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TARANTO / SORRENTO – Sebbene non sia stata selezionata per la sessione poster del prossimo Convegno di Studi sulla Magna Grecia, la proposta della testata online Positanonews ha acceso i riflettori su un’opera di inestimabile valore storico e ingegneristico: l’Acquedotto Formiello, situato nella Penisola Sorrentina. Il 64° convegno, che si terrà a Taranto dal 25 al 28 settembre 2025, è dedicato al tema “La Magna Grecia e l’acqua: natura e cultura” e ha visto una forte affluenza di proposte per la sua prima sessione poster.

L’abstract presentato da Positanonews, a firma di Lucio Esposito, descriveva l’Acquedotto Formiello come “un esempio straordinario di ingegneria idraulica nell’antica Campania Felix”. L’opera, lunga circa due miglia e mezzo, risale all’età romana e si distingue per la sua complessità costruttiva, essendo prevalentemente scavata nel tufo vulcanico. Il progetto evidenziava una pendenza costante e una luce del cunicolo uniforme, testimoniando la notevole perizia tecnica dei costruttori.

Nonostante l’interesse scientifico riconosciuto dalla commissione, la proposta non è stata accolta. Nella comunicazione ufficiale, la commissione ha spiegato che “per la necessità di procedere a una selezione tra le numerose proposte pervenute… ha ritenuto di non poterla accogliere e di dare la precedenza a ricerche su casi di studio meno circoscritti, nei quali le strutture idriche risultano più direttamente collegate all’organizzazione degli insediamenti”. La commissione ha sottolineato che tali ricerche sono più in linea con le relazioni già in programma per la Sezione B1 del convegno, a cui la proposta di Positanonews si riferiva.

L’Acquedotto Formiello, un’opera magistrale, non solo convogliava acqua da sorgenti locali ma era anche alimentato da una rete complessa di altri acquedotti minori e canali, come quello di S. Massimo e il Majano. Questo sistema idrico, che riflette la metodologia costruttiva greco-romana, culminava nelle conserve romane di Sorrento, confermando l’importanza cruciale della risorsa idrica e l’ingegnosità impiegata per gestirla. Lo studio di tali infrastrutture, come sottolineato nell’abstract, è fondamentale per comprendere l’organizzazione sociale ed economica delle antiche civiltà e offre spunti di riflessione sulle attuali problematiche idrogeologiche.

Nonostante la mancata selezione, la proposta di Positanonews ha comunque contribuito a mettere in luce l’importanza di un patrimonio archeologico spesso meno conosciuto, stimolando la ricerca e l’interesse verso l’affascinante mondo dell’ingegneria idraulica antica in Campania.

Generico settembre 2025Generico settembre 2025Generico settembre 2025Generico settembre 2025

programma dei lavori

SALONE DI RAPPRESENTANZA DELLA PROVINCIA DI TARANTO PALAZZO DEL GOVERNO VIA ANFITEATRO, 4
GIOVEDÌ 25 SETTEMBRE
15,00 Saluti istituzionali
16,20 Conferenza inaugurale: Rorse idriche e problematiche attuali nell’halia Meridionale
(D. Laforgia)
17,00 Pausa
17,20 Relazione della Soprintendenza competente per il territorio di Taranto
18,00 Introduzione generale e presentazione del Programs (E Greco)
18.20 Discussione
VENERDÌ 26 SETTEMBRE
9,00 Sezione A. L’acqua, elemento naturale e componente essenziale del territorio e del paesaggio. Introduce e presiede M. Lombardo.
9,20 L’acqua nell’ecosistema mediterraneo, tra clima e idrogeologia (H. Brumeton)
10,00 Antropologia dell’acqua (N. Breda)
10,40 Pausa
11,00 A. L’acqua in Sicila e in Magna Grecio: problematiche generaŭ e recenti linee di ricerca (5. Bouffier)
11,40 A.2 Porsaggi dell’acqua marvazioni ed esperienze mediative tra Grecia e Occidente (M. D’Acuro, St. De Vido)
12.30 Discussione
15,00 Sezione B. L’acqua risorsa essenziale per la vita delle comunità
15,00 B.1 Infrastrutture. Introduce e presiede Francesco D’Andria.
15,20 B.1.1 Approvvigionamento e conservacione (sorgent, pozzi, cisterne) (G. Polizzi)
16,00 B.1.2 Regimentazione, distribucione, gestione e smaltimento (canali, acquedott, fontane, cinachej. Tavola Rotonda, Introduce e coordina L. Cerchiai, partecipano C. Malacrino (Architethee dell’acqua in M. G.), A. De Siena (Metaponte), D. Elia (Locri), L. Cicala (Helio P. Munzi (Cama), G.
Mastrocinque (Toronto), M.C. Parello (Agrigento, per un confronto).
17,45 Pausa
18,00 B.2 Campi e forme di impiego
18,00 B.2.1 Igiene e salute a. Il balameion dal paradigma attico alle sperimentazzons magnogreche (C. Di Nicuole)
18,25 B.2.1 Igiene e sainte b. Acqua e balneazione nell Dalia meridionale tra il II secolo a Ceill d.C. (M. Trümper)
18,50 Discussione
19.30 Inaugurazione mostra ἀρχή, il principio e l’acqua presso il MATA

