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Campania, il centrodestra alla ricerca del candidato: il nome di Edmondo Cirielli resta in bilico

La partita per la candidatura alla presidenza della Regione Campania continua a restare aperta e, allo stesso tempo, complicata. La decisione spetta ai leader nazionali, con Giorgia Meloni in prima linea, ma la rosa dei nomi sul tavolo del centrodestra appare sempre più affollata: tra politici di lungo corso e figure civiche, i potenziali candidati si moltiplicano, tanto che in alcuni ambienti si inizia a parlare della necessità di fare un passo indietro.
Uno dei protagonisti di questa fase di stallo è Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e volto di Fratelli d’Italia. Da tempo indicato come favorito per Palazzo Santa Lucia, il salernitano conosce bene lo scenario politico campano e il sistema di potere consolidato da Vincenzo De Luca. Secondo indiscrezioni, Cirielli avrebbe confidato ai suoi di considerare la sua eventuale candidatura come una “cortesia” al partito, consapevole che la sfida non sarebbe semplice, soprattutto dopo la scelta di Elly Schlein di mantenere unita la coalizione di centrosinistra attorno a De Luca, così da lanciare Roberto Fico senza fratture interne.
L’ex presidente della Camera, intanto, si muove già da candidato in pectore: ieri ha partecipato con il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, all’inaugurazione di uno spazio dedicato a Giogiò Cutolo presso il centro Asterix di San Giovanni a Teduccio. «La sanità deve essere il primo punto dell’agenda di una coalizione per la Regione», ha dichiarato Fico, mantenendo però toni prudenti.
Sul fronte opposto Cirielli non nasconde il peso di una sfida che definisce “in salita” e ricorda che, sebbene le possibilità di una sua candidatura siano ancora alte, non c’è entusiasmo da parte di Meloni nel vederlo lasciare il lavoro legato al Piano Mattei, uno dei dossier strategici del governo. Proprio per evitare squilibri nell’esecutivo era già tramontata, mesi fa, l’ipotesi di Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno.
Intanto il vertice decisivo del centrodestra continua a slittare: giovedì potrebbe essere la giornata giusta, ma prima andranno chiusi i nodi su Veneto e Puglia, in un effetto domino che blocca anche la Campania.
Nel frattempo, il dibattito interno non si ferma. Mara Carfagna, ex ministro ora in quota Noi Moderati, ha criticato l’alleanza Pd-M5s definendola “un accordo tra deboli” e non nasconde la propria disponibilità a candidarsi. Con lei, oltre a Cirielli per FdI, resta in campo anche Gianpiero Zinzi per la Lega. Ma i partiti guardano con interesse anche a nomi civici, opzione favorita soprattutto da Forza Italia: tra i più citati i rettori Matteo Lorito e Gianfranco Nicoletti, l’imprenditore Costanzo Jannotti Pecci e il prefetto Michele Di Bari.
Un nome che potrebbe mettere tutti d’accordo sarebbe quello di Giosy Romano, commissario della Zes unica, ma la sua vicinanza a Raffaele Fitto non convince Cirielli, rendendo difficile una sintesi. Sullo sfondo, infatti, resta anche la rivalità interna a Fratelli d’Italia per il controllo del partito nel Sud.
Il governatore De Luca osserva con attenzione queste tensioni. Già ad agosto aveva commentato: «C’è uno scontro tra Fratelli d’Italia e Forza Italia: i primi puntano su Cirielli, i secondi su Romano». Intanto i botta e risposta tra i partiti si susseguono. Fulvio Martusciello, coordinatore regionale di Forza Italia, ha rivendicato il ruolo centrale dei berlusconiani per attrarre l’elettorato moderato. Immediate le repliche dei meloniani, che insistono sulla necessità di coesione.
Tra i nomi evocati nelle ultime ore c’è anche quello dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano, attuale capolista di FdI, citato dall’ex parlamentare Amedeo Laboccetta come possibile outsider.
Il quadro, insomma, resta incerto e frammentato. In attesa della decisione finale di Meloni e degli altri leader di coalizione, il centrodestra continua a muoversi tra veti incrociati, ambizioni personali e la consapevolezza che sfidare il sistema De Luca non sarà impresa semplice.