Roma. Camera dei Deputati, Palazzo San Macuto. A Corrado Calabrò il Premio di Cultura Mediterranea “Fernand Braudel”
Segnalazione di Maurizio Vitiello – A Corrado Calabrò il Premio di Cultura Mediterranea “Fernand Braudel”.
Sarà consegnato il 31.10.2025, alla Camera dei Deputati, Palazzo San Macuto, Roma.
Corrado Calabrò è nato nel 1935 a Reggio Calabria, si è laureato in giurisprudenza nel giugno 1957 all’Università di Messina con 110 e lode. Entrato per concorso, nel maggio ’68, nella magistratura del Consiglio di Stato, provenendo dalla magistratura della Corte dei Conti, ne è divenuto Presidente di sezione nel 1982.
Presso il Consiglio di Stato è stato addetto sia alle sezioni giurisdizionali che a quelle consultive, nonché al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Sicilia.
Al Consiglio di Stato è stato presidente aggiunto alla III Sezione dal 1990 e della V Sezione dal 1996.
Presidente titolare della III Sezione dal 1997 al 2000.
Presidente titolare della Sezione per gli atti normativi dal 1° gennaio 2001.
E’ stato estensore di sentenze pilota sull’effettività e concludenza della tutela giurisdizionale.
Dal 1° ottobre 2001 al 9 maggio 2005 è stato presidente del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, dove ha presieduto anche la I Sezione, ch’è quella che si occupa della funzione pubblica nell’economia ed in particolare dell’Antitrust, della Consob, della Banca d’Italia.
Dal 1963 al 1968 è stato Capo della Segreteria tecnico-giuridica del Presidente del Consiglio dei Ministri Aldo Moro a Palazzo Chigi.
E’ stato poi Capo di gabinetto in vari ministeri: Bilancio, Mezzogiorno, Sanità, Industria, Agricoltura, Marina mercantile, Poste e telecomunicazioni – nel 1978 -, Pubblica istruzione e università, Politiche comunitarie, Riforme istituzionali. E’ stato Presidente del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore. Presidente dell’Associazione magistrati del Consiglio di Stato dal luglio 1999 al settembre 2001.
Dal 2005 al 2012 è stato Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
E’ autore di monografie in diritto del lavoro e in diritto amministrativo.
Tra queste, gli scritti in materia di giudizio di ottemperanza e quelli che tendono a spostare l’oggetto del giudizio dall’atto dell’azione amministrativa si collocano, con innovativi apporti, nel solco di una profonda svolta nel diritto amministrativo.
Poeta e scrittore, per la sua opera letteraria l’Università Mechnikov di Odessa, nel 1997, e l’Università Vest Din di Timisoara, nel 2000, gli hanno conferito la laurea honoris causa.
Ecco la nota editoriale sul suo libro “Quinta dimensione. Poesie scelte 1958-2018”:
Con questa nuova edizione delle sue poesie scelte, Corrado Calabrò affida al lettore un’opera antologica preziosa e aggiornata alla sua produzione più recente, mantenendo inalterata la struttura in sezioni che illumina i temi fondamentali della sua sessantennale attività di scrittura: un autoritratto poetico da cui emerge la forte consapevolezza raggiunta con la piena maturità espressiva, capace di stabilire rapporti profondi fra testi nati in momenti diversi della vita.
Il mare, l’astrofisica e l’amore risultano gli elementi cardine intorno ai quali ruota il pensiero emozionale del poeta, tenuti insieme dall’energia che dà forma alla salda pronuncia del dettato, tra classico e sperimentazione, nella variabilità di forme che spaziano dal poemetto all’epigramma.
«La vera originalità del Calabrò» ha scritto Carlo Bo nel 1992, individuando uno dei motivi centrali dell’intera sua opera «sta nell’essersi staccato dai modelli comuni per inseguire una diversa sperimentazione poetica Ha cantato non il suo mare, ma piuttosto l’idea di un mare eterno e insondabile.»
Accompagnano le poesie due significative riflessioni d’autore.
La densa postfazione, intitolata C’è ancora spazio, c’è ancora senso per la poesia, oggi?, costituisce un bilancio dei multiformi interessi e della passione profusa da Calabrò nel fare poesia; l’altra nota è invece dedicata al poemetto Roaming – apparso per la prima volta nel volume La stella promessa del 2009 e ora posto in apertura di questo libro – che rappresenta forse l’opera più suggestiva di Calabrò. Dopo duemila anni dal De rerum natura di Lucrezio, infatti, l’astrofisica è tornata ad essere, in forma onirica, materia di poesia.
In conclusione, questo libro di Corrado Calabrò ci permette di conoscere i suoi tagli poetici e i segmenti operativi che l’hanno sempre contraddistinto.
Le sue poesie regalano spazi e sogni, vicende minute.
Le qualità delle elaborazioni poetiche del poeta riescono a segnalare l’immediatezza del pensiero forte e supremo, nonché sciolte visioni del presente collegate a futuri probabili.
La sua poesia avvince e convince, premia il lettore.
La fondata ragione poetica colpisce e supera problematiche, persuade e raccoglie una rete di emozioni vitali per narrare l’essenzialità della vita.

