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Quarta edizione del Corso Concorso un fumetto per l’ambiente, intervista al fumettista Giovanni De Martino  
Alcuni momenti della lezione di Giovanni De Martino

Sorrento, mercoledì 8 ottobre presso il Liceo Artistico “F.S. Grandi” diretto dalla Prof.ssa Pasqua Cappiello, alla presenza del Presidente C.M.E.A., Avv. Luca Vittorio Raiola, che ne è l’ideatore, ha preso il via la Quarta edizione del corso-concorso “Un fumetto per l’ambiente” con il primo dei 21 workshop che quest’anno avranno per tema le “Sette meraviglie del mondo antico” con l’auspicio di stimolare la curiosità e la creatività dei giovani fumettisti in erba perché possano riscoprire il fascino dell’archeologia, il rapporto del mondo antico con l’ambiente e la creazione dei topos. L’ambientalismo moderno certamente non esisteva ai tempi dei nostri padri, ma c’erano pratiche di rispetto della natura e preoccupazioni per l’esaurimento delle risorse. Basti pensare che sebbene gli antichi Greci e Romani svilupparono una visione ambivalente, con una forte tendenza al dominio della natura, non mancarono anche tra loro alcune forme di protezione ambientale e riflessioni etiche sull’uso delle risorse, come evidenziato dalle opere di autori come Plinio il Vecchio e Seneca. Protagonista della prima lezione dell’edizione 2025 del corso un giovane disegnatore di talento Giovanni De Martino, al quale sono stati affidati “I giardini pensili di Babilonia”. Questa che segue è una breve intervista che il fumettista mi ha gentilmente concesso.

  • Complimenti per la bella lezione, è sempre un piacere cogliere l’entusiasmo dei ragazzi e delle ragazze che partecipano a questo corso per le lezioni che proponete loro, vorrei esordire, chiedendole di raccontarci il suo percorso professionale.

Grazie, volentieri. Ho cominciato a studiare fumetto e disegno all’età di 24 anni. La passione la coltivavo da bambino ma è da adulto che ho deciso di dedicare tutto me stesso a quest’arte, lasciando il lavoro per poter fare ciò che più amavo e amo. Ho studiato presso la Scuola Italiana di Comix diretta da Mario Punzo, ho cominciato con un anno di disegno base, poi sono passato al fumetto. Dopo alcuni anni ho avuto la possibilità al Comicon di presentare alla Star Comics il portfolio che avevo maturato. Ai responsabili piacque e mi presentarono Davide Caci da qui la svolta (D. Caci ha fondato l’agenzia Arancia Studio, con cui produce fumetti per il mercato italiano e soprattutto internazionale. Per Panini si occupa delle serie di Mirka Andolfo. Negli Stati Uniti ha organizzato l’uscita di coproduzioni di Arancia Studio con l’editore Ima N.d.A). Grazie a Caci sono entrato nel mondo dei professionisti del fumetto realizzando storie e mini storie soprattutto per il mercato francese per l éditions Petit à Petit. Dopo quest’esperienza francese ho sentito il bisogno di lanciarmi nella Graphic Novel realizzando un fumetto scritto e disegnato da me, è nato così “Prima del buio” un thriller horror, colorato da Helen Berti, che ha incontrato i favori del pubblico e degli addetti ai lavori. “Prima del buio” è stato pubblicato dalla Shockdom, che come lei sa, ahinoi, ha chiuso definitivamente nel 2024 dopo ventiquattro anni di storia. Un vero peccato.

  • Che cosa ha rappresentato “Prima del buio” per lei?

Un’altra importante esperienza formativa, vede quando ti arriva una sceneggiatura il disegnatore si limita a seguire quanto stabilito dall’autore, quando sei tu lo sceneggiatore oltre che il disegnatore hai la possibilità di calarti completamente nella creazione di un’opera, ne vivi tutte le fasi ed è un percorso di gestazione e creazione molto più impegnativo ed affascinante.

  • A chi è ispirato “Prima del buio”?

Le posso confessare che essendo amante di David Lynch in parte ho provato a riproporre il suo stile onirico, se così si può dire, che caratterizza certa sua narrativa e filmografia. Mi piace riproporre certe ambientazioni e racconti misteriosi, con i quali al contempo catturare l’attenzione del lettore per poi sorprenderlo con colpi di scena mai banali e fini a se stessi.

  • Prima l’ho ascoltata raccontare ai ragazzi di Moebius (fumettista francese noto come Gir, pseudonimo di Jean Giraud (1938 –  2012) N.d.A.), mi viene spontaneo chiederle quali sono per lei i grandi Maestri di quest’arte, che ammira o vorrebbe imitare.

Beh, di disegnatori che adoro potrei citarne tantissimi e spesso non rispecchiano neanche il mio stile. Quelli che mi vengono in mente ora sono Goran Parlov, che personalmente considero il miglior disegnatore al mondo in circolazione. Poi l’argentino Eduardo Risso, tra gli americani Mike Mignola (noto per aver creato il personaggio di Hellboy, N.d.A.) Paul Azaceta, che ammiro tanto quanto il compianto John Paul Leon (1972 – 2021). Ma le ripeto seguo un po’ tutti i mercati anche quello giapponese perché un disegnatore deve sempre essere aperto a tutti gli stili e culture. Da tutti puoi imparare per arricchire te stesso sia tecnicamente che culturalmente.

  • Venendo al tema del corso “I giardini pensili di Babilonia” che cosa mi può raccontare in merito.

Le dirò che ne sapevo ben poco, mi sono quindi dovuto documentare. Secondo una leggenda, il re Nabucodonosor II costruì i giardini pensili per la sua moglie media, la regina Amytis, perché le mancavano le verdi colline della sua terra natale. Ecco è questa storia d’amore che mi ha colpito. Vorrei che i ragazzi nelle tavole, che realizzeranno, possano esaltare l’amore per la natura che aveva la regina che è poi l’amore e il rispetto che ognuno di noi dovrebbe coltivare per il Creato in generale, per la propria terra d’origine in particolare.

  • Infine le chiedo dei suoi futuri progetti

Tornando a “Prima del buio”, dopo quest’esperienza decisi di scrivere una nuova Graphic Novel, ma colpito da un grave lutto, per qualche anno mi son fermato. Da poco ho ricevuto una nuova proposta alla quale sto lavorando ma, le chiedo scusa, per un accordo di riservatezza che ho con l’editore, non posso parlarle.

Va bene allora sarà occasione di una nuova intervista quando il fumetto sarà pubblicato per poterne parlare e pubblicizzarlo. La ringrazio, anzi mi piace aggiungerle che ha visto bene su Nabucodonosor e Amytis, ricordo che dalla “Semiramide” di Gioachino Rossini  all’album “Evermore” di Taylor Swift, per venire ai giorni nostri, i giardini pensili rappresentano davvero un tema ambientale esaltante e una storia d’amore molto affascinanti. Buon lavoro

a cura di Luigi De Rosa

Giovanni De Martino, fumettista Giovanni De Martino, disegnatore

Luca Vittorio Raiola Nella foto intervento dell’avv. Luca Vittorio Raiola nelle vesti di sceneggiatore