Claudio d’Esposito (WWF): “Il fondo agricolo di Vico III Rota a Sorrento è stato acquisito al patrimonio comunale”
12 settembre 2025 | 19:48
Riportiamo integralmente l’intervento di Claudio d’Esposito – Presidente WWF Terre del Tirreno – sulla questione del fondo agricolo di Vico III Rota a Sorrento:
Il fondo agricolo di Vico III Rota a Sorrento è stato acquisito al patrimonio comunale!
Apprendo con soddisfazione che parte del fondo a via Rota dove doveva sorgere un’autorimessa interrata è stato acquisito a patrimonio comunale!
Quella di Vico III Rota a Sorrento è apparsa una storia infinita… iniziata col fantomatico permesso di costruire rilasciato il 24.11.2010 alla EDIL GREEN s.r.l. dai commissari ad Acta Arch. Lucio Grande e sig. Dario Perasole su progetto dell’ing. Graziano Maresca… e culminata con una violenta aggressione subita dal sottoscritto, da parte di un imprenditore legato a filo diretto all’affare “BOXLANDIA” di Vico III Rota.
L’intervento del parcheggio interrato su tre livelli con 285 box auto, che portò in pochi giorni alla distruzione del giardino è storia nota.
Ad opporsi con forza, sin dal primo momento, c’erano il WWF Terre del Tirreno e il compianto avvocato Giovanni Antonetti, oltre all’associazione V.A.S. di Sorrento.
Di quel fondo oggi resta un baratro nel terreno scavato a metà: assieme agli aranci c’erano anche ulivi secolari importanti e maestosi, divelti dalle ruspe che lavorarono alacremente al buio e sotto la pioggia per disboscare in fretta l’agrumeto.
Il Comune di Sorrento, sotto la guida del Commissario Prefettizio Rosalba Scialla coadiuvata dal Sub Commissario Ambrosanio Mario, con ordinanza dirigenziale n. 188 dell’11 settembre 2025, a firma del dirigente del VI Dipartimento Vincenzo Limauro, ha finalmente ufficializzato l’acquisizione gratuita al proprio patrimonio di un’area di 1.325 metri quadrati in via Rota, a seguito di opere edilizie eseguite senza titolo abilitativo e non sanate.
Il provvedimento, emesso ai sensi dell’articolo 31, comma 3, del D.P.R. 380/2001, riguarda l’area residuale del fondo censito al N.C.T. Foglio 2, particella 1326 di proprietà del sig. Adriano Bellacosa, situata a Vico III Rota.
L’acquisizione gratuita di immobili al patrimonio pubblico è una delle misure più incisive previste dalla normativa nazionale per contrastare l’abusivismo edilizio. E’ un segnale di attenzione al rispetto delle regole. Questo nuovo provvedimento conferma la linea di rigore adottata dall’amministrazione per tutelare il paesaggio e la legalità urbanistica, in un contesto delicato come quello della Penisola Sorrentina
Resta ora da capire quale sarà l’effettiva destinazione dell’area di via Rota, che dovrà in prospettiva, essere destinata ad usi di interesse collettivo.
Continueremo con i nostri avvocati e con i tanti cittadini, attivisti e volontari, che ogni giorno ci sostengono e incoraggiano, a seguire la vicenda affinchè nel fondo distrutto tornino tutti gli alberi e il verde… come prima… anzi di più!!!
La vicenda di Vico III Rota rappresenta solo la “punta di un iceberg” di quel fenomeno da noi definito “Boxlandia”.
Sono passati quasi 25 anni dalla fantomatica Legge 19/2001 – la cui erronea e forzata interpretazione ha permesso ad imprenditori avidi e senza scrupoli, con la complicità di amministratori e tecnici locali, di modificare il paesaggio agricolo della penisola sorrentina con una violenza senza precedenti, resa possibile da una fervente attività di ruspe e betoniere, abili e frenetiche nel trasformare gli storici fondi agricoli con agrumi, noci, ciliegi e ulivi secolari, in enormi baratri in cemento dove parcheggiare le auto, col millantato e ormai sbugiardato proposito di risolvere il problema del traffico e dell’inquinamento e la promessa (mai mantenuta) di chiudere i centri storici al traffico!
Ora che il Business Boxlandia sembrerebbe saturo, nonchè imploso sotto il peso di una miriade di sentenze e noie giudiziarie, collezionate in due decenni di tenace opposizione ambientalista, i tempi sono maturi per stimolare le istituzioni, gli albergatori e gli stessi cittadini ad unirsi concretamente per proteggere i fondi agricoli sopravvissuti, salvaguardando un paesaggio che in tanti ancora ci invidiano e dal quale trae linfa vitale l’intero indotto turistico della Penisola sorrentina.
Eppure non bisogna abbassare la guardia se, come è vero, nel comune di Meta, in virtù di un Permesso di Costruire rilasciato alla SO.GE.PA. srl (n.d.r. ben nove anni fa (!) nel 2016) sono ripartiti in questi giorni lavori edili, in un fondo agricolo posto in curva sul Corso Italia, per realizzare l’ennesimo scatolone interrato per box privati al posto dell’agrumeto!!!
Ci auguriamo che i nostri politici inizino quanto prima a riflettere coscienziosamente sulle scelte di pianificazione territoriale, e imparino ad essere scrupolosi custodi delle bellezze che il creato ci ha donato, difendendo l’oro giallo, premuto dai frutti degli alberi più antichi del mondo, dalla dilagante tentazione di sostituirlo con l’oro grigio, colato dalle betoniere e alimentato, troppo spesso, da un mix di imprenditoria, politica e criminalità, come i fatti recenti di cronaca giudiziaria sembrerebbero dimostrare.
Claudio d’Esposito – Presidente WWF Terre del Tirreno







