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I ragazzi del Liceo “Marini” di Amalfi ricordano il loro compagno di Praiano, Gianbattista Cavaliere

I ragazzi del Liceo “Marini” di Amalfi ricordano il loro compagno di Praiano, Gianbattista Cavaliere

Amalfi – Ci sono assenze che fanno rumore, che parlano più di qualsiasi parola. E ci sono presenze che continuano a vivere nei gesti, nei sorrisi, nei ricordi condivisi. Così gli studenti del Liceo “Marini” di Amalfi hanno voluto ricordare il loro compagno e amico Gianbattista Cavaliere, di Praiano: attraverso una lettera semplice e profondamente sincera, una testimonianza d’amicizia che custodisce l’essenza di chi è stato amato davvero.

La voce collettiva della classe si fa sussurro e dichiarazione insieme. “Caro Gianbattista, in questo giorno in cui la tua assenza diventa più che mai presenza e il dolore cede momentaneamente il passo ai ricordi… è proprio così che vogliamo ricordarti”, scrivono. Una pagina di ricordi che è quasi un abbraccio, fatto di momenti quotidiani, piccoli e preziosi, che ora diventano patrimonio emotivo condiviso.

Gianbattista è ricordato così:
mentre saluta i compagni con il suo sorriso genuino dopo una giornata tra i banchi;
mentre ride, scherza, spezza un pezzo del panino per offrirlo a un’amica;
mentre dà una pacca rassicurante sulla spalla a chi ha bisogno di sentirsi dire che tutto andrà bene;
mentre durante le verifiche chiama a gran voce un compagno, tirando qualche calcio alla sedia nella speranza di un aiuto complice.

Rivivono le sue frasi ad effetto, i versi strani accompagnati dallo schiocco della lingua, il cappello inseparabile, le discussioni accese ma affettuose sul calcio, le partite di pallavolo giocate scalzo, le mattinate di pesca, le proposte fantasiose di “lezioni alternative”, le finestre spalancate anche con il gelo perché lui aveva caldo “da morire”.

E poi i pomeriggi di studio, le risate su Meet, il quaderno chiuso all’improvviso perché aveva bisogno di “liberare la mente”, i battibecchi, le pizze del venerdì sera dove riusciva sempre a far pagare un po’ di più gli altri, le attese al bivio in cerca di un passaggio, le punzecchiature continue compensate dal gesto più bello: accompagnare gli amici a casa pur di non lasciarli soli.

Tutti frammenti di una vita giovane, luminosa, piena.
Tutti frammenti di Giambi, come lo chiamavano.

Speriamo tanto tu stia bene. Sii felice, come sempre. Ti vogliamo bene, Giambi.
Così si chiude la lettera, firmata semplicemente:
I tuoi compagni di classe.

Un ricordo che non è soltanto commiato, ma promessa: quella di continuare a far vivere Gianbattista ogni volta che un sorriso leggero illuminerà la giornata, ogni volta che un gesto semplice saprà restituire calore, ogni volta che l’amicizia tornerà a essere la forza che unisce e consola.