L’Epigrafia delle Fistulae in Italia e nel Sud della Gallia: Un Convegno Internazionale a Roma
Tralasciata l’importante fistula di Sorrento. Contributo di Positanonews
di lucio esposito
L’Assenza Ingiustificata: L’Importante Fistula di Sorrento Dimenticata al Convegno Internazionale
Si è tenuta recentemente presso l’École française de Rome a Piazza Navona una significativa Giornata di Studi internazionale intitolata “L’epigrafia delle fistulae in Italia e nel Sud della Gallia: metodologia, nuovi documenti e nuovi approcci” (lunedì 27 ottobre 2025). L’incontro, organizzato nell’ambito del programma interdisciplinare Fistulae. Il mercato del piombo nell’epoca romana, si è focalizzato sullo studio delle condutture idriche in piombo, unendo archeologia, archeometria e i fondamentali dati epigrafici incisi su questi manufatti per arricchire la conoscenza sul commercio del piombo e sull’organizzazione della distribuzione idrica.
Nonostante l’evento abbia previsto interventi specifici su Roma, Ostia, il Latium vetus e la Campania, si è registrata una grave e sorprendente omissione: l’assenza di riferimenti alla celebre fistula aquaria di Sorrento.
Un Tesoro Tardo-Antico Riscoperto al Correale
L’esclusione della fistula sorrentina dal dibattito appare particolarmente ingiustificata, soprattutto alla luce del suo recente riallestimento all’interno della Sezione Archeologica del Museo Correale di Terranova di Sorrento, la cui riapertura è stata celebrata con un importante intervento di ristrutturazione e recupero degli ambienti sotterranei. Questo importante reperto, risistemato e valorizzato, meriterebbe di essere al centro di qualsiasi discussione metodologica sull’epigrafia acquaria.
La fistula di Sorrento, nota grazie agli studi classici di Mingazzini e Pfister (nel volume Formae Italiae), è un unicum per la comprensione della Tarda Antichità in Campania.
📜 La Rilevanza Epigrafica
L’iscrizione incisa sulla conduttura è un documento storico di eccezionale valore:
… ]S, TRIBVNVS, PATRONVS ET DEFENSOR, IVLIANI PATRONL FILIVS, REFVDlT, CVRANTE FL. VITVLO II CVRATORE R. P. [S(urrentinorum)
Questa epigrafe, databile alla fine del IV secolo d.C. (posteriore al 364 d.C.), attesta il restauro (refudit) dell’acquedotto da parte di un alto magistrato locale, il cui nome terminava in ]S, il quale deteneva le prestigiose cariche di Defensor e Patronus. L’opera fu eseguita sotto la supervisione (curante) di Flavio Vitulo II, Curatore della Res Publica Surrentinorum.
- Valore Cronologico: La posizione subalterna del Curator rispetto al Defensor fornisce un prezioso terminus post quem per la datazione della conduttura e del relativo intervento di restauro.
- Valore Storico-Sociale: Il verbo refudit (riversò, rifuse) è interpretato come la riparazione di danni causati da un periodo di crisi (forse le incursioni di Alarico), dimostrando come, anche di fronte alle difficoltà delle scorrerie barbariche, l’amministrazione di Sorrento fosse ancora attiva e in grado di provvedere a un elemento vitale come l’acqua.
Un Appello per il Riconoscimento
L’esclusione di un documento così eloquente dai lavori dell’École française de Rome è una lacuna che andrebbe sanata. La fistula di Sorrento non è solo un reperto epigrafico; è una testimonianza tangibile della resilienza urbana in un’epoca di transizione e crisi, e la sua recente valorizzazione museale al Correale la rende facilmente accessibile a studiosi e pubblico.
Ci si augura che i futuri sviluppi del programma internazionale Fistulae includano un approfondimento metodologico sul reperto sorrentino, consentendo di integrare i dati di Surrentum nel quadro più ampio dell’epigrafia acquaria tardo-antica italiana.
Roma, 27 Ottobre 2025 – Si è tenuta presso la prestigiosa sede dell’École française de Rome in Piazza Navona una significativa Giornata di Studi internazionale intitolata “L’epigrafia delle fistulae in Italia e nel Sud della Gallia: metodologia, nuovi documenti e nuovi approcci“.
