Fresco di stampa.”Micenei e Ittiti: Due imperi a confronto”.
di lucio esposito
L’Archeologia e la Storia Politica: Il Prof. Louis Godart tra Napoli, il Quirinale e i Segreti del Mediterraneo Antico
Un Omaggio al Docente della Federico II e Consigliere Culturale di Napolitano
Napoli. Il mondo dell’archeologia italiana e internazionale rende omaggio al professor Louis Godart, figura di spicco della ricerca sul mondo greco, in occasione della pubblicazione del suo nuovo volume, scritto a quattro mani con Stefano De Martino, intitolato “Micenei e Ittiti: Due imperi a confronto”.
L’evento ha offerto l’occasione per celebrare non solo l’ultima fatica editoriale del professore, ma anche il suo profondo legame con l’Italia e, in particolare, con Napoli, città che lo ha visto a lungo protagonista: Godart è stato per anni un apprezzato docente di Archeologia Classica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II prima di assumere l’importante ruolo di Consigliere Culturale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale.
🏛️ L’Ultima Fatica: Micenei, Ittiti e la Crisi del XIII Secolo a.C.
Il nuovo volume si propone di tracciare un parallelo tra due giganti della storia del II millennio a.C.: l’impero miceneo, che dominò il Mediterraneo orientale, e l’impero ittita, potenza incontrastata dell’Anatolia.
Il Confronto tra Due Imperi
“In questo libro, insieme al collega De Martino, abbiamo tentato di leggere le esperienze comuni di questi due popoli durante le varie fasi storiche… per tentare di capire se vi sono elementi comuni che consentono di spiegare il tramonto e il crollo di questi due imperi,” ha spiegato Godart.
La conclusione a cui giungono gli studiosi è che, sebbene le cause siano molteplici (come ampiamente discusso nella presentazione del libro), un fattore fondamentale nel tracollo di entrambi gli imperi, avvenuto alla fine del XIII secolo a.C., fu probabilmente legato a una profonda crisi sociale.
Punti di Contatto (e di Scontro) Il professore ha ribadito che i contatti tra le due civiltà sono documentati sin dal XVI secolo a.C.:
- Nelle tombe a fossa di Micene fu rinvenuto un vaso in argento di fattura ittita , chiaro segno di un dono diplomatico ai sovrani micenei.
- Nel XIII secolo a.C., si registrò un’ampia corrispondenza epistolare tra le corti ittite e micenee, sebbene siano giunte a noi solo le lettere ittite.
- Punti di incontro e confronto (e talvolta di opposizione) cruciali erano localizzati nell’area di Mileto e in altre regioni del Mediterraneo e dell’Anatolia.
🏺 Da Cnosso al Quirinale: Il Percorso del Maestro
La carriera del professor Godart è un ponte ideale tra la storia antica e le istituzioni della Repubblica. Il suo lavoro di decifrazione e studio sulle iscrizioni e i palazzi minoici e micenei è fondamentale.
Salutato come un “primo studente a distanza” che ha seguito le sue orme a Creta, Godart ha ricordato le recentissime e importantissime scoperte relative al leggendario Labirinto di Cnosso, un campo di ricerca che lo ha sempre visto in prima linea.
La sua lunga e prestigiosa attività accademica alla Federico II ha formato generazioni di archeologi e storici, arricchendo il panorama degli studi classici italiani. Il successivo impegno come Consigliere Culturale al Quirinale ha testimoniato il riconoscimento del suo valore non solo come studioso, ma come figura capace di incarnare il dialogo tra culture e la valorizzazione del patrimonio, temi che, non a caso, sono al centro anche del suo ultimo libro.
L’opera “Micenei e Ittiti: Due imperi a confronto” si inserisce così perfettamente nel solco della ricerca di Godart: analizzare i meccanismi di potere, le interazioni e le crisi delle grandi civiltà, offrendo al lettore uno strumento per comprendere le dinamiche che hanno plasmato il Mediterraneo antico.
In un evento definito una “grande festa dell’archeologia” tenutosi nell’area della Magna Grecia, quale la BMTA è stato presentato il nuovo libro del celebre archeologo e accademico Louis Godart, in collaborazione con l’ittitologo Stefano De Martino. Il volume, intitolato “Micenei e Ittiti: Due imperi a confronto” (edito da Einaudi), offre una stimolante e originale comparazione tra due delle maggiori potenze della Tarda Età del Bronzo.
Durante la presentazione, il Ministro greco ha sottolineato il legame profondo con il Prof. Godart, definendolo non solo un amico della Grecia, ma un vero e proprio “greco”, un maestro rispettato che ha dedicato la sua vita allo studio della civiltà ellenica.
🧐 L’Indoeuropeo come Elemento Unificante
La sfida del libro risiede nel confrontare due civiltà percepite nell’immaginario comune come distanti: i Micenei, legati al mondo greco, e gli Ittiti, radicati in Anatolia.
- Radici Comuni: Godart ha subito evidenziato il primo e cruciale elemento comune: entrambi i popoli erano di stirpe indoeuropea, parte della grande migrazione. I Micenei giunsero in Grecia alla fine del III millennio a.C., mentre gli Ittiti in Anatolia all’alba del II millennio a.C.
