Profonda gratitudine della famiglia a tutto il personale di Villa Arianna di Scisciano
Amalfi, scomparsa professore Leone: “Grazie per aver reso lieve l’ultimo viaggio”
Ida Desiderio, insieme ai figli Carla, Pierpaolo e Claudio, desidera affidare a queste parole un sentito ringraziamento per il grande affetto e la vicinanza che tutti hanno saputo donare nel momento più buio della loro vita, segnato dalla perdita dell’adorato Antonio Leone.
Sono stati tantissimi i gesti, gli omaggi floreali, i messaggi, i ricordi e le parole che hanno raccontato chi era Antonio: un uomo gentile, educato, rigoroso e sensibile, un professore appassionato e rispettato, capace — con il suo esempio e il suo silenzio — di lasciare un segno profondo in generazioni di studenti.
Nel giorno dei funerali, il centro storico di Amalfi si è fermato in un abbraccio collettivo, per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, tra l’affetto e la stima di chi lo ha conosciuto e amato.
Grazie di cuore a tutto il personale dell’Istituto Comprensivo di Amalfi — docenti e collaboratori scolastici di ieri e di oggi — che si sono stretti come un’unica famiglia per salutare il loro caro ex vice preside. Grazie alla vicinanza dell’Istituto Comprensivo Di Giacomo – De Nicola di Agerola, dove, purtroppo non ha mai iniziato ad insegnare, per la delicatezza con cui ha omaggiato Antonio.
Grazie a tutti gli ex alunni, che hanno riempito i banchi della cattedrale con la loro presenza e il loro affetto, dimostrando che i suoi insegnamenti e il suo esempio continuano a vivere nei loro cuori.
Un ringraziamento speciale va alla struttura Villa Arianna di Scisciano, che ha accolto Antonio negli ultimi mesi della sua vita.
“Quando una vita giunge al suo ultimo tratto di cammino, ogni gesto, ogni sguardo, ogni parola assume un valore diverso: diventa carezza, sollievo, presenza. In quei momenti così fragili e silenziosi, ciò che più conta non è vincere la malattia, ma accompagnare con amore chi la sta attraversando.
Nella struttura che ha accolto Antonio negli ultimi mesi della sua vita, io e i nostri figli, che non lo abbiamo lasciato lì da solo un attimo, abbiamo scoperto cosa significa davvero la cura: non solo quella dei corpi, ma quella dei cuori. Lì, tra le mura di un luogo che potrebbe apparire di dolore, abbiamo trovato invece una straordinaria umanità, fatta di mani che accarezzano, voci che rassicurano, sorrisi che non chiedono nulla in cambio.
Ogni membro del personale — medici, infermieri, operatori, volontari — ha saputo donare non solo competenza e dedizione, ma una presenza autentica, fatta di rispetto, discrezione e tenerezza. È grazie a loro se l’ultimo capitolo della vita di Antonio non è stato segnato solo dalla sofferenza, ma anche da momenti di pace, di dignità, di serenità ritrovata. Avete confortato noi tutti in ogni istante.
Un hospice non è un luogo di fine, ma di profondo amore. È uno spazio dove il dolore viene accolto, ascoltato e trasformato in vicinanza. Dove la morte, pur restando mistero e ferita, si fa un po’ meno spaventosa, perché circondata da mani che sanno tenere e da cuori che sanno comprendere.
Per tutto questo, la nostra gratitudine è immensa. Perché in quella casa di cura abbiamo trovato non solo assistenza, ma accoglienza vera, e perché Antonio ha potuto percorrere il suo ultimo tratto di strada con la stessa dignità e dolcezza con cui aveva vissuto”.

