Atrani, 15 anni fa l’alluvione che sconvolse la Costiera Amalfitana: la memoria di Francesca Mansi non si spegne
Sono passati esattamente quindici anni da quel tragico 9 settembre 2010, quando una violenta alluvione si abbatté sul borgo di Atrani. Un giovedì pomeriggio funesto che trasformò il pittoresco villaggio della Costiera Amalfitana in uno scenario di fango e distruzione, lasciando una ferita profonda nella memoria collettiva.
La furia della natura, scatenata dalle intense precipitazioni, travolse il cuore del paese. La colata di fango e detriti, ingrossata dalla piena del torrente Dragone, non lasciò scampo a tutto ciò che incontrò sul suo percorso. La tragedia costò la vita a Francesca Mansi, una giovane donna di 25 anni originaria del vicino borgo di Minori. Francesca si trovava in un bar del centro storico e fu sorpresa dalla violenza dell’acqua e del fango.
L’alluvione di Atrani è un triste monito che la comunità della Costiera Amalfitana non dimentica. Un tragico ricordo che sottolinea la vulnerabilità del territorio e la fragilità della vita di fronte alla forza degli elementi. La memoria di Francesca Mansi è tuttora viva e onorata, simbolo di una ferita che, a quindici anni di distanza, non si è ancora rimarginata.
La memoria come bussola: gli interventi per un futuro più sicuro
Nel suo discorso, il sindaco Siravo ha voluto onorare la memoria delle vittime – oltre a Francesca Mansi, anche Ciccio Corvino, scomparso pochi giorni dopo, e Carmine Abate, morto a gennaio dello stesso anno in una frana al confine tra Amalfi e Atrani – definendo il loro ricordo “il motore della nostra responsabilità“.
“Possiamo definire come la bussola che orienta ogni scelta che facciamo per rendere Atrani un borgo più sicuro,” ha dichiarato Siravo. “Un borgo più forte ma soprattutto un borgo più consapevole.”
Il primo cittadino ha illustrato una serie di interventi strutturali già avviati o in fase di progettazione e appalto, che mirano a proteggere il paese:
- Messa in sicurezza dei costumi rocciosi: Un progetto esecutivo da oltre 3,6 milioni di euro, finanziato per intervenire su entrambi i versanti del paese.
- Rifinitura della scogliera Frangiflutti: Un’opera strategica da 3,5 milioni di euro, attualmente in fase di valutazione ambientale.
- Miglioramento del deflusso del torrente Dragone: Con un investimento di circa 900.000 euro, il progetto ha ottenuto tutti i pareri necessari ed è in procinto di andare in gara d’appalto.
- Rifacimento del Centro Operativo Comunale: Il cuore della Protezione Civile locale sarà presto messo in sicurezza per svolgere un ruolo strategico.
- Sistema di videosorveglianza: È stato attivato un sistema in quota per monitorare in tempo reale le “vasche borboniche” e i punti più delicati del territorio.
- Collaborazione intercomunale: Grazie a un finanziamento regionale ottenuto in collaborazione con i comuni di Amalfi, Conca dei Marini, Furore, Praiano e Positano, è in corso l’aggiornamento del Piano di Protezione Civile e la predisposizione di un piano intercomunale di emergenza.
Il sindaco ha inoltre annunciato la ricerca di ulteriori finanziamenti per opere indispensabili come lo “scolmatore di piena” e ha lanciato un appello alla Regione Campania e ai comuni a monte per l’apertura di un tavolo tecnico istituzionale, sottolineando che “un paese non si protegge da solo“.
Un impegno costante per il territorio
Siravo ha concluso il suo discorso con un messaggio di speranza e di responsabilità condivisa: “La sicurezza è un bene prezioso e fragile. Un borgo come il nostro non si costruisce solo con le grandi opere. Si costruisce ogni giorno con la pianificazione, con la programmazione, con la prevenzione che agisce prima ancora dell’emergenza. Perché la vera sicurezza nasce nella quotidianità, nella cura silenziosa e costante che tutti, amministratori, tecnici e cittadini, dobbiamo avere verso il nostro splendido territorio. Atrani non dimentica Francesca, Ciccio, Carmine e non dimentica tutte le vittime del dissesto idrogeologico. Il loro ricordo è la nostra responsabilità.”




