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Amalfi com’era nel 1910: il tempo sospeso di una fotografia

È riemersa sui social una splendida fotografia d’epoca, probabilmente risalente al 1910, che ritrae il cuore antico di Amalfi com’era oltre un secolo fa. Nella scena, il centro storico appare quasi immutato rispetto a oggi: le stesse case affacciate sulla piazza, i vicoli stretti e luminosi, l’inconfondibile prospettiva della Cattedrale che domina con la sua maestosità. Il tempo sembra essersi fermato tra quelle pietre, che ancora raccontano la vita operosa e serena di un borgo affacciato sul mare.

Al centro della foto, in piedi, si distingue Antonio Porpora (1879-1949), allora poco più che trentenne. Era un uomo alto — ben un metro e novanta — e apparteneva a una storica famiglia della Costiera. Figlio di Costantino Porpora, originario di Conca de’ Marini, e di Giovanna Pinto, di Vietri sul Mare, aveva uno zio sacerdote, don Salvatore Porpora, canonico della Cattedrale di Amalfi. Antonio ebbe cinque sorelle: Rosa, Teresa, Luisa, Maria e Immacolata.

Cinque anni dopo lo scatto, avrebbe sposato la napoletana Almerinda Castaldo, con la quale mise al mondo cinque figli: Giannina, Rosa, Teresa, Costantino e Maria Immacolata, detta Titina. La loro discendenza fu numerosa e vivace: tredici nipoti in tutto, tra cui l’autore del ricordo, decimo in ordine di nascita. Antonio ebbe modo di conoscere solo i primi quattro: Giuseppina Tozzi, detta Mimma, Eugenio Tozzi, Linda Tozzi ed Elvira De Luca.

Morì improvvisamente il 18 febbraio 1949, colpito da un ictus. Rimane, di lui, questa immagine che attraversa il tempo come una finestra aperta sul passato, testimone di una Amalfi antica ma intatta, dove l’architettura e la memoria si intrecciano in una continuità commovente tra generazioni, pietre e mare.

(foto da fb Antonio Porpora)