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Sorrento – Corso Concorso un fumetto per l’ambiente intervista a Stefania Ianniello
Nella foto la pittrice Stefania Ianniello

Sorrento (NA) Incontro la pittrice Stefania Ianniello presso il Liceo Artistico “F.S. Grandi” di Sorrento diretto dalla Prof.ssa Pasqua Cappiello in occasione della Quarta edizione del corso-concorso “Un fumetto per l’ambiente” progetto educativo promosso dal C.M.E.A. presieduto dall’Avv. Luca Vittorio Raiola, che quest’anno ha per tema “Le sette meraviglie del Mondo Antico”, all’artista napoletana, infatti, è stato affidato l’approfondimento del Tempio di Artemide a Efeso, fra le “meraviglie del mondo antico” forse quella più misteriosa ed affascinante, un imponente edificio in marmo dedicato alla dea della caccia che fu più volte ricostruito dopo essere stato distrutto da incendi e atti vandalici, tra cui quello di Erostrato nel 356 a.C., vuole la leggenda che quest’ultimo l’avesse dato alle fiamme per il solo fine di passare alla storia, beh mi rendo conto che nominandolo lo premio ma il suo nome sarà comunque accostato per sempre all’idiozia umana, il tempio poi venne definitivamente distrutto nel 401 d.C. su ordine di un vescovo cristiano e oggi rimangono solo alcune rovine che testimoniano la sua grandezza passata.  Stefania Ianniello è una giovane artista partenopea formatasi presso l’Accademia di Belle arti di Napoli. Laurea in grafica d’arte (specializzatasi anche in pittura), l’artista ha mostrato talento da piccolissima, dopo la formazione accademica ha frequentato anche la Scuola italiana di Comix, fondata a Napoli da Mario Punzo, dedicandosi anche all’illustrazione e al fumetto. Ma nel suo curriculum vitae, già molto importante, vanta partecipazioni a mostre in Italia e all’estero, assistente di cattedra, responsabile di galleria, workshop alla facoltà di architettura e un’intensa attività anche come artista di strada, un’esperienza quella di “Madonnara” di grande spessore sia umano che artistico, apprezzata da un pubblico non solo di addetti ai lavori che riconosce alla sua arte un’innegabile capacità analitica ed espressiva, una narrativa e un linguaggio multi comprensivo che solo certi artisti di strada sanno regalare allo spettatore, personalmente mi vengono in mente il messicano Ignacio De Jesús Chávez Salinas e il brasiliano Francisco Rodrigues da Silva in arte Nunca. Quella che segue è una breve intervista all’artista.

Vorrei che mi raccontassi di te e della tua arte

Bella domanda, io nasco come pittrice, ho cominciato a disegnare all’età di tre anni. Da allora nell’arte le esperienze sono state tantissime e variegate, dall’assistente di galleria all’assistente di cattedra all’accademia delle belle arti, assistente alla Scuola italiana di Comix. Ho tenuto un workshop alla facoltà di architettura, ho insegnato all’università del videogioco, disegno e carattere design, ho esposto con diverse gallerie, passaggi in Asta, Milano, Parigi. La formazione però penso più importante in assoluto me l’ha data l’arte di strada, perché ho lavorato come artista di strada per un bel po’ di anni. Ho fatto anche bottega da diversi artisti. Ho cominciato proprio da ragazza con gli allenamenti quelli lì tosti dalle madonne ai ritratti nelle fiere, nei ristoranti, insomma mi sono fatta abbastanza le ossa. Il mio amore è la pittura.

Chi è stato il tuo insegnante o maestro?

Non posso dire di aver avuto un maestro che mi ha avviato a quest’arte, ho cominciato a disegnare che avevo compiuto tre anni, quindi nessun avviamento in realtà. Ho cominciato a tre anni e non ho più mollato. Ci sono stati degli insegnanti che hanno avuto una valenza rispetto ad altri nella mia preparazione, ma devo dirti la verità, non tanto a livello didattico, ma a livello umano, che mi hanno spronato magari nella maniera giusta, che mi hanno fatto fare il cosiddetto mazzo a tarallo, che in questo mestiere chiaramente fa la differenza, ma se devo essere onesta non ho mai avuto bisogno di essere spronata, perché la mia è un’esigenza non alienabile. Se mi togli il cibo forse posso sopravvivere più a lungo.

Visto che questo corso è dedicato al fumetto, mi parli del tuo rapporto con la Nona Arte?

Sono innamorata perdutamente di Dylan Dog e lo sarò fino alla morte, però la mia esperienza col fumetto era più intensa da ragazza, devo dire.  Poi ha prevalso il linguaggio illustrativo e ancor di più quello pittorico. Infatti con i ragazzi il mio modulo prevede la predilezione dell’espressività, mi piace far avvicinare i ragazzi all’idea del fumetto autoriale, della graphic novel, di un’illustrazione d’autore. Mi piace dare loro la possibilità di vedere che esistono spazi di libertà espressiva anche nel fumetto.

Per quanto riguarda il tema del corso, ho visto che ti hanno affidato il Tempio di Artemide di Efeso. Ti volevo chiedere due cose. La prima è una tua riflessione su Artemide, la dea della caccia, la dea che assisteva le puerpere, se mi ricordo bene. Secondo il tuo sentire, come la rappresenteresti, questa donna?  

