Sorrento: Perche lo stato del Nastro Verde peggiora sempre di piu?
Di Raffaele Attardi
È sotto gli occhi di tutti lo stato del Nastro Verde, interrotto periodicamente da molteplici cantieri – luce, acqua, fogne bianche, fogne nere – che si succedono con continuità. Un fenomeno che non solo crea disagi alla circolazione, ma che, come spiegato di seguito, incide profondamente sulla struttura della strada, compromettendone integrità, durata e sicurezza.
📌 Cantieri continui e sovrapposti
Questi lavori si susseguite spesso a poco tempo di distanza l’una dall’altro e spesso finiscono con realizzare reti l’una vicino alle altre, per cui la messa in opera di una può comportare rischi per il mantenimento dell’integrità dell’altra.
Ma questo succedersi di lavori, anche quando non crea interferenza fra le reti, comporta comunque una manomissione continua della struttura della strada.
Com’è fatta una strada statale
Per capire i danni che questo comporta bisogna brevemente riassumere come è fatta una strada.
Le strade statali in Italia, quando vengono realizzate in origine, utilizzano tipicamente la struttura della pavimentazione stradale flessibile, progettata per sopportare elevati volumi di traffico e carichi pesanti.
Questa struttura è composta da una serie di strati sovrapposti, con materiali e funzioni diverse, dove la qualità e la granulometria degli inerti (aggregati lapidei) aumentano man mano che si sale verso la superficie.
Stratificazione tipica
Strato superiore – Manto di Usura (Tappeto)
Serve a garantire aderenza, drenaggio e resistenza all’usura e agli agenti atmosferici.
Secondo strato – Conglomerato bituminoso
Granulometria fine, legante bituminoso ad alto indice di penetrazione, inerti lapidei di alta qualità.
Terzo strato – Binder (strato di collegamento)
Serve a ripartire gli sforzi, regolarizzare la superficie e collegare gli strati superiori e inferiori.
Quarto strato – Base
Lo strato portante principale della pavimentazione, progettato per sopportare i carichi del traffico.
Quinto strato – Fondazione
Ripartisce i carichi e impedisce la risalita di fini dal sottofondo.
Sesto strato – Sottofondo / piattaforma
Terreno preparato e compattato.
Per la realizzazione di questi strati non si devono utilizzare materiali di risulta o scarto.
🏗️ Cosa accade quando si scava
Il Nastro Verde era in origine fatto così, come dimostrano i continui scavi fatti nel tempo che hanno fatto riemergere materiali di alta qualità.
Ogni taglio fatto per posizionare una servizio è stato una ferita che poi è difficile da sanare perché con i successivo riempimenti è difficile ripristinare la successione degli strati e, se poi si usano materiali scadenti, si possono facilmente verificare cedimenti.
E questo può produrre altri danni come ad esempio la rottura di condotte messe in opera, dei canali di scolo o degli attraversamenti dei rivoli.
⚠️ Effetti visibili e conseguenze
Una cosa è certa: ben difficilmente dopo un susseguirsi di scavi la strada può tornare come prima. E così il susseguirsi di lavori senza alcuna pianificazione non solo è causa di disagi infiniti, ma accelera anche il degrado generale della strada, che si manifesta con:
- avvallamenti
- buche
- cedimenti localizzati
- deformazioni del manto
Contenziosi e responsabilità
A questo bisogna poi aggiungere altri rischi, come ad esempio che durante i lavori le condotte messe in opera o quelle adiacenti si rompano, a causa di successivi assestamenti, o che non vengano ripristinati correttamente canali di scolo o attraversamenti di rivoli.
E da ciò nascono infiniti contenziosi.
Conclusione tecnica
Una cosa è certa: fatto un buco o, peggio, una lunga trincea, è ben difficile ripristinare l’elasticità e la solidità della strada e non basta un tappetino ben fatto per garantirne la durata.



