Ragazzi definiti "nottambuli, nullafacenti, deficienti"
|Amalfi: percussioni notturne con un divano e un tavolino; il caso divide i social
Un gruppo di giovani ha improvvisato, intorno alle 2 di questa mattina, un’esibizione alle percussioni utilizzando strumenti di fortuna: un divano e un tavolino, trovati tra i rifiuti ingombranti che si possono buttare il giovedì. Il fatto è avvenuto sulla strada in Piazza Flavio Gioia, in prossimità della Darsena.
La scena, ripresa in un video diffuso sui social, ha subito generato un acceso dibattito.
Da un lato, non sono mancate le lamentele da parte di residenti e turisti per il disturbo alla quiete pubblica; dall’altro, molti utenti hanno commentato con toni critici nei confronti dei ragazzi, definiti in alcuni post “deficienti”, “nottambuli” e “nullafacenti”.
A replicare, moltissimi giovani, alcuni protagonisti del fatto, altri semplici spettatori. Un commento in particolare ha attirato l’attenzione, scritto da L.B.; la ragazza ha contattato la nostra redazione per esprimere il suo punto di vista e far si che arrivi a più persone possibili.
“Con amarezza leggiamo parole rivolte a noi giovani, etichettati come deficienti, senza voglia di lavorare e nottambuli. È un giudizio pesante, soprattutto se a pronunciarlo sono adulti che un tempo sono stati come noi: notti in giro, errori, leggerezza, voglia di sentirsi vivi”, scrive L.B.
La ragazza riconosce che certi comportamenti possano risultare inopportuni, ma invita a non dimenticare che la gioventù, in ogni epoca, è stata anche leggerezza ed eccesso. “Non chiediamo applausi — conclude — ma rispetto ed educazione. Noi giovani non siamo il problema: siamo la continuità, la linfa che terrà in piedi questo Paese”.
I giovani, pur consapevoli che talune circostanze possano risultare inopportune o arrecare disagio, rivendicano il diritto al rispetto e chiedono di non essere etichettati con appellativi che non rispecchiano la loro condizione. La maggior parte di essi studia, lavora e manifesta il legittimo desiderio di potersi dedicare ad attività ricreative, a condizione che siano predisposte le circostanze idonee a consentirlo senza generare disturbo o disagio nei confronti di coloro che appartengono alle generazioni precedenti, quali genitori, nonni, zii o altri familiari.
Il caso resta aperto: tra richieste di maggiore rispetto per la tranquillità notturna e la difesa di uno spazio di espressione giovanile, la discussione continua a dividersi sui social.
(foto dai social)


