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Addio a Ornella Vanoni, la “Signora” della Canzone Italiana

Addio a Ornella Vanoni, la “Signora” della Canzone Italiana. Il mondo della musica e dello spettacolo italiano è in lutto per la scomparsa di Ornella Vanoni, una delle interpreti più raffinate e longeve, vera icona della nostra cultura. L’artista si è spenta a Milano all’età di 91 anni a seguito di un malore nella sua abitazione, lasciando un vuoto incolmabile. Con una carriera che ha attraversato oltre settant’anni, Ornella Vanoni è stata molto più di una cantante: è stata un’attrice, una cantautrice e, soprattutto, una voce unica e inconfondibile, dotata di un timbro sofisticato e immediatamente riconoscibile che l’ha resa la “Signora” della canzone d’autore. Nata a Milano il 22 settembre 1934, la Vanoni esordì nel mondo dello spettacolo nel 1956 come attrice, formandosi al Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler, con cui ebbe anche un’importante relazione sentimentale. Fu Strehler a intuirne il potenziale nella musica, portandola a debuttare con le celebri “Canzoni della mala” (scritte da artisti del calibro di Strehler, Dario Fo e Gino Negri), che le diedero la prima, iconica etichetta di “cantante della mala”. La sua ascesa fu rapidissima. Brani come “Senza fine” (scritta da Gino Paoli, altro suo grande amore) e “L’appuntamento” sono diventati pilastri della musica italiana. La sua versatilità l’ha portata ad attraversare generi e culture, dal pop d’autore alla bossa nova (memorabile il progetto del 1976 con Toquinho e Vinícius de Moraes), fino al jazz, collaborando con musicisti internazionali come George Benson e Herbie Hancock. Ornella Vanoni vanta numeri da record: oltre 100 lavori pubblicati tra album, EP e raccolte, con un totale stimato di oltre 55 milioni di dischi venduti. La sua carriera è costellata di prestigiose collaborazioni con i più grandi autori italiani: da Gino Paoli a Lucio Dalla, da Fabrizio De André a Paolo Conte, Ivano Fossati, e in tempi più recenti con artisti come Renato Zero e Riccardo Cocciante.

​Tra i suoi massimi riconoscimenti spiccano:

  • ​La vittoria del Festival di Napoli nel 1964 con Tu sì ‘na cosa grande (in coppia con Domenico Modugno).
  • ​Otto partecipazioni al Festival di Sanremo, dove ottenne un secondo posto con Casa bianca (1968).
  • ​È stata l’unica donna ad aver vinto per ben due volte il Premio Tenco come cantautrice.

​Negli ultimi anni, era tornata al grande pubblico, mantenendo una lucida e ironica presenza mediatica, culminata con la partecipazione fissa a programmi televisivi, dimostrando ancora una volta la sua tempra e la sua inimitabile “luccicanza”. L’Italia perde oggi una voce che ha saputo raccontare l’amore, la passione e l’eleganza, con un’intensità interpretativa che resterà per sempre nella storia della nostra musica.