Ascoli Piceno. Palazzo dei Capitani. Successo della mostra “La Voce del Silenzio” con opere ultime di Maria Carmen Salis
Articolo di Maurizio Vitiello – Inaugurata con successo la personale di Maria Carmen Salis al Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno
E’ stata inaugurata, sabato 6 dicembre 2025, la vasta personale dell’artista Maria Carmen Salis, intitolata “La Voce del Silenzio” nell’accogliente spazio della notevole location storica del “Palazzo dei Capitani” in Piazza del Popolo, nella suggestiva ed attraente Ascoli Piceno, con un rilevante afflusso di pubblico, che segue, da tempo, la produzione dell’operatrice.
La mostra resterà aperta sino all’8 gennaio 2026 con il seguente orario 10.00-13.00/17.00-20.00 compreso i festivi.
Nell’affollata sala d’accoglienza hanno seguito la presentazione, alla presenza del Sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, tanti addetti ai lavori, critici, stampa accreditata, artisti tra cui abbiamo notato Pio Serafini, Alfredo Celli, Augusto Piccioni, Marisa Korzeniecki.
Ha introdotto, in modo estremamente efficace e significativo, Nazzareno Verdesi, che crede molto nella produzione pittorica dell’artista Maria Carmen Salis.
Successivamente, ha esposto il curatore della mostra, poi Alessandra Addari, giornalista e critico, ha informato la platea della forte consistenza dell’esposizione e alla fine un’emozionata Maria Carmen Salis ha ringraziato tutta l’organizzazione, da Silvia Sturba in poi, la città di Ascoli Piceno e tutti gli intervenuti.
Carmen Salis provvede a stesure consistenti, compatte e decise, “giocate” nella misura di una stabilità sentita e sostenuta.
Gli scenari ambientali propongono intriganti visioni ludico-metafisiche.
Nei suoi abbreviati passaggi figurativi s’avverte la sospensione del tempo e trapela un virtuosismo, da esercizio quotidiano, che detta pause e le cromie sature sagomano case, alberi, animali, mari, pesci, persone, cieli e lune.
L’elaborazione pittorica è circostanziata con tratti precisi e determinati, nonché supportata e suffragata da campi cromatici ben valutati e calibrati e, così, la dimensione raggiunta conforta visioni e piani trascendenti.
Col lungo viaggio nella pittura, si è avvicinata, man mano, a scoprire nuovi orizzonti e nuove vie d’esecuzione, ma mai tralasciando il “ductus” iniziale.
Il modo, l’andamento, il ritmo della linea o del colore con cui conduce il disegno base del dipinto è motivato dalla sua scelta di panorami icastici, fissati nella memoria esecutiva.
L’assetto operativo, tra computer e “mouse”, ricrea versanti tra il funzionale surreale e peculiari sintesi con cui intercetta un’alta dimensione d’intenti. Sistemazioni e convenzioni dispongono un’elaborazione equilibratissima di pochi elementi nel respiro del rispetto di una figurazione condivisibile e nettamente chiara, pervasiva, diretta.
Con studi, particolarmente attenti, basati su multiple prove, dispone convergenze, illuminate da una serialità cromatica segnaletica, e riesce a motivare un impianto esemplare, che strega, rapisce, incanta, attrae e riscuote indubbi consensi.
Dopo una lunga formazione, formula elaborazioni di contingenze emotive con aggiustamenti continui, sino a raggiungere un profilo di risultati egregi.
L’artista ha sempre prodotto interessanti immagini peculiari, legate a una dimensione di affetti visivi e di raccordi emotivo-spaziali.
Sistema e concilia elaborazioni bilanciate ed estese, nel rispetto di una predisposta programmazione impegnata a far convergere incidenze luministiche e cromatismi convinti.
Motiva, così, calibrati impianti di scene frontali, di mano esemplare, che colpiscono, intrigano e ammaliano con insolita fascinazione.
Sono assunti e determinati profili intimi con l’intento di trasmettere alti livelli comunicativi.
La sua conosciutissima “cifra visiva” riepiloga amene, gradevoli risoluzioni di un estro, che racconta originali frontiere, accattivanti per sintesi, al limite di un profilo immaginativo di rimbalzi interrogativi.
Sistema e regola nella chiara e sospesa stesura misurate partecipazioni allusive.
Nella pittura dell’artista non si riassumono deviazioni e rivoluzioni, bensì sobrie incidenze e accenti particolari, speciali e personalissimi, e quasi vengono fuori e si alimentano storie, vicende, resoconti, pur tra le quinte del silenzio.