La rappresenterei così, questo è un olio di un paio di mesi fa. C’è una donna atleta che sta per scattare e davanti a sé c’è una luce, che non è un pensato, non è un parlato, ma è un agito.

Guerriero di Stefania Ianniello Guerriero di Stefania Ianniello, part. olio su tela gennaio 2023.

La seconda domanda: tu conosci la leggenda che vuole che Erostrato, anche se la damnatio memoria ci imporrebbe di non menzionarlo, distrusse il tempio, perché lui stava cercando qualcosa che lo rendesse immortale. A questo proposito una considerazione su chi distrugge l’arte. Su chi fa vincere l’egoismo e il narcisismo su tutto, che penso sia un argomento di attualità, una tua riflessione sui cosiddetti “attivisti” che imbrattano le opere d’arte.

Oggi è il 5 novembre, siamo nell’ambito del fumetto, non possiamo non pensare a V per vendetta: “ricorda per sempre il 5 novembre”. (La frase “Ricorda per sempre il 5 novembre, è tratta dal fumetto e dal film V per Vendetta, dove viene pronunciata dal protagonista V per commemorare il fallito tentativo di Guy Fawkes di far saltare in aria il Parlamento britannico nel 1605. La frase simboleggia la lotta contro l’oppressione e la difesa di principi come la giustizia e la libertà). Distruggere le opere d’arte è distruggere un contatto con l’umanità, bisognerebbe distruggere ciò che distrugge l’umanità. Quindi in questi vandalismi ci vedo molto marketing. Non ci vedo un’operazione umana dietro questo tipo di gesti, assolutamente no. Anzi, io benedico le opere d’arte, se di arte si tratta. Ad ogni modo, come dicevi giustamente tu, viviamo in un’epoca assolutamente narcisista. Sono altrettanto convinta che l’arte, se fruita nel modo corretto e se di arte veramente si tratta, possa essere qualcosa di estremamente rivoluzionario.

Ecco, che cos’è per te l’arte?

Per me l’arte è comunicazione, non verbale, necessaria. Davanti alla Pietà di Michelangelo rimango trafitta. Questo turbamento mi fa andare a casa non con delle domande che trovano risposta ma con uno squasso emotivo che mi cambia in quanto persona che quindi attiva in me un cambiamento reale. È la ragione per cui davanti alla Giuditta che decapita Olferne, non ce n’è per nessuno. Tu mi puoi venire a raccontare le storie dei Fantastici Quattro, per qualche momento dimenticherò le mie tribolazioni quotidiane, tutto qui. Se mi metti davanti all’opera di Artimisia, torno a casa cambiata, nella mia interiorità, nella mia struttura emotiva che contagia, l’opera d’arte può dar vita ad un cambiamento sociale.

Ho visto che hai lavorato molto con la tua pittura sul doppio. Cosa ti spinge a studiare certe cose?

Difficilmente ragiono su cosa dipingere. Sento quello che dipingerò. Quindi se sono in grado di farlo bene, osservando quello che faccio, tu capisci parallelamente quello che sento io e quello che senti tu. Quei lavori sul doppio, in particolare, sono stati esposti in una personale che si chiamava “Umana Memoria, quello che mostri, quello che senti.

Umana memoria di Stefania Ianniello – “Di umano, la memoria ha il riuscire a rievocare in modo reale e totalizzante il vissuto coinvolgendo ogni parte della mente e del corpo, spesso in una maniera così fortemente presente da necessitare di venire incanalata altrove.
Il lavoro proposto nasce quindi da un’esigenza di alienare da sé prima, e di veicolare nell’altro poi, di conseguenza, il contenuto a seconda, della forza della propria verità. Fermamente convinta che esista un linguaggio comune non verbale che affonda le proprie radici nell’animo umano, il lavoro si propone di costruire un ponte tra me e l’altro”. tratto da Centro Stabile di Musica e Cultura Domus Ars  Via Santa Chiara, 10/C Napoli.

C’era un critico che diceva che l’arte contemporanea è pensiero, mi chiedo, per esempio, l’Orinatoio di Duchamp è pensiero? La Merda d’artista di Manzoni è pensiero, l’arte è pensiero o sentimento?

Insomma, il commercio è pensiero. La merda d’artista e l’orinatoio, sono sostanzialmente operazioni commerciali. Sono operazioni creative, ok? Che fanno capo a uno strumento espressivo al fine di una narrazione originale, brillante, che non va a smuovere però l’emotività, ok?  Infatti ha bisogno continuamente di essere rinnovata, c’è bisogno continuamente di uno stimolo successivo, di una motivazione più scioccante. Ovviamente, l’emergere di queste proposte ha fatto sì che un mercato vi si potesse agganciare. L’emotività invece non si può manipolare. Ci si può agganciare, ma non si può manipolare. Invece l’opinione delle masse si può manipolare. Ed è la ragione per cui un’opera di 20 centimetri può arriva a costare 100.000 euro.  In sintesi il mercato è pensiero, l’arte è emozione. Grazie

A cura di Luigi De Rosa

Stefania Ianniello Stefania Ianniello, pittrice e docente.