Il difensore del Costa d’Amalfi in campo dopo un aneurisma; riconoscimento alla XVI edizione del Premio “Andrea Fortunato – Lo Sport è Vita”.
|Atrani: la rinascita di Davide Mansi; dal dramma estivo al premio per la resilienza sportiva
Alla sedicesima edizione del Premio “Andrea Fortunato – Lo Sport è Vita” uno dei momenti più intensi è stato senza dubbio quello dedicato a Davide Mansi, 29 anni, colonna della difesa del Costa d’Amalfi. La sua presenza ha rappresentato un racconto di tenacia e ricostruzione umana, perfettamente in sintonia con lo spirito dell’iniziativa che promuove salute, prevenzione e cultura dello sport consapevole.
La sua storia recente è segnata da un evento improvviso: lo scorso 27 luglio, durante una giornata estiva come molte altre, un aneurisma lo ha messo di fronte al pericolo più grande. Un intervento chirurgico complesso e un percorso riabilitativo estenuante hanno scandito i mesi successivi, mettendo in discussione non solo la carriera calcistica ma anche la quotidianità.
Nonostante tutto, Mansi ha ribaltato un destino che sembrava segnato. Grazie a un lungo lavoro terapeutico, a controlli costanti e a una forza d’animo fuori dal comune, è riuscito a tornare laddove si sente davvero a casa: sul terreno di gioco. Il suo rientro, accolto con emozione dall’ambiente sportivo, è diventato un esempio di determinazione per chi affronta ostacoli fisici e psicologici.
Per il suo percorso gli è stato attribuito il Premio “Coraggio e resilienza sportiva”, accompagnato da una motivazione che descrive in poche righe l’essenza del suo cammino: la capacità di affrontare una sfida estrema, superare un intervento delicatissimo e riconquistare il campo con la stessa passione che lo ha sempre contraddistinto.
Il Premio “Andrea Fortunato” nasce dall’impegno della Fondazione Fioravante Polito e dall’opera di Davide Polito per ricordare il talento della Juventus scomparso nel 1995 a causa della leucemia. Da quasi vent’anni l’evento unisce sport, ricerca e solidarietà, con particolare attenzione al Passaporto Ematico, protocollo che promuove controlli ematici e cardiologici per tutti gli atleti.
L’edizione di quest’anno si è svolta alla Fondazione Neuromed di Pozzilli, centro di riferimento nazionale per lo studio delle patologie neurologiche e per la riabilitazione. Un contesto che rappresenta alla perfezione la missione del Premio e che rafforza la collaborazione per lo sviluppo del Passaporto Ematico, già operativo presso il Centro Diagnostico Ventre di Salerno.
Tra le figure di spicco presenti alla cerimonia anche Giovanni Malagò, presidente onorario della Fondazione Fioravante Polito e attuale numero uno della Fondazione Milano Cortina 2026. Per lui è arrivato un riconoscimento speciale per il sostegno costante al progetto, suggellato da un simbolico esercizio in cyclette insieme al dottor Roberto Viceconti, gesto pensato per richiamare l’attenzione sulla prevenzione cardiologica negli sportivi.
L’edizione dedicata a Igor Protti ha messo in luce storie e personalità accomunate da un messaggio semplice e universale: la tutela della salute è la prima grande partita da giocare e vincere.
(foto archivio)


