l’uomo chiamò i carabinieri confessando di aver soffocato con un cuscino la moglie affetta da una grave malattia terminale
|Franco Cioni torna libero: lasciato il carcere dopo grazia del Presidente Mattarella
Franco Cioni, 77 anni, pensionato di Vignola, è tornato nella sua abitazione lo scorso 22 dicembre alle 18:00, dopo aver lasciato il carcere di Sant’Anna a Modena dove aveva trascorso circa dieci mesi di reclusione. La libertà è arrivata grazie a un decreto di grazia presidenziale firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha estinto la pena residua ancora da scontare.
La vicenda di Cioni ha avuto inizio nella notte del 14 aprile 2021, quando l’uomo chiamò i carabinieri confessando di aver soffocato con un cuscino la moglie, Laura Amidei, allora 67 anni e affetta da una grave malattia terminale. Cioni ha sempre dichiarato che il gesto, pur tragico, nacque da una dolorosa decisione di pietà: non riusciva più a vedere la donna soffrire.
Per quei fatti la Corte d’Assise di Modena lo aveva condannato, nel 2023, a 6 anni, 2 mesi e 20 giorni di carcere per omicidio volontario, con riconoscimento di attenuanti per il contesto umano e relazionale.
Con il decreto di grazia del 22 dicembre 2025, il Quirinale ha deciso di cancellare la pena ancora da scontare, tenendo conto dell’età avanzata di Cioni, delle circostanze personali e – secondo quanto riportato – anche dell’attenzione pubblica sollevata sul tema del fine vita.
Qualche giorno prima di Natale Cioni ha varcato i cancelli del carcere, salutato dal cognato che lo attendeva per accompagnarlo di nuovo nella casa di Vignola dove aveva vissuto con Laura per oltre cinquant’anni.
Uscito dal carcere, Cioni ha definito “duro” il periodo di detenzione, ma ha anche sottolineato la solidarietà ricevuta da altri detenuti e agenti penitenziari. Nei giorni successivi alla liberazione ha affidato alle cronache la sua voce e la richiesta – più volte ripetuta – che in Italia venga finalmente affrontato con una legge il tema del fine vita, in modo da dare strumenti normativi chiari a situazioni di sofferenza estrema come quella vissuta con la moglie.
La grazia a Cioni ha riacceso il dibattito pubblico sul confine tra pietà e omicidio, tra morale e diritto, e su come il sistema giuridico italiano affronti – o non affronti – casi di sofferenza prolungata e decisioni estreme, in assenza di norme sulla eutanasia o suicidio assistito.
(foto dal web)

