitano” e l’eredità di Pino. La serata ha vissuto momenti di altissima tensione emotiva quando Block ha attinto da “S.P.O.T. (Senza Perdere ‘O Tiempo)”, il suo lavoro in lingua napoletana. In una Napoli che vive un’esplosione di nuova linfa cantautorale, Block si conferma il capostipite di una “generazione sonica verace”. Dalla malia tenerissima di “E va a freni semp’accussì” – una ninna nanna che sembra sussurrata dal fantasma di Murolo – all’ironia di “Dint’all’underground”, fino al grido civile di “Adda veni baffone!”, Block ha dimostrato di aver raccolto con dignità e talento l’eredità pesante lasciata da Pino Daniele. La sua voce, capace di farsi graffio e carezza, ha trovato il suo apice in “’O mare va truvann’ ‘e forte”, una “chanson da camera” che ha portato il profumo di Procida direttamente tra le poltrone del Tasso. Un talento “feroce” e disincantato. Nato nel 1984, con un diploma in flauto traverso e una laurea in composizione, Giovanni Block non è un improvvisato. I suoi premi (dal Premio Siae/Club Tenco a Musicultura) parlano per lui, ma è l’empatia con il pubblico la sua vera targa di riconoscimento. “Un artista che canta un disagio insieme intimo e generazionale,” commentano alcuni spettatori all’uscita, “capace di fare a meno dei ritornelli facili per puntare dritto al cuore.” La serata si è chiusa tra gli applausi scroscianti, a conferma che la bellezza, quando è autentica, non ha bisogno di effetti speciali. Block, con la sua arte fine e disincantata, ha ricordato a Sorrento che la musica è ancora il modo migliore per “non perdere tempo” e ritrovarsi umani.
a cura di Luigi De Rosa
Giovanni Block, Teatro Tasso, Sorrento.
Giovanni Block con Salvatore Torregrossa (tastiere) Roberto Trenca (chitarra) Roberto Caccavale (contrabbasso)