+
SARATO 27 SETTEMBRE
9,00 B.2.2 Agricoltura (J. Zahrbach)
9,40 B23 Manifatiae e artigianato (A. Esposito, G. Sanidas)
10,20 B2.4 Lagune, stagni, paludi ima rmorsa per la cuma (M. Cuangiulio)
11,00 Pansa
11,20 Sezione C. L’acqua nella dimensione culturale. Introduce e presiede C. Ampole.
11,40 C.1 Z’orizzonte religioso-cultuale: 1. Culti delle acque, sinfe e divenuta fhesalt. Evia materiali e iconografiche. Tavola rotonda. Introduce e coordina Cl. Pouzadoux, partecipanon Portale e C. Roscino
12,40 Discussione
15,00 C2 L’orizzonte religioso-cultuale 2. L’acqua net santari. Tavola rotonda. Introduce e coos M. Osanna, partecipano T.E. Cinquantaquattro (S. Biagio alla Umella); C. Parra (Coulonna, sante di Punta Stilo).
16,00 C.3 La dimmine politica (Fl. Frisme)
16,40 Pausa
17,00 C4 L’ozzonte ghuridico, leggi, regolamenti, contrott (E. Rosamilia)
17,40 C.S. Kalliston hydor. L’artizonte poetico e filosofico (C. Catenacci)
18,30 Discussione
CASTELLO ARAGONESE
DOMENICA 28 SETTEMBRE
9,15 Sessione conclusiva
9,15 Discussione Poster (a cura di G. Mastrocinque)
10,30 Pausa
10,45 Discussione generale. Introduce, coordina e concinde A. Poutrandolfo
ISTITUTO PER LA STORIA E L’ARCHEOLOGIA DELLA MAGNA GRECIA

SVOLGIMENTO DEI LAVORI E NORME DI PARTECIPAZIONE
II 64° Convegno di Studi sulla Magna Grecia si svolgerà a Taranto dal 25 al 28 settembre 2025 nel salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto Palazzo del Governo, via Anfiteatro 4 e nella galleria meridionale del Castello Aragonese. Il tema verrà illustrato attraverso una serie di Relazioni e Tavole Rotonde. I riassunti delle relazioni saranno distribuiti agli iscritti prima dell’inizio dei lavori. Alle sedute seguirá una libera discussione: gli interventi dovranno essere strettamente pertinenti al tema e la loro durata non potrà superare i cinque minuti.
I testi degli interventi, insieme a quelli delle relazioni, verranno pubblicati nel volume degli Atti.
E prevista l’esposizione di poster e di pannelli sulle attività di scavo in Magna Grecia, da parte di tutte le Soprintendenze del territorio, nonché di Università e Istituti di ricerca.
Per la prima volta è prevista una sessione di poster dedicata a casi di studio attinenti alle tematiche del Convegno, che saranno esposti per tutta la durata del Convegno nella stessa sede e che saranno discussi la mattina di domenica 28 settembre nel corso della sessione conclusiva.
Venerdi 26 settembre sarà, inoltre, inaugurata, presso il MArTA, una mostra dedicata ol tema del Convegno, dal titolo άρχή, il principio e l’acqua.
Come ogni anno, nel corso del Convegno si terrà la Fiera del Libro di interesse sto-rico-archeologico (invito rivolto agli editori, alle Università e agli Istituti culturali).
La partecipazione al Convegno è aperta a tutti gli studiosi e gratuita. La quota di iscrizione, libera, è fissata in € 100,00 e dà diritto a ricevere gli Atti e
le altre eventuali pubblicazioni relative al Convegno. La quota va inviata a mezzo bonifico sul c/c bancario (IBAN IT23V0538515801000000120987) o versamento sul c/c postale 10442747 Posta centrale Taranto, intestati all’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia, Palazzo Pantaleo, Vico Civico-74123 Taranto. Per facilitare la partecipazione al Convegno di giovani studiosi interessati all’argomento e meritevoli d’incoraggiamento, sono messi a concorso contributi di studio di € 250,00 ciascuno (€ 300,00 per i residenti all’estero). Le informazioni sul bando di concorso sono disponibili sul sito www.istitutomagnagrecia.it. Anche i beneficiari di detti contributi fruiranno delle agevolazioni riservate ai convegnisti, ad eccezione delle pubblicazioni.
per ulteriori informazioni rivolgersi a
Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia Palazzo Pantaleo, Vico Civico 74123 Taranto Tel. 099-7375747 E-mail: isamg@libero.it
Sito web: www.istitutomagnagrecia.it