Un “velo metafisico” è corroborato da una piena dimensione d’introspezione ludica; tanto che si può parlare di un “linguaggio metafisico ludico”, che fa scattare dimensioni analitiche sull’uomo, che intende fuggire da una modernità esigente e, accentuatamente, stringente.
L’artista è felicemente presente sulla scena, da tempo, e lavora su una declinazione di opportuna resa di bilancio estetico.
La sua attività creativa rende ragionevolmente circoscrivibile tutto il cammino evolutivo sino ad oggi, ma intende sempre mettersi in discussione tra personali e collettive, tra rassegne e manifestazioni varie.
La bravissima artista vede il mondo in senso frontale e lo restringe e lo dilata con visioni eclettiche, grazie a una cadenza di costituenti architettonici e piani naturali, tra case e alberi, tra cieli intensi e prospettive accurate.
Alcune iconicità risaltano come pungoli ottici, mentre segmenti e squarci regolano reliquie dell’anima.
Questi “silenzi incantati” della Salis rispondono virtualmente ai “frammenti di sogno” rintracciabili nelle rapite solarizzazioni che sostanziano le elaborazioni di Salvo, alle composizioni permeate da apparente tranquillità dai contorni elettrici, agiti, acidi e fortemente timbrici di Tino Stefanoni e alle edulcorate e ludiche sagome fabulistiche di Giuliano Gentile.
In conclusione, facciamo il punto su alcune opere dell’ultima produzione dell’artista.
Nella solita stesura facciale dei soggetti, quasi sempre presa in considerazione, “The Big Red”, olio su tela, cm. 60x70x3, 2023, ci permette di constatare l’accensione timbrica di un albero di sapore surreale; “Giochi tra cielo e terra”, (serie Nuovi Orizzonti), olio su tela, cm. 80x80x3, 2024, ci indica un afflato persistente tra su e giù; “Il tempio delle nuvole”, olio su tela, cm. 50x40x3, 2024, ci segnala un gioco di allungati biancori atmosferici che trapassano una cupola sacra; “In volo verso casa”, olio su tela, cm. 30x30x3, 2024, ci rende con aeroplanini l’intimo bisogno di volare a casa per ritrovare quell’intimità domestica di cui abbiamo sempre bisogno; “La strada verso casa”, olio su tela, cm. 80x80x3, 2024, segna con quel sentiero sottolineato in bianco i ritorni tranquilli al focolare; “Navigando sopra la città”, olio su tela, cm. 70x60x3, 2024, con le “barchette volanti” sostanzia una bizzarra veduta telescopica, inseguita e desiderata; “Pesci curiosi”, olio su tela, cm. 40x40x3, 2024, è una cavalcata marina e qui due mondi si confrontano; “Zack e il gatto”, olio su tela, cm. 60x50x3, 2024, è un dialogo tra un cane e un gatto, figure di compagnia e di equilibrio diventate importanti nelle nostre dimore.
Con i lavori “Alle prime luci della notte”, olio su tela, cm. 50×40, 2025; “Due attori in scena”, olio su tela, cm. cm. 60×50, 2025; “In un volo di aquiloni”, olio su tela, circolare cm. 80, 2025; “Quiete e tempesta”, olio su tela, cm. 60×120, 2025; “Serie Landscape – Solo di passaggio”; “Sotto il grande pino”, olio su tela, cm. 90x90x3, 2025; “Vicini di casa e campi di grano”, olio su tela, cm. 60×120, 2025; replica il taglio della sua “cifra visiva”. L’artista riconferma apprezzabilissimi spaccati visivi, che riepilogano gradevoli risoluzioni di un estro, che formula originali frontiere, accattivanti per sintesi, al limite di una gamma immaginativa di rimbalzi interrogativi e rapiti “nella voce del silenzio”.
Nella pittura dell’artista non si riassumono deviazioni e rivoluzioni, bensì incidenze e accenti particolari.
Vengono fuori e si alimentano storie, vicende, resoconti, pur tra le quinte del silenzio.
L’artista, felicemente presente sulla scena da tempo, lavora su una declinazione di opportuna resa estetica.
In conclusione, restringe il mondo in visioni eclettiche.
Questi lavori ci trasmettono il desiderio di una conciliazione con la vita su un registro in parte metafisico, in parte ludico, in parte surreale, in parte mitigato da distese sognanti, avvertite come reti di squilli interiori di una coscienza vigile.
Nella pronuncia prudente, dichiaratamente lontana da ebbrezze e stordimenti, si coglie la volontà dell’artista di un mondo abitato da un felice e condiviso silenzio.
Maurizio Vitiello

