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Costiera sorrentina, il pm: “Langellotto come un predatore”. Chiesta condanna a 5 anni per aggressione e stalking a d’Esposito e Iurillo

Costiera sorrentina, il pm: “Langellotto come un predatore”. Chiesta condanna a 5 anni per aggressione e stalking a d’Esposito e Iurillo

Una giungla in cui vige la legge del più forte. È l’immagine scelta dal pm di Torre Annunziata Antonio Barba per descrivere l’ecosistema sociale ed economico della costiera sorrentina nella sua requisitoria contro l’imprenditore edile Salvatore Langellotto, per il quale ha richiesto una condanna a cinque anni come riportato da IL Fatto Quotidiano. 

Secondo l’accusa, Langellotto – già condannato in via definitiva per illecita concorrenza aggravata dal metodo camorristico e concorso esterno nel clan Esposito e attualmente detenuto per reati fallimentari – avrebbe aggredito l’ambientalista Claudio d’Esposito e intimidito il giornalista del Fatto QuotidianoVincenzo Iurillo, in una sequenza di condotte che il pm ha definito “reati uniti dal vincolo della continuazione”.

Il pestaggio dell’ambientalista d’Esposito

L’imputato è accusato di aver mandato all’ospedale d’Esposito, storico attivista del Wwf, provocandogli una prognosi di 40 giorni. Per l’accusa si sarebbe trattato di una ritorsione per le segnalazioni presentate nel 2012 dall’ambientalista, che portarono al blocco di un progetto immobiliare da 252 box interrati in un ex agrumeto di Sorrento.

Le presunte intimidazioni al giornalista Iurillo

Nel fascicolo sono confluiti anche gli episodi contestati a Langellotto ai danni di Iurillo, autore di diversi articoli sulle attività dell’imprenditore, sul pestaggio di d’Esposito e sulla benedizione dei camion delle sue aziende, avvenuta nel 2023 sul sagrato della chiesa di Sant’Agnello.

Secondo il pm, Langellotto avrebbe inseguito e intimidito il cronista fino a costringerlo a rifugiarsi in una farmacia. Barba ha parlato di una vera e propria “ossessione” dell’imputato nei confronti del giornalista, richiamando alcune frasi pronunciate dall’imprenditore in pubblico e durante il processo, ritenute tentativi di screditare Iurillo attraverso allusioni ai trascorsi del padre, deceduto nel 2010.

La requisitoria del pm

Nel suo intervento, dai toni particolarmente accesi, Barba ha descritto Langellotto come un “predatore” intenzionato a “zittire chi gli va contro per ottenere il risultato del lucro”. A suo giudizio, le allusioni rivolte a Iurillo durante un’intervista televisiva e in aula durante una dichiarazione spontanea rappresenterebbero un metodo intimidatorio più sottile e pericoloso delle minacce esplicite.

Che cosa è diventata la costiera sorrentina? Una terra di saccheggio?” ha domandato il magistrato, parlando di un ambiente in cui chi denuncia rischia di essere sopraffatto.

La parte civile e gli sviluppi del processo

All’udienza è intervenuto anche l’avvocato di Iurillo, Salvatore Pinto, che si è associato alle richieste dell’accusa. La difesa dell’imputato è affidata all’avvocato Antonio Di Martino.

La sentenza, affidata al giudice Adele Marano, è attesa per fine gennaio.