Logo
Un Sguardo Giapponese al Cuore Nascosto della Costiera Amalfitana: In Edicola lo Studio di Jinnai e Collaboratori

Il Centro di Cultura e Storia Amalfitana lancia un volume che analizza l’architettura e l’economia del territorio oltre i luoghi comuni turistici, frutto di oltre un decennio di ricerche condotte dalla Hosei University di Tokyo.

AMALFI, 26 novembre 2025 – La Costiera Amalfitana, celebre in tutto il mondo per i suoi paesaggi mozzafiato e il mare cristallino, viene svelata sotto una luce completamente nuova grazie alla recente pubblicazione del volume “La Costiera Amalfitana. Struttura urbana e territoriale” (Amalfi 2025, pp. 318, ill.) edito dal Centro di Cultura e Storia Amalfitana.

L’opera, firmata da Hidenobu Jinnai, Matteo Dario Paolucci, Giuseppe Gargano e Yuta Inamasu, non è un semplice omaggio alla bellezza del luogo, ma una sintesi rigorosa di oltre dieci anni di ricerche sul campo condotte da studenti, collaboratori e studiosi della Hosei University di Tokyo, sotto l’egida del professor Jinnai.

Oltre lo Stereotipo: L’Analisi Profonda del Tessuto Urbano

Dimenticate le cartoline: l’approccio dello studio giapponese capovolge la prospettiva tradizionale. La Costiera non è indagata partendo dai monumenti o dal “blu del mare”, bensì dal “profondo della sua struttura urbana”, variegata e multistrato. L’obiettivo è stato comprendere come le tracce del mondo romano, le influenze della cultura araba e le dinamiche locali abbiano dato forma ad Amalfi, Atrani, Minori, Maiori, Positano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare e Conca dei Marini.

Attraverso interviste e rilievi specifici, il team ha documentato spaccati di vita e sviluppo urbano, offrendo una testimonianza “alternativa e al contempo estremamente realistica” delle connotazioni del territorio.

L’Importanza Vitale dell’Entroterra e dell’Acqua Dolce

Un elemento centrale emerso dalla ricerca è il legame indissolubile tra la costa e l’entroterra. La prosperità della Repubblica di Amalfi, sottolinea il volume, è stata direttamente proporzionale all’importanza del suo territorio interno. Un detto popolare, riportato dal Prof. Jinnai, riassume questa sinergia: “Gli amalfitani hanno un piede nei vigneti e uno nel mare”.

Lo studio evidenzia come non l’acqua marina, ma l’acqua dolce, abbia rappresentato il motore della proto-industria delle valli, alimentando i “paesaggi eroici” coltivati e governati fino alle alture dei Monti Lattari, tramite terrazzamenti e un sapiente uso delle risorse.

L’Eno-gastronomia e il Modello per il Giappone

Negli anni più recenti, la ricerca si è allargata, combinando architettura e urbanistica con la prospettiva dell’agricoltura e del marketing dei prodotti locali, grazie anche alla collaborazione con la Professoressa Kimura Junko (Hōsei University) e il Professor Andrea Marescotti (Università di Firenze).

Particolare attenzione è stata rivolta ai comuni montani come Tramonti e Agerola, dove sono stati visitati produttori di vino, formaggio, pane e pomodorini. Questa indagine ha dimostrato come le attività produttive tradizionali abbiano trovato un mercato di pregio, e come l’enogastronomia giochi oggi un ruolo fondamentale nello sviluppo del turismo locale, rafforzando il senso di identità del territorio.

Il Professor Jinnai, con la sua esperienza cinquantennale di studi comparativi tra Italia e Giappone, vede nelle dinamiche italiane – dalla rivalutazione della campagna all’agriturismo, dal concetto di “chilometro zero” del movimento Slow Food fino all’albergo diffuso – un potente incentivo per la rivitalizzazione dei piccoli centri e delle province in Giappone che affrontano lo spopolamento.

Il volume, che non intende proporre soluzioni definitive, lascia aperta una profonda riflessione sul valore delle specificità della Costiera Amalfitana, sul loro processo costitutivo e, soprattutto, sul loro futuro.Generico novembre 2025