L’evento, organizzato nell’ambito del programma internazionale e interdisciplinare Fistulae. Il mercato del piombo nell’epoca romana, ha riunito i massimi esperti del settore per un approfondimento sui dati epigrafici relativi alle condutture idriche (fistulae aquariae) in piombo di epoca romana.
Obiettivo e Contesto del Programma 💧
Il programma Fistulae, curato da un’organizzazione che include studiosi come Christer Bruun (University of Toronto) e Nicolas Laubry (Université Paris-Est Créteil), mira ad arricchire le conoscenze sul commercio del piombo nell’Antichità, con particolare attenzione al suo mercato e agli artigiani coinvolti. Le aree geografiche sotto la lente sono l’Italia e la Gallia meridionale.
Le ricerche si avvalgono dell’archeologia e dell’archeometria, ma dipendono in larga misura dai dati epigrafici incisi sulle condutture. Queste iscrizioni sono cruciali perché forniscono informazioni sulla fabbricazione, sull’organizzazione della distribuzione dell’acqua e sulla cronologia degli impianti idrici.
Focus e Casi di Studio 🗺️
La Giornata si è concentrata su due aspetti principali:
- Questioni Metodologiche: Approfondimenti sulla lettura e l’interpretazione delle iscrizioni, spesso frammentarie o di difficile datazione.
- Casi di Studio Regionali: Presentazione di bilanci e nuovi dati provenienti da aree chiave:
- Roma e Latium: Con contributi su reperti dagli horti Agrippinae, le Terme di Traiano, e studi sulle fistulae di Domiziano. Sono stati presentati anche gli aggiornamenti sui dati di Ostia Antica.
- Campania: Con sessioni dedicate alle fistulae aquariae dell’area flegrea (Puteoli, Cumae, Misenum) e della Campania settentrionale.
- Gallia: Con presentazioni sui tubi di piombo nella media valle del Rodano, e l’epigrafia delle fistulae di città importanti come Lione e Vienne.
Tra i relatori di spicco figuravano Christer Bruun che ha delineato la storia della ricerca sulle fistulae iscritte, Giuseppe Camodeca per l’area flegrea, e Michele Stefanile che ha illustrato nuovi reperti dalla Campania settentrionale.
Strumenti e Valorizzazione 💻
Un’importante sessione pomeridiana è stata dedicata ai problemi relativi all’inventario, alla conservazione e alla valorizzazione di questi reperti archeologici.
I ricercatori hanno affrontato i problemi di tutela e documentazione, presentando i lavori di schedatura e studio condotti da istituzioni come il Museo Nazionale Romano. Un momento saliente è stata la presentazione della banca dati attualmente in fase di sviluppo nell’ambito del programma Fistulae, uno strumento essenziale per la futura ricerca e consultazione. La discussione finale ha coinvolto i rappresentanti dei principali Musei e Parchi archeologici interessati dal programma.
il contributo della redazione Cultura di Positanonews:
🏛️ Contesto Storico e la Cura degli Acquedotti a Sorrento
L’analisi archeologica di Sorrento, in particolare quella condotta da Paolino Mingazzini e Friedrich Pfister per la collana Forma Italiae, evidenzia una persistente attenzione della città per le sue infrastrutture idriche, cruciali per la vita urbana.
Da una preliminare epigrafe onoraria, si apprende che l’imperatore Antonino Pio (II secolo d.C.) si occupò direttamente della riparazione di terme, fonti e acquedotti della città. Questo dato si inserisce in un quadro di cura imperiale delle opere pubbliche che doveva essere fondamentale per Sorrento, come per molte altre città romane. Il ritrovamento, nel Settecento, di condutture con un nome inizialmente attribuito a Marco Aurelio, ma che Mingazzini e Pfister ritengono più probabilmente essere quello di Antonino Pio (in accordo con l’epigrafe dei decurioni), conferma l’importanza di questi interventi in epoca alto-imperiale.
🚰 La Fistula Aquaria Tardo-Antica e l’Iscrizione dei Magistrati
Il cuore dell’analisi dei due studiosi riguarda però una grossa fistula aquaria (conduttura idrica in piombo) di un periodo ben più tardo, databile alla fine del IV secolo d.C. e forse anche oltre.
