Logo
Casamicciola Terme. Bastonata ai taxisti: licenza sospesa a sette operatori

Il provvediemtno si aggiunge ad altrettanti emessi nel corso dell’estate appena trascorsa. I conducenti del servizio pubblico da piazza finiscono nel mirino del Comune dopo una serie di controlli effettuati dalla Polizia Municipale: le ordinanze firmate da Gaetano Grasso bloccano l’attività per un periodo compreso tra i 10 e i 15 giorni. Tra le violazioni riscontrate, vetture lasciate incustodite e tariffe irregolari applicate

Continua il pungno duro dell’amministrazione comunale di Casamicciola Terme contro i tassiti. Un colpo durissimo inferto alla categoria investita da una consistente mole di atti di natura amministrativa. Nella giornata di ieri il Comune di Casamicciola e in particolare gli operatori del servizio pubblico da piazza. Sette tassisti del comune termale si sono visti infatti sospendere la licenza, colpiti da altrettante ordinanze firmate dall’ingegnere Gaetano Grasso, responsabile dell’Area VII – Manutentiva, Patrimonio e Demanio. Una pioggia di provvedimenti che per fortuna dei destinatari (forse in maniera del tutto casuale, forse perché dal palazzo municipale di via Salvatore Girardi non hanno voluto infierire) arriva in un momento in cui la stagione turistica si è di fatto conclusa e rimanere inattivi per qualche giorno non pesa alla tasca come sarebbe successo invece in piena stagione estiva. Ovviamente dietro ad ogni singola ordinanza si racconta e si snoda una storia, un episodio, un dettaglio che ha spinto il governo del sindaco Giosi Ferrandino (che già in alta stagione aveva per la verità utilizzato il pugno duro) a far scattare la sospensione del titolo di guida professionale. Tutto nasce da una serie di segnalazioni arrivate alla Polizia Municipale durante la stagione turistica. L’isola, travolta come ogni estate dal flusso di visitatori, ha visto moltiplicarsi i controlli sui servizi pubblici non di linea: taxi, noleggio con conducente, natanti. E proprio quei controlli, condotti tra maggio e giugno, hanno portato a una serie di verbali che, settimane dopo, si sono tradotti in provvedimenti ufficiali. Le prime sei ordinanze, numerate dal n. 84 al n. 89 firmate proprio nella giornata di ieri, riguardano episodi simili: tassisti che avrebbero lasciato incustodito il proprio veicolo, in violazione dell’articolo 33, comma 2, lettera o) del regolamento comunale per gli autoservizi pubblici. Un comportamento apparentemente banale, ma che il regolamento punisce con severità, prevedendo – già alla prima infrazione – la sospensione della licenza per dieci giorni. Nel linguaggio burocratico delle ordinanze la frase ricorre come un ritornello: “nella qualità di titolare Taxi n.… lasciava incustodito il proprio mezzo”. Ma tradotto in termini concreti significa che alcuni tassisti, durante la loro attività, si sarebbero allontanati lasciando l’auto in sosta, senza presidio, violando le regole del servizio pubblico. Non si tratta solo di una dimenticanza o di una pausa prolungata: per il Comune, si tratta di una violazione diretta delle norme che garantiscono il funzionamento e la sicurezza del servizio, oltre che il decoro urbano in un territorio dove l’immagine del taxi è parte integrante dell’accoglienza turistica. Tutti i conducenti coinvolti – assistiti dallo stesso legale, l’avvocato Gianluca Palomba – hanno presentato memorie difensive, chiesto accesso agli atti e cercato di differire i termini del procedimento. Ma, come si legge in ciascuna ordinanza, “le memorie difensive non sono tali da giustificare la non applicazione della sanzione”. Il Comune, insomma, non ha avuto dubbi: la sospensione doveva scattare. Le ordinanze, firmate digitalmente dall’ingegnere Grasso, impongono ai conducenti di consegnare la licenza entro 24 ore dalla notifica all’ufficio SUAP. La settima ordinanza, la n. 90 emessa sempre ieri, racconta invece un episodio ben diverso e, per certi versi, ancora più grave. In questo caso, a finire sotto i riflettori non è stato un taxi incustodito, ma una “incongruenza tariffaria” segnalata da un cliente. Secondo quanto emerso, il tassista avrebbe violato l’articolo 33, comma 2, lettera g) del regolamento comunale, non applicando correttamente la tariffa né attivando il tassametro nel tratto aggiuntivo di corsa richiesto dal passeggero. Il viaggio, partito dal porto di Casamicciola e diretto al porto di Forio, si era prolungato fino alla zona del Soccorso. Tuttavia, invece di riattivare il tassametro o emettere una nuova ricevuta, l’autista avrebbe rilasciato il documento solo alla fine della corsa, contravvenendo alla norma che impone di fornire la ricevuta prima della partenza quando si applica una tariffa predeterminata. Un errore – o una turbata, a seconda dei punti di vista – che è costato caro: sospensione della licenza per quindici giorni, trattandosi di prima violazione. In tutti i provvedimenti compare la firma dell’ingegnere Gaetano Grasso, figura centrale nella macchina amministrativa casamicciolese. È lui, in qualità di responsabile dell’Area Tecnica, a chiudere i procedimenti e ad adottare le misure previste dal regolamento comunale. Grasso, negli atti, richiama costantemente la necessità di “garantire il rispetto delle regole e l’equilibrio del servizio pubblico”, sottolineando che le infrazioni, anche se apparentemente minori, “non possono restare prive di conseguenze”.