Le precipitazioni delle scorse settimane hanno aggravato le condizioni del costone roccioso, rendendo il terreno instabile e determinando il distacco del masso.
Le conseguenze su pendolari, lavoratori e residenti
La chiusura della SS163 ha di fatto spezzato in due la viabilità lungo la costa: la connessione diretta tra comuni come Amalfi, Positano e Sorrento non è più percorribile.
Per garantire la mobilità, le autolinee (tra cui SITA Sud) sono state costrette a rimodulare le corse, facendo passare i bus da percorsi alternativi che attraversano Agerola.
Il risultato? Lunghi percorsi — arrivano a quasi due ore anche per tragitti che normalmente richiederebbero molto meno. Un disagio enorme per chi ogni giorno deve andare al lavoro o spostarsi per impegni.
Secondo il sindacato Filca Cisl Salerno, la situazione sta creando pesanti difficoltà: operai, lavoratori, residenti e studenti sono costretti a partenze all’alba e rientri a tarda sera. Una condizione definita «insostenibile».
Criticità strutturali e richieste di intervento urgente
La frana di Furore non è un caso isolato: il territorio della costa è noto per la sua fragilità idrogeologica, accentuata dalle piogge autunnali.
Per la Filca Cisl, questo episodio rappresenta l’ennesimo segnale che non si può più rimandare un piano serio e strutturale di manutenzione e messa in sicurezza. Non solo per ripristinare la viabilità, ma per garantire la sicurezza di chi vive e lavora in questi territori.
Quali sono le alternative — e perché non bastano
Le soluzioni temporanee adottate — deviazioni tramite Agerola ed il Valico di Chiunzi, rimodulazione delle corse, percorsi più lunghi — servono a tamponare l’emergenza. Ma per molti pendolari rappresentano un aggravio logistico e quotidiano. Spostamenti più lunghi, disagi per orari di lavoro o scuola, maggiore stress.
Inoltre, variazioni di orario e percorsi complicano anche la vita quotidiana: meno tempo libero, difficoltà di organizzazione, aumento dei costi (carburante, mezzi pubblici, tempo).
Un richiamo alle istituzioni: non basta la “toppa”
E’ arrivato il finanziamento dalla Regione Campania e le vie del mare da Praiano, ma la situazione e’ drammatica. La frana a Furore — e il conseguente caos viabilità — è un campanello d’allarme per l’intera costiera. Serve un intervento strutturale e duraturo, non solo ripristini tampone. Per questo motivo:
È fondamentale avviare interventi di consolidamento e monitoraggio dei costoni rocciosi.
È necessario ripensare la rete viaria della Costiera, magari potenziando alternative stabili — strade interne, trasporto pubblico efficiente — per evitare che ogni evento meteorologico provochi disagi generalizzati.
Occorre un coinvolgimento serio delle istituzioni locali e regionali, per mettere in agenda la sicurezza e la vivibilità quotidiana dei residenti e dei pendolari.

