“40 Secondi” trionfa alla Festa del Cinema di Roma; il film di Vincenzo Alfieri, regista di origini amalfitane, conquista due premi
Roma, 26 ottobre 2025 – Alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, il film 40 Secondi, diretto da Vincenzo Alfieri, ha conquistato non uno ma due riconoscimenti di rilievo, consacrandosi come una delle opere più intense e commoventi del concorso. Il cast si è aggiudicato il Premio Speciale della Giuria, mentre Enrico Borello è stato premiato con il Premio L.A.R.A. 2025 come Miglior Interprete.
Lo straordinario riconoscimento al cast sottolinea il valore corale del film. Alfieri, infatti, ha intrecciato al fianco di interpreti affermati – come Francesco Di Leva, Sergio Rubini e Maurizio Lombardi – giovani talenti scoperti direttamente per strada attraverso un accurato street casting. Il risultato è un amalgama autentico, che restituisce alla vicenda uno spessore emotivo quanto mai umano.
Parallelamente, il premio a Enrico Borello segna un riconoscimento individuale meritatissimo: la sua interpretazione riesce a incarnare con delicatezza e forza la complessità morale di un personaggio immerso nella tensione e nel dolore di un evento cruciale.
40 Secondi prende vita dal libro di Federica Angeli, 40 secondi. Willy Monteiro Duarte. La luce del coraggio e il buio della violenza, edito da Baldini + Castoldi. Il film ripercorre, con uno sguardo corale e teso, le ventiquattro ore precedenti all’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo di 21 anni di origini capoverdiane brutalmente ucciso la notte tra il 5 e il 6 settembre 2020 a Colleferro.
Attraverso una narrazione che alterna molteplici punti di vista — Willy compreso — viene svelata la banalità del male: un litigio scatenato da un’eccessiva parola, una reazione sproporzionata, tensioni latenti che si trasformano in una tragedia che poteva sembrare improbabile.
Le riprese sono iniziate il 16 giugno 2025 e si sono protratte per sette settimane, per lo più nell’area romana, sotto la produzione di Eagle Pictures. Il cast comprende, oltre a Borello, Gheghi, Di Leva, Rubini, Lombardi e Beatrice Puccilli, e si distingue nel mix fra voci già note e volti emergenti.
Secondo i dati ufficiali, 40 Secondi è stato presentato in concorso nella sezione Progressive Cinema del festival capitolino il 17 ottobre 2025, e sarà distribuito nelle sale italiane a partire dal 19 novembre 2025 con Eagle Pictures.
In un panorama cinematografico che spesso teme di misurarsi con la cronaca contemporanea, la scelta di Alfieri è stata quella di non ridurre la vicenda a un thriller o a un cliché melodrammatico, ma di restituirla nella sua drammatica essenzialità. Recensioni già diffuse parlano di un’opera “sporco, diretto, essenziale, indignato” che fa tremare per il contatto con la verità, anziché edulcorarla.
Il premio al cast appare così più che simbolico: è un tributo al lavoro collettivo, alla fiducia reciproca tra regista e interpreti, e al coraggio di portare sul grande schermo una storia che chiede una presa di coscienza, soprattutto presso il pubblico giovane.
Alfieri ha commentato: “Il cinema è fatto di persone, di sguardi e di fiducia reciproca. La Festa del Cinema di Roma ci ha onorato prima con la partecipazione in concorso e ora con questo riconoscimento”. Ha aggiunto che ogni attore — professionista o debuttante — ha “nei propri occhi un’anima buona, la stessa che aveva Willy”. Con queste parole, il regista auspica che la vicenda giunga al pubblico con “amore e rispetto”.
Prima dell’uscita ufficiale in sala, è prevista un’anteprima nazionale nelle scuole, il 17 novembre 2025 alle ore 9:30, con diretta streaming del regista e del cast: un momento pensato come occasione di dialogo e riflessione sui temi trattati nel film (violenza, integrazione, responsabilità).
Il 19 novembre, poi, 40 Secondi avrà la sua prima “uscita vera” per il pubblico. Dopo i riconoscimenti a Roma, l’attesa è alta: il film non aspira solo a suscitare emozione, ma a provocare dibattito. In un’Italia che fatica a guardare senza filtri le proprie ferite, un film come questo può diventare uno specchio collettivo.

