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Minori, Costiera Amalfitana – Il “tunnel del disonore” e l’appello alla dignità di un paese

Gaspare Apicella con un secondo e terzo atto che sintetizziamo

Minori, Costiera Amalfitana – Il “tunnel del disonore” e l’appello alla dignità di un paese

Un film di grande successo si intitolava “La collina del disonore”. A Minori, purtroppo, rischiamo di doverci confrontare con un’altra triste metafora: il “tunnel del disonore”, un progetto che — solo a immaginarlo — sembra offendere l’intelligenza, la sensibilità estetica e l’identità stessa della comunità minorese.

Un’opera che, per molti, rappresenta non un progresso, ma una ferita. Una “bucatura” nello scenografico costone del villaggio Torre, che tocca il cuore del paesaggio e la memoria collettiva di chi ama questa terra.


Un gesto simbolico per dire “no”

Da più parti si leva la proposta di un gesto forte, civile ma deciso, per scuotere gli animi e le coscienze: consegnare i certificati elettorali ai Municipi dei Comuni interessati, come segno di protesta contro scelte che si percepiscono lontane dalla volontà popolare.

Un atto simbolico, in questi giorni che precedono le consultazioni per il grande “boccone” della Regione Campania, ma capace di lanciare un messaggio chiaro: la Costiera non si vende, e i suoi cittadini non accettano di vedere deturpata la propria identità.

In alternativa — o come ulteriore segnale — si ipotizza anche la chiusura totale di tutti gli esercizi commerciali per un intero weekend (venerdì, sabato e domenica) nei Comuni di Minori e Maiori. Una serrata pacifica, ma eloquente.


Due anime della Costiera

C’è sempre stata una certa differenza, a tratti una rivalità antica, tra Minori e Maiori: la prima, più raccolta e armoniosa, la seconda più “palazzinata”, come dicono con ironia i minoresi.
Chi conosce questi luoghi sa che basta superare la curva del Castello Mezzacapo, già in territorio minorese, per trovarsi davanti a un panorama da sogno: Minori, vestita di luce, abbracciata dal mare e sormontata da Ravello, come un cappello elegante dalle larghe falde.

Quale spettacolo, allora, potrà mai offrire un viadotto di cemento o un’uscita di tunnel scavata nella roccia?
Cosa resterà della poesia di un luogo che si svela dolcemente, curva dopo curva, tra il profumo di limoni e il suono del mare?


La “Remuntada” possibile

“Nun ve ne accattate niente”, dirà forse qualcuno con cinismo. Eppure, c’è chi non si rassegna.
Cittadini onesti e benpensanti hanno deciso di giocare la loro partita, senza paura di confrontarsi con i poteri forti o con chi, nei prossimi giorni, verrà a “questuare” voti per il Consiglio Regionale.

Perché la Remuntada — come direbbero gli sportivi — è nel DNA dei costieri.
E forse, seguendo le direttive del Comitato intercostiero o maiorese guidato da Mario Civale, l’esito di questa battaglia potrà davvero essere capovolto.


Minori non merita un tunnel.
Merita di restare una finestra aperta sulla bellezza.