ACQUEDOTTO DEL FORMIELLO
L’acquedotto del Formiello riceve l’acqua dalla parte settentrionale del Monte
Vico Alvano, ,ed è aJimentato da altri piccoli acguedotti: quello di San Massimo,
quello del Rione Maiano ed un altro senza nome, che si immette in quello del
Forrniello, nei pressi di Trinità. Questo acquedotto riversa le sue acque nei cisternoni
della famiglia Spasiano, a Sorrento. L’acqua, proveniente dai monti, viene raccolta
in una grossa vasca, situata a Petrulo, e divisa per 2/5 a Piano e 3/5 a Sorrento e
Sant’Agnello. Fino al XIX0 secoio, questo acquedotto risulta ancora attivo, a c011-
ferma della bontà della costruzione. Ad esso si uniscono due altri acquedotti: quello
di Santa Maria a Cerignano, che nasce presso i Colli,e l’altro di Casa Lauro,
costruiti in sostituzione di quelli di San Massimo e dell’altro “senza nome”, trovati
ostruiti. Questo importante acquedotto, di epoca romana, è stato studiato e descritto
dall’architetto L. Cangiano, il quale ha curato una pubblicazione sul tema, agli inizi
del Ventesimo secolo, della quale segue uno stralcio. Quest’opera d’ingegneria forse
costituisce la testimonianza più eloquente della civiltà romana, sul nostro territorio.
“Questo acquedotto ha origine nel territorio del comune di Piano, nella contrada
denominata Petrulo, alle falde settentrionali del monte Vico Al vano, e precisamente
comincia alla profondità di palmi 60 al di sotto della superficie del casamento di                                                                                   proprietà dei signori Francese Attanasio e Giacomo Califano, avendo verticalmente
un pozzo spiraglio per potervi penetrare. A cominciar da quel sito esso segue una
direzione da oriente verso occidente essendo costrutto attraverso del terreno di alluvione
dell’epoca terziaria, ed avendo masso di fabbrica per suolo, muri nei due lati,
covertura a volta e la luce di palmi 2 per 7; e per la lunghezza di palmi 40. Dal mulino,
poi, fino al territorio del signor Aniello Rosato, per la lunghezza di palmi 36, traversa
fuori terra la piccola valle. Indi prosegne passando sotto i territori della contrada
di San Liguori ed arriva fino alla strada ed al ponte detto di Formiello.
Sempre scavato nella massa solida del tufo vulcanico, con la luce pressochè
costante di palmi 2 per 9 passa al di sotto ed attraverso il territorio ed il casamento
del barone Mirra. Da qui, poi, continuando a scendere verso valle attraversa per
sotto i casamenti della contrada Mortora, i consecutivi territori della stessa contrada,
e quelli della susseguente detta Legittimo; e traversando per sotto il rivolo di
Legittimo e la pubblica strada chiamata Paradisiello arriva sotto il mezzo della strada
sorrentina e precisamente innanzi alla casina del signor Don Camillo Cacace ove
resta alla profondità di palmi 45 sotto il suolo.
Seguita poi la sua direzione sotto la strada sorrentina fino al largo Pozzopiano e
di là fino al largo di San!’ Aniello, per la massima parte traversa per sotto dei casamenti
e dei giardini che stanno a dritta della strada e continuando il suo cammino
arriva presso il largo detto Marano. Dal detto sito volgendo a sinistra e traversando
per sotto il largo stesso, l’ acquidotto percorrendo, per sotto i giardini di Stiffa arriva
alla prima delle conserve romane che stanno nel borgo della città di Sorrento, e
vi versa l’acqua che conduce a livello dell’imposta della volta di covertura.
L’ acquidotto Formiello che, dalla sua origine al termine, ha la lunghezza sviluppata
di miglia due e mezzo, è un’opera molto interessante, e che grande spesa e fatica
dové costare. Esso, come è detto di sopra, per la massima parte della sua lunghezza
è scavato attraverso della massa solida del tufo vulcanico, ha la luce pressoché
costante di palmi due per nove, con intonaco sul suolo, e fino all’altezza di palmi
quattro sulle laterali pareti come si osserva nei pezzi rimasti. Per tutta la sua lunghezza
resta sempre a molta profondità sotto la superficie del suolo, il suo sviluppo
abbenché tortuoso non ha gomiti o svolte molto risentite, ed in generale ha una grande
pendenza. Non ad uguale distanza, ma per tutta la sua lunghezza vi sono verticalmente
dei pozzi spiragli, cavati nello stesso tufo, i quali arrivano fino alla superficie
del suolo, e dovettero essere fatti per stabilire l’andamento e la pendenza da darsi
all’acquedotto onde facilitarne la costruzione e da servire per potervi penetrare nel
doverlo espurgare o restaurare o aerearlo.
Può dirsi adunque un’opera maestrevolmente fatta e corrispondente in tutto al
metodo di costruzione dei Greci e dei Romani. La stessa sua denominazione corrisponde
alla voce latina Formulae, ed infine, perché il suo andamento è sviluppato in
modo da dover pervenire, come arriva, alla prima delle antiche conserve suddette è
forza conchiudere che l’acquidotto Formiello è della stessa epoca delle conserve; e
che perciò conta circa diciannove secoli.”