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Comuni Ricicloni della Costa d’Amalfi. Al 1° Posto Atrani, all’ultimo Maiori.

Atrani si conferma il Comune più virtuoso della Costiera Amalfitana nella gestione dei rifiuti, come certificato dalla Giunta Regionale della Campania, che ha comunicato i dati sulla raccolta differenziata ed il tasso di riciclaggio.

In Costa d’Amalfi, il comune di Atrani risulta essere tra le realtà più avanzate del territorio, seguito da Tramonti e Cetara, in ultima posizione si colloca invece il comune di Maiori.

Il Decreto Dirigenziale n.88/2025, ha riconosciuto ufficialmente questi valori, ai quali si aggiunge anche la comunicazione ufficiale di Legambiente Campania, che ha inserito Atrani nella speciale classifica dei “Comuni Rifiuti Free”, quella riservata alle migliori performance nella riduzione dei rifiuti indifferenziati e nella qualità della raccolta. Da qui l’invito alla XXI edizione dei “Comuni Ricicloni della Campania”, in programma il 10 dicembre a Benevento, dove sarà consegnato l’attestato ufficiale che certifica questo importante traguardo ambientale.

Riciclare però non basta, come dimostrano i dati del 2024, che dimostrano come il mondo abbia prodotto ben 2,3 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani, dei quali purtroppo solo il 61% gestito in impianti controllati. Numeri di un sistema globale che non sta progredendo affatto verso la riduzione dei rifiuti, nonostante gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 e la crescente allerta scientifica sui limiti planetari, come ha sottolineato di recente il professor Riccardo Torelli del Research Centre for Responsibility, Ethics and Sustainability in Management, e dell’Università Cattolica, in un articolo di commento pubblicato su Nature Human Behaviour.

Le imprese, ha spiegato, spesso privilegiano il riciclo in quanto percepito come soluzione semplice e comunicabile, ma questo da solo non garantisce l’approvvigionamento di materie prime, richiede molta energia ed indebolisce le altre azioni della circular economy, come riduzione dei rifiuti prodotti, riuso e riparazione.

In alcuni casi, la retorica del riciclo, diventa parte di azioni di “greenwashing”, ovvero di un comportamento aziendale finalizzato solo per diffondere un’immagine d’azienda ‘green’, senza però che si modifichi realmente i prodotti o i processi.

Il greenwashing, precisa il professor Torelli, è diventato infatti un fenomeno drammaticamente in ascesa ma poco controllabile.

Iccorre invece ricordare che il riciclo è solo una delle “R” dell’economia circolare”, mentre invece un approccio maggiormente sistemico e radicale, dovrebbe contemplare soprattutto pratiche di redesign dei prodotti, sin dalle prime fasi di studio, in un’ottica di sostenibilità e di economia circolare che miri ad un cambio di visione del prodotto, del suo utilizzo e quindi anche del suo fine vita.

La cultura dominante dell’usa e getta e la spinta consumistica sempre più pressante, rappresentano due grossi ostacoli verso un vero cambio di rotta di una società sostenibile “zero-waste”.

La governance necessaria per un tale cambiamento deve poter non solo sensibilizzare le aziende e i cittadini, ma anche supportarli di fronte ad un cambiamento dei propri modelli di produzione e consumo, perché ogni nostra azione e stile di vita, ha un impatto sul Pianeta: le vacanze di Natale non fanno eccezione!

Tra acquisti natalizi, decorazioni, viaggi, queste festività hanno un impatto ambientale enorme.

I dati mostrano che l’impronta ecologica del Natale aumenta di anno in anno, causando quasi il 5,5% delle emissioni di gas serra che ognuno di noi produce annualmente. Si tratta di circa 650 chili di CO2 a testa solo fra il 24 e il 26 dicembre, che fanno di uno dei periodi più belli dell’anno, un disastro ambientale per il pianeta.

Esistono però tante piccole azioni, che nel nostro quotidiano, possiamo portare avanti per rispettare l’ambiente anche nel periodo natalizio.

Ricreare l’atmosfera di festa è ancora più bello se fatto in modo eco-sostenibile riducendo i rifiuti con decorazioni riutilizzabili (luci LED, fai-da-te con materiali naturali), imballaggi minimali per i regali (stoffa, carta riciclata, niente plastica) e gestione attenta del cibo (pianificazione, donazione, compostaggio), applicando le “3 R”: Riduci, Ricicla, Riusa.