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Stop alle demolizioni, consiglio comunale a Lacco Ameno vota per il differimento delle esecuzioni degli ordini giudiziali

Il presidente della civica assise, Dante De Luise, ha convocato una seduta di consiglio comunale a Lacco Ameno che si è svolta in seduta straordinaria tenutasi ieri lunedì prossimo 1 settembre alle ore 9.30 in prima convocazione o in seconda mercoledì 3 settembre sempre alla stessa ora. All’ordine del giorno è stato inserito un solo punto che di seguito riportiamo: Ordinanza del comitato europeo dei diritti sociali del 2 luglio 2025 (reclamo collettivo n. 244/2025 del centro europeo per i diritti dei Rom): atto di indirizzo per il differimento delle esecuzioni degli ordini giudiziali di demolizione.« Il Consiglio Comunale ha deliberato un punto all’ordine del giorno che considero fondamentale. Voglio innanzitutto ringraziare l’intero consesso per aver votato all’unanimità: non era scontato, e invece si è mostrata una grande compattezza su un tema tanto delicato.- ha detto De Luise- Sull’isola, così come in tutta la Campania, viviamo un’emergenza abitativa che non può più essere ignorata. Per questo, quando sento dire che bisogna trovare una sistemazione per 550 Rom – e lo dico chiaramente, non perché ce l’abbiamo con i Rom – io penso che la priorità debba essere data prima di tutto agli italiani, ai cittadini di Lacco Ameno, dell’isola d’Ischia e dell’intera Campania. Per troppo tempo, infatti, siamo stati trattati come cittadini di Serie B su questo tema. È chiaro che ci auguriamo un effetto domino: il nostro obiettivo è proprio questo. Mi sembra naturale sperare che anche gli altri Consigli comunali dell’isola d’Ischia, e successivamente quelli della Campania, possano seguire il nostro indirizzo politico, rafforzando così una voce comune. Colgo l’occasione per ringraziare anche gli onorevoli di Fratelli d’Italia, che hanno proposto di riaprire i termini del cosiddetto terzo condono per la regione Campania. È una proposta concreta e importante, e il mio auspicio è che il Governo possa intervenire legislativamente su questo punto, per dare finalmente una soluzione definitiva a un problema che si trascina da troppo tempo».

Gli fa eco il sindaco Giacomo Pascale che evidentemente ha già scordato la firma del protocollo pro abbattimenti “senza esitazione” firmato con il Procuratore presso il Tribunale Nicola Gratteri  che annunciava la campagna “tolleranza zero” sugli immobili abusivi di prima o di seconda necessità non fa differenza.

«Noi riteniamo – e  il Consiglio Comunale di Lacco Ameno lo ha affermato con forza – che sia possibile e che si debba, politicamente, fare ogni sforzo per trovare una soluzione capace di tenere insieme due esigenze fondamentali: da un lato l’urgenza e la necessità di applicare la legge, ristabilendo la legalità, e dall’altro il diritto umano e sociale alla casa, soprattutto alla prima casa. Quello che chiedono le associazioni, i comitati, la Chiesa e oggi anche le istituzioni locali, è che non ci siano disparità di trattamento: perché queste demolizioni, purtroppo, colpiscono in gran parte solo la Campania, mentre alla comunità dei Rom, per esempio, l’Europa chiede all’Italia di garantire comunque tutele negli sgomberi dei campi. Noi riteniamo che questa sia una questione prima morale che politica. La proposta che viene dai comitati e dalle associazioni che vivono sulla propria pelle questo dramma è una proposta seria, credibile. E lo è proprio perché parte da una consapevolezza: non ha più senso, oggi come ieri, accanirsi contro la Procura della Repubblica che non fa altro che applicare la legge; non ha senso continuare a cercare cavilli giuridici o rimandare provvedimenti all’infinito. Siamo tutti consapevoli che il problema non è giudiziario, ma politico. Per questo, insieme alle associazioni, accolgo con favore e ringrazio, a nome della mia comunità, Sua Eccellenza il Vescovo per le parole pronunciate ieri in occasione della messa per San Giovanni Giuseppe della Croce, nostro patrono. Sono parole che ci accompagnano in questo percorso difficile. Il nostro auspicio è che questa voce non resti isolata, ma che si allarghi: che almeno cento sindaci e cento consigli comunali della Campania si uniscano a noi, per far sentire tutti insieme le nostre ragioni. Ragioni che sono prima di tutto sociali, umanitarie. E a chi le vogliamo far sentire? Alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla quale mi appello non solo come Capo del Governo, ma anche alla sua sensibilità di donna, e poi al Presidente della Camera e al Senato, cioè al legislatore che deve assumersi la responsabilità di una scelta chiara su questo tema. Bisogna porre fine a questa sorta di roulette russa che condanna a perdere la casa solo i poveri cristi. È arrivato il momento di dare risposte concrete e di farlo con coraggio e umanità