- Maestri e Alunni: Un altro punto di contatto fondamentale è l’aver imparato dai loro predecessori nelle terre in cui si insediarono:
- I Micenei subirono il fascino della civiltà minoica, la prima grande civiltà europea, apprendendo l’arte, la raffinatezza e la scrittura (la Lineare B derivata dalla Lineare A).
- Gli Ittiti a loro volta assimilarono gli influssi delle civiltà preesistenti in Anatolia.
Il risultato è stata la creazione di civiltà originali che, ad un certo punto, sono entrate in contatto e hanno cominciato a dialogare.
✍️ Linguaggio, Scrittura e Potere
Il Prof. Godart, grande esperto di Lineare B, ha affrontato l’elemento linguistico, confermando l’appartenenza di entrambe le lingue (la Micenea e l’Ittita) alla grande famiglia indoeuropea. La lingua micenea è un dialetto greco, l’arcadocipriota, mentre l’ittita è una lingua con varie ramificazioni, come il luvio.
Nel capitolo incentrato sul ruolo di Micene – interrogandosi se fosse la capitale di un impero – Godart ha sostenuto la centralità di Micene.
- L’Omogeneità Amministrativa: La caratteristica fondamentale delle tavolette in Lineare B (trovate a Micene, Pilo, Tebe, Cnosso) è l’adesione alle stesse leggi amministrative e l’uso delle medesime formule. Ciò implica che il sistema derivi da un unico archetipo, verosimilmente collegato a Micene.
- La Scrittura come Strumento di Comando: La scrittura, ha spiegato Godart, è lo strumento che consente di controllare un territorio. La necessità di gestire i magazzini e imporre l’autorità emerse prima a Micene, come testimoniato dalla ricchezza delle tombe dei circoli B e A, che ospitavano i primi grandi sovrani della Grecia.
🌋 La Fine e l’Interrogativo di Troia
Sulle cause della fine dei grandi palazzi:
- Fine della Civiltà Minoica: Godart propende per la spiegazione del disastro naturale. L’esplosione del vulcano di Santorini avrebbe avuto un effetto devastante, in particolare lo tsunami che distrusse la flotta minoica. L’indebolimento del potere marittimo dei maestri consentì ai Micenei, gli “alunni”, di soppiantarli e conquistare Creta intorno al 1450 a.C.
- Fine della Civiltà Micenea: Qui Godart insiste su un insieme di concause, ponendo l’accento soprattutto sulle lotte interne e i conflitti dinastici (come avvenne anche nel mondo ittita). Anche i popoli del mare possono aver giocato un ruolo, ma l’elemento determinante rimane la fragilità interna e il costo esorbitante della costruzione delle mura.
Sul nodo di Troia (Wilusa), Godart crede che la città cantata da Omero fosse greca. La ceramica dominante nel periodo della Guerra di Troia era micenea e Omero stesso non descrive un problema di lingua o divinità tra Troiani e Achei; al contrario, parla di un esercito troiano che radunava molte lingue diverse, sottolineando la distinzione tra la classe dominante (greca) e le popolazioni anatoliche arruolate.
🦌 Il Cervo di Micene: Il Simbolo della Sintesi Culturale
A riprova dei contatti tra Micenei e mondo Ittita, è stata mostrata l’immagine di copertina del libro: un cervo d’argento rinvenuto nella Tomba 4 di Micene.
- Si tratta di un oggetto ittita, che dimostra chiaramente gli scambi tra Micene e l’Anatolia nel XVI secolo a.C.
- L’aspetto più interessante è che i Micenei lo hanno trasformato in un ryton (vaso per libagioni), aggiungendo un foro sul dorso dell’animale.
Questo reperto, conservato al Museo Nazionale di Atene, è una perfetta sintesi del rapporto culturale e rituale tra Micenei e Ittiti, e funge da simbolo per il dialogo tra le due civiltà affrontato nel libro.
In conclusione, il dibattito ha richiamato l’attenzione sull’importanza delle radici greche nella civiltà occidentale (democrazia, centralità dell’uomo) e ha concluso con un forte appello per il ritorno dei Marmi del Partenone ad Atene, nello splendido Museo dell’Acropoli.
Durante la seconda metà del II millennio a.C. due grandi realtà politicamente e geograficamente distinte segnarono la storia della Grecia, dell’Egeo e dell’Anatolia: l’Impero miceneo e l’Impero ittita. Micenei e Ittiti fanno parte della vasta gamma dei popoli indo-europei. I Micenei occuparono il Sud della penisola balcanica alla fine del III millennio a.C. Nel XVII secolo a.C., a contatto con la brillante civiltà minoica, ne impararono le arti e la scrittura prima di imporsi ai loro maestri e di conquistare l’isola di Creta nel 1450 a.C. Gli Ittiti, approdati in Anatolia a loro volta nel III millennio a.C., ebbero con le comunità hattiche locali un rapporto di forte interazione che può essere paragonato a quello riscontrabile fra la cultura minoica e quella micenea.