Dati Fisici della Fistula
- Composizione: Due tratti contigui uniti da impiombature.
- Dimensioni: Diametro interno di 80 x 55 mm.
- Lunghezza Complessiva: 1,76 metri (sebbene mancante alle estremità).
- Luogo di Ritrovamento: Rinvenuta nel 1911 in uno scarico di materiali in via dell’Accademia, vicino alle terme pubbliche.
L’Iscrizione e la Ricostruzione
L’iscrizione, pur essendo suddivisa sui due tratti della fistula, forma un unico testo che commemora il restauro dell’acquedotto:
… ]S, TRIBVNVS, PATRONVS ET DEFENSOR, IVLIANI PATRONL FILIVS, REFVDlT, CVRANTE FL. VITVLO II CVRATORE R. P. [S(urrentinorum)
L’iscrizione attesta che:
- Un personaggio, il cui nome inizia con la lettera S (o finisce con ]S), investito delle cariche di Tribunus, Patronus e Defensor della città, nonché figlio di Giuliano Patronus, provvede a far “riversare” (refudit) le acque.
- L’opera è compiuta curante (sotto la cura di) Fl. Vitulo (II?) Curator R. P. Surrentinorum (Curatore della Res Publica di Sorrento).
Il verbo refudit (riversò, rifuse) è interpretato da Mingazzini e Pfister come un indizio significativo. L’uso di questo termine farebbe pensare che l’acquedotto e le condutture fossero state rovinate o almeno trascurate durante le incursioni barbariche, in particolare quelle di Alarico (ai primi del V secolo d.C. o poco prima).
📅 Datazione e Gerarchia Amministrativa
L’iscrizione è fondamentale per comprendere la vita amministrativa di Sorrento nel Tardo Impero. Mingazzini, ripreso da Russo, effettua la datazione e l’analisi dei ruoli in base alla posizione dei magistrati:
- Il Defensor e il Curator Reipublicae: La chiave della datazione risiede nella posizione subordinata del Curator rei publicae Surrentinorum (Curatore della città) rispetto al Defensor.
- Datazione Post Quem: Tale gerarchia, secondo gli studi epigrafici (come quelli di De Ruggiero), assegna l’iscrizione a un’età posteriore al 364 d.C., data che si accorda anche con i caratteri epigrafici della stessa.
Funzioni dei Magistrati Tardo-Imperiali
La sovraordinazione del Defensor non è casuale, ma riflette l’evoluzione delle cariche in epoca tardo-imperiale:
- Defensor (Civitatis o Plebis): A questa figura spettavano, tra l’altro, funzioni di polizia, inclusa quella cruciale di impedire l’uso abusivo dell’acqua degli acquedotti pubblici da parte dei privati. È quindi logico che il Defensor fosse il promotore e sorvegliante primario del restauro.
- Curator Reipublicae: Esercitava compiti di polizia, come la sorveglianza sui mercati. Il suo ruolo di curator lo pone come esecutore materiale delle disposizioni del Defensor, giustificando la sua posizione subordinata nell’epigrafe, pur con il suo possibile secondo mandato (II).
L’analisi rileva inoltre l’accumulo di cariche nel personaggio principale (Patronus e Defensor), pratica non insolita nel Basso Impero. Il titolo di Tribunus, in questo contesto, è un titolo onorifico generico attribuito a funzionari dell’amministrazione imperiale.
🌟 Conclusione: La Resilienza di Sorrento
La fistula aquaria di Sorrento, con la sua dettagliata iscrizione, offre un elemento di fondamentale importanza: pur in un’epoca di grandi crisi e “scorrerie barbariche” (l’età delle invasioni), l’amministrazione cittadina di Surrentum non era “caduta ancora così in basso” da trascurare un “elementare mezzo di sussistenza” come l’acquedotto.
Questo manufatto epigrafico, datato con precisione alla fine del IV o inizio del V secolo d.C., testimonia la resilienza e la continuità istituzionale della città, che, attraverso i suoi magistrati locali, fu in grado di finanziare e completare opere essenziali per la sopravvivenza della comunità, assicurando il rifornimento idrico anche in un periodo storico di profonda instabilità e declino per l’Impero Romano d’Occidente.




