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Fincantieri Castellammare: da domani 100 operai senza lavoro. La crisi dell’indotto navale

A Castellammare di Stabia lo storico stabilimento Fincantieri si trova oggi in una situazione delicata. Dopo il varo dell’ultimo troncone, in programma ci sarebbero altri due segmenti da costruire, ma oltre a questi non sono previste ulteriori commesse. A conti fatti, il sito di Piazza Amendola garantirebbe lavoro a rotazione solo fino al 2026, senza prospettive concrete per il periodo successivo.
La crisi non riguarda solo l’azienda principale ma si estende a tutto l’indotto. Diverse inchieste hanno interessato le ditte fornitrici e l’ultima vede coinvolta un’impresa con oltre cento operai che da domani si troveranno senza lavoro. La situazione, dunque, colpisce centinaia di famiglie stabiesi e mette in evidenza la fragilità dell’intero tessuto produttivo locale.
Il dramma quotidiano dei lavoratori dei capannoni stabiesi riguarda tanto le difficoltà immediate delle ditte quanto la mancanza di prospettive future. La situazione attuale appare ancora più grave se confrontata con quella del 2010, quando la città visse una stagione di scioperi intensa: oggi, invece, i sindacati sembrano in gran parte silenti.
Tra le proposte sul tavolo ci sono il ribaltamento dello scalo, il bacino e possibili riconversioni produttive, ma il nodo principale rimane l’assenza di commesse assegnate direttamente da Trieste, sede centrale di Fincantieri. Le poche opportunità disponibili non bastano a coprire la mole di lavoro del cantiere navale italiano e lasciano a secco le aziende locali, molte delle quali forniscono occupazione a circa 3.000 famiglie.
Tra i casi più recenti c’è una ditta classificata come “indesiderata”, che negli ultimi mesi ha completato solo i lavori già assegnati senza riceverne di nuovi. Due mesi fa, inoltre, gli operai della stessa impresa sono stati sottoposti a controlli da parte delle forze dell’ordine, che hanno rilevato irregolarità di poco conto.
Il quadro complessivo dipinge una realtà preoccupante per la classe operaia stabiese, fatta di lavoratori con anni di esperienza e competenze nella costruzione navale, ma oggi alle prese con un futuro incerto e pieno di difficoltà.