Bisaccia (AV). Castello. TRA FEDE E CARNE Sguardi antropologici sui riti dei Battenti campani con foto di Raffaele Maglione e Raffaele Calafiore
Segnalazione di Maurizio Vitiello – TRA FEDE E CARNE Sguardi antropologici sui riti dei Battenti campani con foto di Raffaele Maglione e Raffaele Calafiore al Castello di Bisaccia
TRA FEDE E CARNE
Sguardi antropologici sui riti dei Battenti campani
Fotografie di Raffaele Maglione e Raffaele Calafiore
Evento di Nonsoloparole Edizioni e Raffaele Calafiore
Castello Ducale di Bisaccia
Durata: 14 giorni
Inaugurazione sabato 6 settembre 2025 – ore 18.30
Visitabile fino a sabato 11 ottobre 2025
La mostra “Tra Fede e Carne” propone un viaggio visivo e antropologico nel cuore della religiosità popolare campana, attraverso lo sguardo profondo e partecipe di due fotografi napoletani: Raffaele Maglione e Raffaele Calafiore.
Due indagini parallele che, pur partendo da contesti distinti, si incontrano nel desiderio comune di documentare e comprendere i linguaggi del sacro incarnati nei corpi, nei gesti e nei territori dei fedeli.
Maglione ci guida tra le vie di Guardia Sanframondi, nel Sannio beneventano, durante i riti settennali di penitenza: un evento raro e intensissimo, dove i Battenti, a petto nudo e incappucciati, marcano la loro devozione attraverso il sangue e la sofferenza rituale. Le sue immagini restituiscono non solo l’impatto visivo di questi atti estremi, ma anche la dimensione collettiva e spirituale di una fede che si tramanda nel tempo e si radica profondamente nella comunità.
Calafiore invece si immerge nell’universo dei Fujenti, i devoti della Madonna dell’Arco, che ogni Lunedì in Albis invadono le strade della Campania in pellegrinaggio. I suoi scatti colgono l’energia travolgente del movimento, la fisicità della preghiera in corsa, l’estasi dei volti, la devozione incisa nei corpi che si prostrano in pubblico per una grazia ricevuta o desiderata.
Le fotografie in mostra non sono semplici testimonianze documentarie: sono frammenti di una ricerca visiva che si fa strumento di osservazione e riflessione antropologica. Due approcci stilistici e sensibili che, pur differenti, riescono a dialogare attraverso la forza delle immagini, aprendo uno spazio di confronto sul senso del sacro, sul corpo come veicolo di fede, e sul ruolo della religiosità popolare nei territori del Sud.

