Logo
Terremoto a Castellammare, si parla di dimissioni dopo il voto del sindaco Vicinanza. Di Maio e Oscurato respingono le accuse

Castellammare di Stabia ( Napoli ) . Pur essendo estraneo all’inchiesta e non avendo nessun indagato all’interno della maggioranza sembra avanzare comunque le ipotesi di dimissioni del sindaco Luigi Vicinanza, ipotesi che non sono state confermate dal diretto interessato.

Uno scenario talmente grave, a giudicare da quanto emerso da due inchieste dell’antimafia napoletana, che si rischia un punto di non ritorno ad appena un anno e mezzo dall’insediamento.Due consiglieri comunali impelagati nelle pieghe degli atti di inchiesta, entrambi di centrosinistra, sono stati buttati fuori dalla maggioranza dal sindaco Vicinanza.

Un atto forte ma che potrebbe non bastare. Al momento Gennaro Oscurato (intercettato con il cassiere del clan Michele Abbruzzese) e Nino Di Maio (con il figlio più volte citato nell’inchiesta per gli incontri del boss nel proprio esercizio commerciale) non hanno intenzione di dimettersi e anzi si difendono fermamente e respingono le accuse, non sono indagati e ricordiamo che esiste la presunzione di innocenza .

E allora quest’atto forte potrebbe farlo proprio Sandro Ruotolo. A quel punto si innescherebbe una reazione a catena e l’amministrazione verrebbe sciolta, indipendentemente da un’eventuale commissione d’accesso che al momento è solo paventata ma che non è stata ancora inviata dal Viminale.

Il sindaco, dal canto suo, sembra aver preso coscienza della grave situazione politica, aprendo quindi all’ipotesi dimissioni.Secondo quanto trapela, Vicinanza non si dimetterebbe subito.

Per non gravare sul risultato elettorale del centrosinistra a Castellammare e in generale a livello regionale, getterebbe la spugna solo ad urna chiuse.Vale a dire per la prossima settimana.

Diverso il discorso sarebbe se Oscurato e Di Maio accettassero di dimettersi. Ipotesi che al momento non sono percorribili, anche se lo stesso Oscurato, ad esempio, ha dato mandato ai suoi legali di tutelarsi in sede penale alla luce di quanto riportato dalla stampa.

Anche perché, bisogna chiarirlo, allo stato attuale nessuno dei due consiglieri risultano indagati in alcun procedimento. Anzi respingono fortemente gli attacchi e le accuse

Il consigliere comunale Nino Di Maio interviene con una lunga e articolata dichiarazione dopo la decisione del Sindaco di considerarlo “fuori dal perimetro della maggioranza”. Una scelta che Di Maio definisce “sorprendente e rammaricante”, e che ritiene fondata su “allusioni a presunte zone d’ombra” che respinge con fermezza.

Consigliere Di Maio

“Non ho mai avuto bisogno di certificati di buona condotta politica: la mia storia parla per me”, afferma Di Maio, sottolineando il proprio percorso nel mondo sindacale e nel sociale. Ricorda una vita spesa “ai più alti livelli del sindacato, a difesa di lavoratori e famiglie” e il costante impegno nei confronti dei giovani, “dall’oratorio del rione Scanzano ai tanti progetti contro l’abbandono e la devianza”.

Di Maio rivendica la scelta di essersi messo in gioco entrando in Consiglio comunale “con la stessa trasparenza e lo stesso rigore di sempre”, e respinge qualsiasi tentativo di mettere in discussione la sua integrità: “Non permetterò a nessuno di gettare fango sulla mia immagine. Né da chi siede oggi in Consiglio, né da chi, dietro le quinte, pretende di pontificare mentre il passato pesa come un macigno”.

Il consigliere ribadisce inoltre la piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, precisando che né lui né suo figlio risultano indagati. Per questo critica quella che definisce un’applicazione “a fasi alterne” del principio di presunzione di innocenza: “Valida per alcuni e negata ad altri”.

Di Maio esclude categoricamente l’ipotesi delle dimissioni e rivendica la propria “dignità istituzionale e personale”, contestando anche – senza nominarle – alcune figure che, a suo giudizio, non avrebbero “imparzialità, autorevolezza o garanzie sufficienti” per esprimere valutazioni sul suo operato.

La proposta più rilevante avanzata dal consigliere riguarda però il piano istituzionale. Di Maio chiede al Sindaco di richiedere ufficialmente al Prefetto la nomina di una Commissione di Accesso, ritenuta l’unico organismo “terzo e indipendente” in grado di verificare eventuali rischi o condizionamenti legati alla sua presenza in Consiglio.

“Chi non teme la verità non può temere il controllo”, conclude Di Maio, convinto che solo una verifica “autorevole e super partes” possa ristabilire “serenità, credibilità e trasparenza nell’azione amministrativa”.