PUAD e spiagge della Costiera: stabilimenti balneari in rivolta
|Stabilimenti balneari della Costiera Amalfitana in subbuglio: obbligo di 5 bagni ogni 30 ombrelloni
Le nuove regole del PUAD regionale impongono bagni, docce e spazi obbligatori ogni pochi ombrelloni, creando difficoltà economiche e vincoli paesaggistici lungo tutta la Costiera.
La prossima stagione balneare potrebbe partire sotto una nuvola di dubbi per i gestori degli stabilimenti della Costiera Amalfitana. I nuovi requisiti minimi previsti dal PUAD regionale stanno creando forte preoccupazione lungo tutta la costa: da Maiori a Positano, passando per Amalfi e Atrani. Le norme impongono che ogni 30 ombrelloni ci sia un bagno, insieme a docce calde e fredde, spogliatoi, aree verdi, postazioni per la raccolta differenziata e servizi di salvataggio. Per le spiagge strette o con spazi limitati, queste prescrizioni rischiano di occupare più superficie di quella disponibile, rendendo difficile garantire un’esperienza balneare confortevole per i bagnanti.
Il problema non è solo di spazi, ma anche economico. Installare e mantenere tutti i servizi obbligatori – dal pronto soccorso alla pulizia quotidiana, fino alle docce e ai bidoni – grava interamente sui Comuni e sui concessionari, senza alcun supporto regionale. In una realtà come quella della Costiera, dove il terreno è spesso in pendenza e le aree demaniali sono ridotte, le regole rischiano di diventare inapplicabili. I vincoli paesaggistici, un patrimonio unico al mondo, rendono quasi impossibile realizzare tutte le strutture richieste senza alterare il paesaggio e creare un effetto di “ingombro” visivo lungo la costa.
Gli operatori e i sindaci della Costiera Amalfitana guardano con attenzione alla prossima stagione balneare, ma la questione è stata recentemente rilanciata dal sindaco di Atrani, Michele Siravo. Il primo cittadino ha evidenziato le difficoltà derivanti dall’applicazione rigida dei requisiti minimi obbligatori del PUAD regionale, che impongono un numero elevato di bagni, docce, spogliatoi e altri servizi ogni pochi ombrelloni, rischiando di occupare gran parte delle spiagge e di generare costi insostenibili.
La richiesta avanzata da Siravo e che potrebbe presto diventare un tema condiviso da altri comuni della Costiera, è di introdurre flessibilità o deroghe motivate. L’obiettivo è garantire i servizi essenziali per la balneazione in modo proporzionato alle dimensioni delle aree e al numero di utenti, senza compromettere la fruibilità delle spiagge né l’equilibrio paesaggistico che rende unica la costa. In sostanza, si chiede alla Regione Campania di valutare caso per caso, preservando al contempo la sicurezza, il decoro e la bellezza dei luoghi.
La posta in gioco è alta: se le norme rigide dovessero obbligare a installare più servizi che ombrelloni, il rischio è snaturare l’identità della Costiera Amalfitana, patrimonio UNESCO, e rendere le spiagge poco gestibili o economicamente poco sostenibili. La speranza è che la Regione ascolti le esigenze dei Comuni costieri e trovi un equilibrio tra sicurezza, decoro e tutela del paesaggio, così da preparare la prossima stagione balneare senza creare un vero e proprio “corto circuito” burocratico.

