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“Ci siamo stancati”: l’urlo dei tifosi del Sorrento invade Piazza Sant’Antonino. Stadio e dignità, le richieste al Comune. La pazienza è finita. Dopo quasi tre anni di “esilio” forzato a 150 chilometri di distanza, i tifosi del Sorrento Calcio hanno rotto gli indugi e sono scesi in strada questa mattina, in una manifestazione che ha portato il loro grido di protesta dritto davanti al palazzo municipale. L’appuntamento era in Piazza Tasso, il cuore pulsante della città, da dove è partito un corteo composto dai gruppi organizzati e da semplici appassionati, tutti uniti dal desiderio di rivedere il “Sorrento a Sorrento”. La marcia si è conclusa in Piazza Sant’Antonino, sotto le finestre del Comune, dove i sostenitori rossoneri hanno chiesto a gran voce chiarezza e soluzioni definitive sul futuro dello Stadio Italia. ​L’atmosfera era carica di amarezza e frustrazione. I tifosi si sentono traditi da una situazione che definiscono “surreale e insostenibile”. Dalla promozione in Serie C, la squadra è costretta a giocare le sue partite casalinghe sul campo neutro di Potenza, a causa dell’inadeguatezza dello stadio cittadino e del continuo slittamento dei lavori di riqualificazione. “Basta chiacchiere, rivogliamo lo stadio!” questo, in sintesi, il messaggio lanciato dai manifestanti. L’odissea, infatti, è costellata di promesse non mantenute e rassicurazioni che si sono scontrate con una realtà fatta di intoppi burocratici, difficoltà logistiche e, ultimamente, anche con il sequestro di un campo di allenamento esterno utilizzato dalla prima squadra, la Immobile Academy. “Siamo stanchi di subire, di essere presi in giro da chi dovrebbe tutelare lo sport e l’immagine della nostra città,” hanno tuonato i rappresentanti della tifoseria. “Ci hanno promesso che i lavori sarebbero partiti, che la squadra sarebbe tornata a casa, e invece siamo ancora qui, ‘apolidi’, a percorrere centinaia di chilometri per sostenere i nostri colori.” La situazione non è solo un disagio sportivo: l’esilio a Potenza rappresenta una ferita per il tessuto sociale di Sorrento, privando la comunità di un importante momento di aggregazione e identità. Le mancate risposte da parte delle Istituzioni territoriali hanno esasperato gli animi, portando alla mobilitazione di oggi. La protesta di stamattina è un segnale forte e chiaro alla politica locale: la misura è colma. I tifosi del Sorrento non sono più disposti ad accettare l’esilio e chiedono con determinazione la fine di un’odissea che sta mettendo a dura prova la passione e la pazienza di un’intera città. Il conto alla rovescia per un ritorno a casa è iniziato, e la piazza ha chiesto che sia il più breve possibile.