La notizia: un Comitato per la "Delocalizzazione del Porto Commerciale" nella zona industriale di Pontecagnano.
|Vietri sul Mare: Il Masterplan del Porto di Salerno rischia d’inghiottire la Baia. L’altra Vietri contro il progetto.
La lista civica “L’altra Vietri” conferma la ferma opposizione al progetto di ampliamento del Porto di Salerno, la cui realizzazione è prevista entro il 2030.
È di ieri un lungo post firmato dalla capogruppo consiliare, l’avvocato Emilia Senatore, che spiega ciò che non si dice sul “nuovo” Masterplan, il piano strategico a cura dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, che in realtà risulterebbe approvato nel 2016, infatti le opere previste sono di fatto già in fase di esecuzione.
La prima fase del programma è già stata realizzata con il molo di sopraflutto ed il cambiamento della bocca d’ingresso al porto, che ha comportato da qualche anno, la modifica delle rotte di navigazione, provocando inquinamento e moti ondosi turbativi della balneabilità e dello sviluppo naturalistico, di un’area ben più estesa di quella del comune di Vietri.
La seconda fase prevede invece l’allargamento di 22metri del molo di sottoflutto, confine storico territoriale dal 1960 tra Salerno e Vietri: “Lo hanno stabilito le delibere di consiglio comunale n.2 del 1959 del Comune di Vietri e la n.103 del Comune di Salerno, confluite nel decreto n.766/1960 del Presidente della Repubblica Gronchi“.
Il porto a ponente include anche l’area della Baia, col rischio di “distruggere una delle più belle e rappresentative spiagge di Vietri […] inglobata dal Masterplan” del porto commerciale.
La Senatore prosegue affermando che previsioni del piano portuale rischiano di calpestare i diritti del Comune e dei suoi cittadini: “L’Autorità di Sistema Portuale non può limitarsi alla burocratica pubblicazione di un progetto che implica una destinazione d’uso di una rilevante porzione di suolo demaniale e comunale, senza il coinvolgimento del Comune di Vietri sul Mare“.
Nel post il gruppo consiliare “L’altra Vietri” dà notizia anche della costituzione di un Comitato per la “delocalizzazione del porto commerciale” nella zona industriale di Pontecagnano.
Si ritiene “pazzesco” che l’intero traffico di merci possa svolgersi in piena area cittadina: grazie ai finanziamenti del PNRR, si può concretamente pensare alla riqualificazione del porto di Salerno, per trasformarlo da commerciale a turistico, in modo da rilanciare non solo il settore cantieristico e nautico ma una new economy più al passo coi tempi e con l’ambiente.
In effetti appare più che plausibile che l’ampliamento su larga scala delle attività commerciali del porto salernitano, possa mettere a rischio non solo le spiagge che frequentano i vietresi ed i salernitani, ma anche i tradizionali cantieri ed il più antico circolo canottieri nonché l’ecosistema marino dell’area, già tanto fragilizzato dall’intensità delle attività umane.
Così come appare di buon senso l’idea di un porto turistico su scala più importante, a servizio non solo della città salernitana ma dell’intera Costa d’Amalfi.
Del resto non è stato proprio il governatore De Luca a sottolineare l’esigenza di dotare il territorio di nuovi approdi nautici attrezzati, in grado di supportare un turismo sostenibile e di qualità?







